Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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"RANIERI NON SA QUELLO CHE DICE D’ALESSANDRO"

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Pubblichiamo anche noi la lettera che il coordinatore del Comitato Salute e Ambiente Gianni Nicastro ha mandato ieri a Conversanoweb. La lettera riferisce un episodio particolare accaduto giovedì scorso sullo sfondo di un problema: il rischio che a Conversano venga costruito un inceneritore. Un problema che riguarda tutti i comuni del bacino BA/5, sopratutto quelli vicini alla discarica e agli impianti di lavorazione dei rifiuti situati in contrada Martucci a Conversano.



 

Gentile Redazione,

Ieri sera ero a Conversano, nell’anfiteatro, all’incontro sulla questione discarica indetto dal movimento che ha organizzato la bella manifestazione contro l’ulteriore “farcitura” di rifiuti sul “panettone” in contrada Martucci e per la chiusura della discarica.

Sono intervenuto, ho detto le mie cose e ho fatto notare una pericolosa convergenza inceneritorista che si è dispiegata a ridosso di quell’evento tra esponenti dell’amministrazione comunale, della maggioranza e dell’opposizione.

Una convergenza che viene fuori da tre interviste pubblicate su Conversanoweb, al sindaco Giuseppe Lovascio, al consigliere PDL Nico Mottola e al capogruppo PD Vincenzo D’Alessandro.

Queste le citazioni.

Lovascio
«Mi aspetto – termina il Sindaco conversanese – che la Regione faccia un’analisi seria sulla politica dei rifiuti che s’intende perseguire per il futuro. C’è un’evidente carenza nella programmazione: basta considerare che, a fronte della realizzazione di un impianto per la produzione di CDR, non si sono realizzati i termovalorizzatori necessari allo smaltimento delle eco-balle».

Mottola
«Ad oggi, l’unica soluzione – e di questo sono sempre più convinto – è chiudere il ciclo degli impianti complessi di Contrada Martucci con un termovalorizzatore di nuova generazione».

D’Alessandro
Domanda: «Quale alternativa avevate proposto?»
Risposta: «La direzione in cui bisognava marciare era quella che l’assessore provinciale Barchetti rimarca nel verbale dell’incontro che si è avuto con Regione e Provincia: avviare gli impianti. Oltre alla strutturazione di una seria raccolta differenziata, avevamo la chance di adoperare gli impianti per la separazione della frazione umida da quella secca. In questo modo si andava a diminuire la quantità di rifiuti conferiti e si faceva un passo avanti nella produzione di CDR. La tappa successiva sarebbe stata sollecitare la Regione ad accelerare l’avvio dei tre inceneritori definiti nella provincia di Bari, in modo da garantire la possibilità di smaltire il CDR prodotto. Tutto questo non è stato chiesto, non si avuta la forza di far capire che questa città non era disposta a subire passivamente delle decisioni».

La citazione di D’Alessandro l’ho dovuta mettere integralmente perchè su di essa sono stato, ieri sera, verbalmente e platealmente aggredito dal segretario del PD Saverio Ranieri, il quale -apostrofandomi come provocatore- ha sostenuto che non fosse vero che il suo capogruppo avesse detto quelle cose, cioè che avrebbe voluto si sollecitasse l’avvio, non di uno, ma addirittura di tre inceneritori nella provincia di Bari.

Ora, l’italiano, certo, non è come la matematica, a volte dà adito a interpretazioni non proprio fedeli, ma il pensiero espresso qui dal D’Alessandro è chiaro e lineare, non lascia dubbi circa il fatto che bisognava, appunto, “sollecitare la Regione ad accelerare l’avvio dei tre inceneritori definiti nella provincia di Bari” per smaltire il CDR. Quali sarebbero poi, oltre quello di Modugno, gli altri due inceneritori “definiti”, D’Alessandro, o magari lo stesso Ranieri, potrebbero anche farcelo sapere, così, a titolo di cronaca.

Una reazione scomposta, aggressiva e arrogante mossa, dunque, da un abbaglio: un galantuomo chiederebbe scusa. Di questo episodio non ne avrei parlato se non fosse che la situazione qui sta prendendo una piega alquanto insidiosa.

La discarica è stracolma, i costi dello smaltimento aumentano, tutti (sindaco, maggioranza e minoranza, finanche Legambiente di Mola, WWF di Conversano e altre associazioni) chiedono l’attivazione immediata dell’impianto di CDR sapendo che non ci sono i forni per bruciarlo. Il sindaco di conversano -non uno qualunque- lamenta che c’è il CDR ma non l’inceneritore, che è come dire all’uno deve corrispondere l’altro. Il consigliere Mottola poi, temerario, non indugia: l’inceneritore non solo ci vuole, ma lo si deve costruire probabilmente anche in contrada Martucci e all’ultimo grido.

Questi annunci suonano come musica divina alle orecchie di Marcegaglia e Lombardi, i quali il progetto di un inceneritore in contrada Martucci ce l’hanno nel cassetto -come un sogno- dal 2002.

Ranieri non si scusi, faccia una cosa più concreta che sgombri il campo da ogni ambiguità. Proponga come PD una mozione che chieda all’intero consiglio comunale di Conversano la non disponibilità ad ospitare inceneritori/termovalorizzatori sul proprio territorio. Per una questione di chiarezza di posizioni, necessaria su argomenti che riguardano la salute e l’ambiente.

L’ambiguità dei vari sindaci e relative forze politiche -da Bonasora a Lovascio passando per Iudice- è uno dei motivi per cui oggi Conversano si ritrova sul suo territorio un maleodorante panettone lievitato su milioni di metri cubi di rifiuti e un mostruoso impianto industriale che dovrebbe separali e impacchettarli per poi, alla fine del ciclo, rimetterli di nuovo in discarica.

Gianni Nicastro

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