Lunedì 19 Novembre 2018
   
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ORDINANZA: LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO

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I punti centrali della questione, di cui tanto si è discusso su questo sito, sono la troppa vicinanza degli impianti alle case, la preventiva comunicazione dei trattamenti ai cittadini interessati, lo svolgimento degli stessi in condizioni ben precise, l’utilizzo di sistemi antideriva per limitare quanto più possibile il diffondersi del poco salubre aerosol fitosanitario.
L’ordinanza emanata martedì scorso soddisfa queste aspettative?

LA DISTANZA
I trattamenti nei pressi di luoghi sensibili (case, orti, parchi...) “devono eseguirsi in assenza di vento e ad almeno 25 metri”, dice la nuova ordinanza.
La bozza aveva un tenore più deciso, nella forma oltre che nella sostanza. “Al fine di contenere i rischi connessi agli effetti negativi legati alla deriva dei prodotti fitosanitari è fatto obbligo a chiunque di effettuare i trattamenti fitosanitari in modo tale da evitare che le miscele raggiungano edifici pubblici e privati, orti, giardini, parchi, aree ricreative centri sportivi e relative pertinenze e comunque rimanendo ad una distanza di rispetto minima pari a 50 metri”. Una distanza, questa indicata nella bozza, molto più cautelativa. Anche la forma era più imperativa, “è fatto obbligo”, rispetto al più blando “devono eseguirsi” della versione definitiva.

L’AVVISO
C’è stato un deciso arretramento nei tempi di avviso. “I trattamenti fitosanitari -dice l’ordinanza in vigore- devono essere comunicati almeno 24 ore prima” ai residenti. “Tale comunicazione dovrà essere prodotta per iscritto alla Polizia Urbana e alla ASL”. Due comunicazioni scritte, inviate o portate a mano, nel giro di 24 ore che, in realtà, si riducono alle ore di apertura dell’ufficio dei vigili e quelle -solo mattutine- della ASL, presumibilmente dell’ufficiale sanitario locale.
Un tempo abbastanza corto dentro il quale va considerato il tempo che i vigili si prenderanno ad avvisare i residenti. Senza contare che, da come è scritto nella nuova ordinanza, non si capisce bene chi deve avvisare i residenti, se l’agricoltore, i vigili o la ASL.

Sia la bozza che la vecchia ordinanza, invece, prescrivevano una comunicazione fatta pervenire “almeno 5 giorni prima”. Certo, cinque giorni forse erano eccessivi, ma si è passati da un eccesso all’altro; 48 ore prima sarebbe stato, forse, un tempo più congruo.

Sulla deriva del prodotto c'è poco, se non un richiamo generico a contenere il fenomeno senza indicare come, anche se la commissione speciale aveva dato una indicazione precisa: "Gli atomizzatori devono essere dotati di dispositivi di contenimento della deriva nel caso si effettui il disserbo sul terreno". Di riferimento a dispositivi, ugelli  o deflettori nell'ordinanza non c'è traccia.
C’è, ancora, un passaggio che marca la differenza di approccio tra la bozza e la stesura definitiva dell’ordinanza, si trova nelle premesse.

I fitofarmaci sono necessari per “esigenze di difesa delle colture e di massimizzazione della resa della produzione da parte delle aziende”, è scritto nella definitiva. La bozza, invece, parlava di “esigenza di difendere le colture da patologie vegetali e animali (..) per rendere remunerativa la coltivazione di prodotti ortofrutticoli”. Qui l’orizzonte è culturalmente diverso, si parla giustamente di remuneratività della produzione, che può ottenersi -forse anche maggiormente- con la qualità del prodotto, non necessariamente con la quantità (“massimizzazione della resa”, appunto).

UN DIVERSO APPROCCIO
Nella sua relazione la commissione speciale fa una  precisa scelta circa l’interesse preminente che l’ordinanza dovrebbe tutelare. Vi si legge che gli atomizzatori diffondono i fitofarmaci nell’ “ambiente circostante con l’effetto ‘deriva’”. “Infatti -continua il documento- particelle di prodotto fitosanitario cadono, oltreché sul bersaglio, anche nell’ambiente circostante: se qui abitano persone o si percorrono strade pubbliche, il danno che esse ne ricavano è enorme”.
“La commissione ritiene che si deve evitare lo scontro tra due esigenze e due diritti”, quello del cittadino alla salute e quello dell’agricoltore “a svolgere il proprio lavoro”. Ma “tra i due diritti -precisa la Commissione speciale- il bilanciamento è a favore del diritto a vivere, garantito dalla emanazione di regole che circoscrivano le attività operative dell’agricoltore: primum vivere”. La vita, la salute cioè, viene prima della necessità di “pompare”.

Questo approccio alla questione, suggerito dalla Commissione, era molto più presente nella bozza che stava per diventare ordinanza e che, invece, è stata modificata. Chi ha moderato l’impatto che l’ordinanza avrebbe avuto sui comportamenti degli agricoltori?
Sembrerebbe sia stato il vicesindaco Pasquale Redavid che, all’ultimo momento, ha preso nelle mani la bozza e ne ha fatto quella che poi è stata pubblicata.

Commenti  

 
#7 antonio fortunato 2010-08-01 23:23
due rapide repliche, evitando, come sempre, inutili e sterili polemiche.

a "COMUNISTA": ridurre tutto a "... poveretto .. hai acquistato una bella casa in ex zona agricola ... hai fatto gli interessi del costruttore ..., quindi, ne paghi le conseguenze!" è semplicistico e fa capire lo scarso senso civico, la mancata attenzione ai diritti della collettività da parte di alcuni.
Significherebbe che una città non può espandersi rimanendo confinata in un asfittico centro abitato.
Spingendo il ragionamento alle estreme conseguenze, si potrebbe anche dire che siccome Rutigliano è agricola anche tutte le case esistenti - ab imemorabili - ai margini del centro abitato, dovrebbero essere abbattute per far spazio alla coltivazione SENZA REGOLE dell'uva da tavola!

a CIANI: non ho un diavolo per capello. Sono solo demoralizzato e mortificato, anche se immaginavo l'esito.

Ci siamo detti più volte che in un consesso civile è necessario definire delle regole che tutti devono conoscere e rispettare; posso non essere d'accordo sulle regole così come sono state formalizzate ... ma una volta che esse sono state definite io le rispetto e pretendo che tutti lo facciano.
Ci siamo anche detti che alcuni delle regole "se ne impippano"; quindi ci vogliono sanzioni e controlli... non credo molto e forse non mi interessa molto un sistema "afflittivo" di condanne e pene. Credo invece che molte volte i problemi si possano risolvere con il buon senso e la prevenzione.
Ecco perchè chiedo un sistema di controlli efficaci .... ma quest'ultimo argomento non è materia dell'ordinanza .... che quindi diventa ....un INUTILE strumento per tutelare il diritto alla salute e ad un ambiente salubre di coloro che, ai mè, vivono ai margini dei tendoni!
 
 
#6 ciani 2010-08-01 22:18
Antonio Fortunato ha un diavolo per capello. Ha ragione a lamentarsi perche non e' chiaro nulla e nemmeno su chi deve controllare.
Questo lo prevedevo ma mi si consenta di non vederci sempre del maligno nell'ordinanza ma di cercare di capire la complessita' del problema.
Secondo me il preavviso va bene, le sanzioni vanno bene, si e' fatto un copia-incolla su delle norme comportamentali che gli operatori devono seguire che sono vecchie di 20 anni , da quando ho conseguito il primo patentino per l'uso e l'acquisto dei fitofarmaci , ma, i controlli se si pensa bene caro Antonio sono praticamente impossibili sia perche' delegati ai vigili che gia devono occuparsi della viabilita che dal fatto che la cosa e' cosi frammentata che se ci dovessero essere 10 chiamate simultanee per lamentele o altro nessuno verrebbe in tuo soccorso.
E poi, la mancanza del divieto assoluto all'uso dei prodotti calssificati T e T+ nelle vicinanze delle abitazioni e' una ciliegina sulla torta di chi l'ha emanata, la distanza e la deriva tu sai che sono parole astratte come un dipinto di Pollock. saluti
 
 
#5 comunista 2010-08-01 21:24
voglio sottolineare solo una cosa che secondo me è alla base di tutto:
quando si sono approvati i progetti x le nuove costruzioni in via madonna delle grazie, ad esempio, nessuno ha pensato ai problemi che si potevano incontrare? Eppure i tendoni c'erano ed anche altre case costruite precedentemente vicino alle campagne! I tendoni e i trattamenti sono all'ordine del giorno nel ns.paese che è agricolo...Ma si è pensato a costruire, a fare nuove case ed altri soldi x i costruttori e l'acquirente attirato dalla bella casa e dalla necessità di non pagare affitti a vuoto, o meglio "mutui affitti"considerando gli importi, ha comprato! L'agricoltore è quello che in tutto ciò non ha messo bocca, ha fatto e continua a fare quello che è necessario per il suo prodotto!Se non usava precauzioni x tutelare la sua salute (maschere, tute,ecc..) erano problemi suoi!Ritengo che non sia giusto penalizzare quest'ultimo, che vuole o non vuole il trattamento ha bisogno di farlo e beato chi ha il proprio atomizzatore e chi deve aspettare i comodi del conto terzi come fa ad avvisare prima?Perchè un pò non ci arrabbiamo con chi ha approvato i progetti in zone dove era meglio fare spazi verdi? E no, le pecore nere sono gli agricoltori che si spaccano la schiena tutti i giorni e no i costruttori-politici che girano con i suv!
 
 
#4 Norris Jr 2010-08-01 15:00
"vo a da il ramato" M. Ceccherini ne: "il ciclone"
 
 
#3 antonio fortunato 2010-08-01 13:55
Seconda parte

L’ordinanza in tema di controlli recita: “ In presenza di pericolo di danno o di danno effettivo a persone, animali o cose a causa di comportamenti scorretti e trasgressivi di quanto sopra disposto, chiunque potrà rivolgere denuncia alla Polizia Municipale e al Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., la quale è incaricata di controllare l’osservanza delle presenti disposizioni.”.

A prescindere che la frase non sembra grammaticalmente corretta ( … rivolgere denuncia alla Polizia Municipale e al Servizio di Igiene Pubblica della A.S.L., la quale .. è incaricata di controllare l’osservanza delle presenti disposizioni” … chi l’ASL … o anche la Polizia Municipale? … ma l’ASL in passato ha già chiarito che non è di sua competenza effettuare i controlli che invece spettano ai Vigili Urbani) I CONTROLLI “ SONO UN’ARMA SPUNTATA”.

E’ lapalissiano che, in presenza di pericolo di danno o di danno effettivo a persone, animali o cose, ognuno di noi può “denunciare” anche penalmente i comportamenti commissivi o omissivi …. ma non viene risolto il problema dei controlli!

Ho chiarito, in passato, che molti dei terreni in prossimità delle abitazioni sono di modesta pezzatura e che nel tempo intercorrente tra chiamata dell’ente accertatore (… da chiarire se ASL o V.U.) ed effettivo intervento .. il trattamento fitosanitario si è già esaurito!

In questi casi come si effettua il controllo? Si raccolgono le foglie ed il frutto trattato ( …. i V.U. ritengono che tale compito non sia di loro spettanza) per far fare una analisi chimica allo scopo di accertare se effettivamente c’è stato il trattamento e quale prodotto chimico è stato utilizzato? Tutto ciò è RIDICOLO!

Il controllo si effettua presidiando il territorio ed effettuando controlli di iniziativa; in particolare penso alle zone di via Madonna delle Grazie, via del Ciliegio, Via Due Pozzi, Contrada Via Mola ( tra la strada comunale Paradiso e la Strada Comunale Pozzo Falco) la zona tutta intorno all’Ospedale, ecc., zone “franche” per gli “irroratori irrispettosi”.

Comprendo anche che i V.U. sono “affaccendati” in altre faccende e che, quindi, i controlli sono di difficile effettuazione, ma ritengo – vista la costituzione a Rutigliano del Corpo nazionale dell Guardie Ecozoofile che nello svolgimento delle loro attività sono AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA – che con un po’ di buona volontà ed intelligenza l’Amministrazione Comunale potrebbe costituire, per l’effettuazione dei controlli, delle pattuglie miste con le guardie ecozoofile.

Solamente con i controlli preventivi e di iniziativa si darebbe vera efficacia all’ordinanza; senza controlli … “le regole” di una ordinanza sono solo di facciata!
 
 
#2 antonio fortunato 2010-08-01 13:54
Prima parte

In più di una occasione, sul tema dei fitofarmaci e abitazioni, ho sostenuto che, per un corretto vivere civile, fosse necessario definire le “regole” da seguire nei trattamenti e nella gestione dei fitofarmaci ed i conseguenti “controlli” per il rispetto delle “regole”.

In passato ho anche chiarito che l’ordinanza del 2008 “spiegava” ancora i suoi effetti … ma l’atteggiamento ondivago dell’Amministrazione Comunale e di chi doveva far rispettare le “regole” … vanificava l’efficacia di tale ordinanza.

Ho sostenuto che tale ordinanza - sia pure con dei limiti e sicuramente perfettibile – quanto meno dettava le “regole” che dovevano essere rispettate nei trattamenti fitosanitari.

Ho criticato l’Amministrazione Comunale per il suo “traccheggiare” nella ri-regolamentazione dei fitofarmaci e per la manifesta scarsa sensibilità sul tema della salute pubblica e di ambiente salubre.

Dopo tanti interventi su queste pagine, miei e di tanti cittadini sensibili al problema, e dopo tanti ritardi – giustificati da inutili “Conferenze di Servizi”, “Commissioni Speciali”, “Consulenti” e quant’altro – l’Amministrazione Comunale è riuscita a “partorire” la nuova Ordinanza.

La nuova ordinanza .. > detta le “regole” nei trattamenti dei fitofarmaci.

Pur concordando con Nicastro e con le sue considerazioni, mi riterrei soddisfatto se le “regole” previste in ordinanza fossero effettivamente seguite, applicate e FATTE RISPETTARE.

Il vero forte limite di questa ordinanza ( e di quella precedente) è quello di chi deve far rispettare le regole e di chi deve effettuare i controlli!
 
 
#1 vivame 2010-08-01 00:53
ci avrei scommesso che per l'aspetto negativo c'entrava il vice sindaco,come si nota le modifiche sono ridicole,le ho fatte notare già in un intervento precedente e non sapevo delle modifiche. Allora lui capisce più degli esperti...il signor lo so lo so.;-). ma chi aveva stilato l'ordinanza iniziale...ma non c'è uno sportello agricoltura che può intervenire sulla questione??? devo informarmi!!! saluti
 

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