Venerdì 16 Novembre 2018
   
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DISCARICA E IMPIANTI: MENO RIFIUTI, PIÙ ALTA LA TARIFFA.

Lombardi_Carella_Albanese


Cosa sta succedendo in contrada Martucci a Conversano dopo una sentenza del TAR, un’ordinanza del commissario Vendola e una sospensione del Consiglio di Stato. In quale discarica si stanno mettendo i rifiuti, quando partiranno gli impianti e se partiranno, come va la biostabilizzazione e perchè ci sono i gabbiani, dove sarà smaltito il CDR, quale sarà la tariffa di conferimento dei rifiuti agli impianti e quale quella relativa allo smaltimento del CDR. Infine, che riflessi avrà la raccolta differenziata spinta porta a porta sulla remuneratività degli impianti complessi costruiti dalla Progetto Ambiente e, forse, gestiti da questa stessa società.

Questi sono gli argomenti sui quali abbiamo “interrogato” Rocco Lombardi, Carmine Carella e Antonio Albanese.
Chi sono è presto detto. Lombardi è presidente e amministratore unico della Progetto Ambiente e amministratore unico anche della Lombardi Ecologia, Carella è l’ingegnere che ha progettato gli impianti e ne ha diretto i lavori di costruzione, Albanese è anche lui amministratore della Progetto Ambiente oltre ad esserlo pure della CISA, società che -nella Appia Energy con la Marcegaglia- gestisce l’inceneritore di Massafra (unico attivo in Puglia).

Gli argomenti erano tanti, l’intervista, dunque, dura circa quaranta minuti. E' divisa in tre parti ed è audio montata come un video.

La versione completa dell’intervita la pubblicheremo a breve. Quella che vi anticipiamo qui è una sintesi di dieci minuti incentrata su due argomenti importanti: la vecchia  e la nuova discarica e la dinamica alquanto perniciosa relativa alle minori quantità di rifiuti in ingresso agli impianti dovuta alla raccolta differenziata.

Gli impianti nel bacini BA/5, come quelli che la GOGEAM -con la Lombarti e la Tradeco- sta costruendo in altri cinque bacini sparsi per la Puglia, sottendono a una logica economica e di impresa molto precisa: la quantità di rifiuti in ingresso e i costi di gestione, di ammortamento capitale e guadagno nei quindici anni di esercizio.

Abbiamo chiesto al rag. Albanese cosa succede se i comuni conferiscono il 50% dei  rifiuti in meno così come dovrebbero fare secondo il Piano regionale rifiuti.
La risposta è stata chiara, come sentirete nell’intervista: non si può pretendere che la società lavori in perdita. Se i rifiuti diminuiscono bisogna agire sulla tariffa perchè bisogna “salvaguardare gli equilibri economici e finanziari” della gestione dell’impianto.

Dunque, meno rifiuti arriveranno alla piattaforma, più alta sarà la tariffa di conferimento, e non può che essere così, come ha spiegato il rag. Albanese.
«Non è pensabile -ci ha detto l’altro ieri- poter immaginare che la gestione di un impianto possa essere fatta sotto costo». «Non è la logica dell’impresa -ha aggiunto l’amministratore delegato della CISA- è la garanzia che sia svolto un servizio pubblico di primaria necessità nei termini e nei modi previsti contrattualmente». «Se io ho previsto di guadagnare il 10%, non solo tu mi devi garantire l’equilibrio economico finanziario, tu mi devi garantire l’utile che ho previsto quando ho fatto la gara. Quindi io devo continuare a guadagnare quel 10% previsto inizialmente» ha chiosato Albanese.

Questa è pura e legittima logica economica sulla base della quale le imprese private si muovono, operano, quando sono chiamate ad investire denaro magari per un servizio pubblico come lo smaltimento dei rifiuti.
Che sia la Progetto Ambiente o altra società a gestire quell’impianto, il problema è che i cittadini saranno chiamati a garantire l’utile a quella attività economica perchè, come è noto, le S.p.a. o  le S.r.l. non sono opere pie, non fanno nulla "a gratis" soprattutto quando ci mettono di proprio 19 milioni di euro per allestire un servizio a tariffa.

Qui siamo di fronte a una situazione che ha dell’assurdo.
I comuni sono chiamati per legge a fare la raccolta differenziata in percentuali sempre più ambiziose, la regione Puglia (Fitto-Vendola) pianifica e fa costruire un sistema impiantistico che, paradossalmente, disincentiverà proprio la raccolta differenziata, a meno che i cittadini non si rassegnino a pagare tariffe più alte a impianti che da loro vogliono la totalità dei rifiuti se no vanno in perdita.

Ora, è evidente che le responsabilità di una assurdità del genere non sono delle imprese che gestiranno quegli impianti. Le responsabilità sono preminentemente politiche, di una regione che ha pianificato e fatto costruire un sistema impiantistico che contrattualmente, dai cittadini pugliesi, vuole tutti i rifiuti che producono, tranne quello che si differenzia oggi.

Forse non era il caso -e questo è un problema nazionale, di scelte governative- affidare al “libero mercato” un servizio di pubblica utilità come la gestione dei rifiuti. Mettere nelle mani delle imprese private un servizio di cui i comuni sono obbligatoriamente chiama a servirsi, significa sottoporre quel servizio a logiche d’impresa, significa garantire a quelle imprese un “vitalizio” a spese dell’efficienza, della economicità di cui pure parla la legge che regolamenta la gestione dei rifiuti in Italia.

A breve l'intera intervista

Buona visione



 

 

Commenti  

 
#1 AMICO 2010-10-23 02:12
Bravo Gianni.
Chi non avesse ancora capito i veri intrecci tra economia e politica, ora l'ha capito.
Ricordiamoci che in Italia, oltre la politica c'è il potere economico. La politica si muove nella direzione dettata dal potere economico.
E noi, cittadini.
SUDDITI, direi.
Ecco ora si spiega perchè i comuni non possono gestire da sè il business dei rifiuti. Perchè essendo BUSINESS, deve essere gestito dal potere economico, il quale deve fare profitti.
Stupidi, siamo solo stupidi.
E i verdi e gli ambientalisti, devono prendersi le loro responsabilità, perchè hanno dato la possibilità al CAPITALE di fare altro CAPITALE. E tutto ciò, a nostre TOTALI SPESE.
Allora, guardiamo al di fuori del nostro territorio nazionale, per renderci conto di come ed in quale modo viene gestito il tema dei rifiuti. Prendiamo da loro, almeno il 40% del loro sistema.
Solo così, inizieremo a valorizzare veramente i rifiuti.
 

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