Sabato 17 Novembre 2018
   
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VENDOLA: COLARI VUOLE “ESTORCERE DENARO COGEAM”

Vendola_a_Conversano


E’ stata una intervista ad ampio raggio quella fatta ieri sera a Nichi Vendola in occasione di “Lector in Fabula” a Conversano.
Inevitabile era che il presidente della regione dicesse due cose sul problema discarica e impianti in contrada Martucci, non solo perchè sollecitato dal presentatore Gianvito Mastroleo, ma anche perchè non era ignorabile la discreta e silenziosa protesta del neo costituito comitato “Riprendiamoci il futuro” che si batte per la chiusura del terzo lotto della discarica privata di proprietà della Lombardi Ecologia.

Un breve intervento, circa otto minuti, nel quale l’ex commissario ha parlato dell’ineluttabilità di quei 50 centimetri ulteriori stratificati sul “panettone”, del fatto che chi governa non può permettersi il lusso di vedere le cose “o bianche o nere”, come probabilmente fanno gli ambientalisti. Sul COLARI di Manlio Cerroni ha fatto delle dichiarazioni abbastanza forti.

«E’ successo che questa ditta -a riferito Vendola- per tre volte convocata da me, non si è presentata perchè ha semplicemente voglia di estorcere denaro alla ditta che aveva vinto secondo il TAR, cioè COGEAM». Il Consorzio Laziale Rifiuti, quindi,  «non è in grado di gestire, di far partire i nuovi impianti».
Insomma, Cerroni non avrebbe nessuna intenzione di venire a Conversano, ma vorrebbe solo approfittare dell’occasione che gli ha fornito la sentenza del Consiglio di Stato per operare una sorta di “estorsione” ai danni della COGEAM, oggi Progetto Ambiente Bacino Bari Cinque S.r.l.

C’è da chiedersi: se la “ditta non si è mai presentata” alle convocazioni, da chi avrebbe saputo Vendola della “voglia” che questa avrebbe “di estorcere denaro”? Non può certo averglielo detto Manlio Cerroni.
Ma, al di là di questa rivelazione, alquanto inquietante, Vendola scarica tutta la responsabilità della mancata attivazione degli impianti e del sopralzo sostanzialmente  sul Consiglio di Stato, che ha rimesso in gioco il re di Malagrotta.

Anche qui ci sarebbe da dire qualcosa. La sentenza è dell’8 giugno, è arrivata sei mesi dopo il decreto commissariale in cui lo stesso Vendola dice che gli impianti della Progetto Ambiente sono stati collaudati, ma che dal 7 gennaio 2010 poteva partire solo la biostabilizzazione. L’attivazione complessiva degli impianti in realtà è stata impedita il 31 dicembre 2009, ben prima di quella sentenza; e ancora oggi nessuno sa bene il perchè.
Vendola, dunque, sostiene che non c’erano altre soluzioni se non quella di tenere in vita, in una sorta di accanimento terapeutico, la discarica con tutto il suo panettone.

L’impossibilità di spostare altrove i rifiuti, sia per i costi che per l’indisponibilità di altri territori a riceverli, «hanno consigliato  a me, dal punto di vista morale -ha continuato Vendola- e al presidente della provincia, dal punto di vista legale (perchè è lui che ha la competenza), di scegliere l’opzione del sopralzo nel frattempo che si possa risolvere il problema degli impianti».
E come si risolve il problema degli impianti? «La legge mi impone di fare un bando europeo, questo è il problema» ha detto ancora il presidente.

Ha concluso il suo intervento dicendo che «se qualcuno ha una soluzione concreta, differente da quella che regione di centrosinistra e provincia di centrodestra, insieme, hanno condiviso, incontriamoci. Perchè la disponibilità è massima a trovare le soluzioni».
Una disponibilità al confronto abbastanza postuma rispetto a scelte già da tempo pianificate, sulle quali nessuno è mai stato preventivamente chiamato a discutere.

Un ultima annotazione su un altro passaggio del discorso vendoliano, questo: «Per quel che mi riguarda abbiamo evitato di passare dalla dittature delle discariche alla dittatura degli inceneritori perchè vorremmo organizzare attorno al ciclo dei rifiuti un sistema moderno, ecologicamente sostenibile basato soprattutto sul recupero di materia e sulla raccolta differenziata».

L’immagine qui è abbastanza suggestiva, solo che fa a pugni con la storia di quegli impianti. Oltre alla discarica esaurita, in contrada Martucci ci sono due grandi buchi, già inguainati e pronti -da un paio d’anni- a ricevere rifiuti solidi urbani, quindi se ne chiude una e sono pronte altre due di discariche.

Sono gli stessi decreti commissariali che definiscono la piattaforma costruita in contrada Martucci “Sistema pubblico impiantistico complesso con recupero energetico per rifiuti urbani del bacino BA5 in agro di Conversano”. Infatti da lì, a regime, usciranno circa 200 tonnellate di CDR al giorno che avranno bisogno di un termovalorizzatore per essere recuperate energeticamente, cioè bruciate.

Ancora, quegli impianti sono capaci di lavorare e trasformare in CDR la totalità dei rifiuti che oggi produce il bacino BA/5. Vendola dimentica di aver firmato un contratto con la COGEAM -nel lontano luglio ’06- che obbligava i 21 comuni del BA/5 “a conferire tutti i rifiuti (...) al soggetto gestore nelle località e con le modalità ed i tempi e le quantità indicati negli elaborati dell’offerta”. In sostanza i comuni erano contrattualmente obbligati a portare 517 tonnellate al giorno di rifiuti, come era scritto in quegli elaborati, con buona pace del recupero di materia preferito a quello energetico.
Insomma, c’è qualcosa che non quadra nella poesia del compagno Nichi Vendola.

Buona visione


 

 

Commenti  

 
#1 favole 2010-09-14 02:10
Caro nichi solo favole e poesie e niente più anzi solo qualche interesse dei tuoi amici tra cui un assessore senza ne voti ne capacità!
 

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