Giovedì 15 Novembre 2018
   
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BUGNA-LONGO: “LUMI DALLA REGIONE”. Video

Bugna


Al ritorno dal nostro sopralluogo in discarica ieri mattina, abbiamo intervistato il vicesindaco Tony Bugna e il dirigente dell’Ufficio Ambiente di Conversano ing. Francesco Longo.

La nostra perplessità verteva sulle ragioni della prosecuzione ordinaria della discarica Lombardi all’indomani dell’accoglimento, da parte della seconda sezione del TAR Puglia, di entrambi i ricorsi promossi dal Comune di Conversano, annullando gli effetti delle altrettante ordinanze firmate da Regione e Provincia.

L’assessore Bugna parla di una fase interlocutoria in cui «il comune si sta adoperando, contattando la Regione e tutti gli organi competenti, per capire come bisogna comportarsi, dato che  la sentenza, pur essendo di esecuzione immediata, non è stata ancora notificata al Comune di Conversano».

Lo stesso ing. Longo, conferma d’aver «inviato formalmente una nota a Regione, Provincia ed ATO – organi sovrapposti al Comune nella gestione dei rifiuti – con l’obiettivo di avere lumi sugli atti amministrativi dovuti per ottemperare alla sentenza del TAR Puglia, appresa a mezzo stampa».
«Successivamente al sopralluogo con il dott. Miccolis -aggiunge il dirigente dell’Ufficio Ambiente- ho provveduto ad inviare una seconda nota in cui rendevo merito dell’ordinaria attività della discarica. Per le brevi ci è stato anticipato che lunedì è convocata una riunione in cui si fisserà il cronoprogramma delle attività da fare».

«Contrada Martucci -nota Bugna- è una discarica a carattere regionale e dunque deve essere la Regione a fornire un piano alternativo che, nel rispetto della sentenza, chiarisca dove dovranno essere conferiti i rifiuti, anche per evitare che il ciclo – la cui gestione compete sempre alla Regione – si blocchi».

«Ovviamente il Comune di Conversano ha già da tempo indicato la soluzione, esprimendo la ferma volontà politica di avviare l’intera linea degli impianti.  Un atto dovuto che, se fosse stato autorizzato nei giusti tempi, avrebbe evitato numerose complicazioni».

Proviamo a far presente il problema dello smaltimento del CDR eventualmente prodotto. Bugna è chiaro: «È sempre un problema della Regione. Se si mette a punto un piano gestionale che prevede la produzione di CDR si deve quantomeno prevedere dove smaltirlo».

Quanto all’installazione di un termovalorizzatore nel nostro territorio, ipotesi che potrebbe illuminare la mente di qualcuno in virtù dello stato emergenziale, raccogliamo un confortante e categorico “rifiuto”.


 

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