Lunedì 19 Novembre 2018
   
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LETTERA DELL’AVVOCATO: SUI FALÒ DI RIFIUTI AGRICOLI

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Riceviamo e Pubblichiamo una lettera che, gentilmente, l'avvocato ci ha inviato in redazione.

E’ opinione generale che bruciare un cumulo di ramaglie o di residui di potatura sia cosa normale e non vietata dalle normative statali e locali.

Se è vero che l’antica abitudine del piccolo contadino che, in determinati periodo dell’anno, brucia piccoli cumuli di ramaglie può essere sostanzialmente tollerata a livello giuridico e normativo, diverso discorso va fatto per quelle coltivazioni intensive che generano grandi cumuli di residui di potature o peggio dovuti allo svellamento di vecchi impianti.

Questi  cumuli di “rifiuti” già di per se costituiscono una palese violazione del T.U.  Ambientale,  in quanto si tratta di rifiuti comunque abbandonati. Siano essi rifiuti urbani, artigianali o industriali, si tratta di depositi incontrollati riversati sul territorio e sono da considerare rifiuti speciali in senso stretto.

Tali rifiuti devono seguire la normativa della disciplina dei rifiuti in senso generale.

Nel caso di falò, se si tratta di rifiuti agricoli e tra questi vengono inseriti (o lasciati) e mischiati altri tipi di rifiuti (plastiche, cartone, polistirolo, ramaglie o ceppi intrisi di sostanze chimiche pericolose),  ci troviamo di fronte ad una ipotesi di incenerimento a terra di rifiuti che non sono più sostanzialmente e solamente agricoli, ma di ben altra natura.

In questo caso, ci troveremmo  di fronte al reato di smaltimento di rifiuti mediante incenerimento (art. 256, comma 1, lettera a del D. L.vo. 152/06).

Quando un ufficiale di polizia giudiziaria – statale o locale – si trovasse di fronte ad un falò nel quale sono bruciati rifiuti agricoli contemporaneamente con materiale plastico o di altra natura nociva, questi non può far a meno dall’intervenire per accertare tale reato, impedire che il reato venga portato ad ulteriori conseguenze e procedere per tale reato.

Non solo, va anche considerato che se tale falò genera, poi,  emissione di fumi idonei a liberare nell’aria sostanze pericolose e comunque dannose per la salute pubblica, scatta automaticamente il reato – perseguibile d’ufficio – di cui all’art. 674 del codice penale (…”chiunque nei casi non consentiti dalla legge provoca emissioni di gas, di vapori o di fumi atti ad offendere o ad imbrattare o molestare persone..”).

Il reato di cui all’art. 674 del codice penale è un reato di pericolo; ciò significa che non è necessario che i cittadini subiscano un danno diretto tossicologico o patologico; è sufficiente che la polizia giudiziaria  dimostri ( con accertamenti diretti, testimonianze, fotografie o altro) che quel tipo di emissione è pienamente idonea a recare danno ad un numero indeterminato di persone.

Ma, come dicevo, anche l’eliminazione con il fuoco di rifiuti di sole ramaglie è vietato; a tal proposito sia la Cassazione (cass. Penale, sez. III, n.46213/2008) che la giurisprudenza di merito ha ritenuto che: “ la eliminazione, mediante incenerimento, dei rami tagliati .. non costituisce una forma di utilizzazione nell’ambito di attività produttive. Non trova riscontro nelle tecniche di coltivazioni attuali l’utilizzo delle ceneri come concimante naturale. Tale materiale non può essere considerato materia prima secondaria riutilizzata in diversi settori produttivi senza pregiudizio per l’ambiente.”

Continuo a pensare che  – nel caso di  grandi cumuli di rifiuti -  sarebbe doveroso e necessario, quanto meno in una prima fase (.. prima che venga dato fuoco), un intervento della Polizia Municipale per chiedere  spiegazioni al proprietario del suolo sulle sue intenzioni (… il proprietario potrebbe aver deciso la smaltimento in discariche autorizzate), facendo ben  presente i reati a suo carico in caso di incendio.

Commenti  

 
#4 Azetium 2010-12-07 09:39
Ma quale bruciato, ho letto oggi che l'hanno bruciato ieri sera, quindi era da bruciare.
 
 
#3 Teta 2010-12-06 13:41
Invito la Redazione ad informasi sul presunto arresto/denuncia della banda che ritirava i teli retinati e plastificati da agricoltori rilasciando regolare ricevuta di avvenuto smaltimento e che invece di provvedere a smaltirli li gettavano nella nostra lama dell'Annuziata e provvedendo pure all'incendio degli stessi.
Pare che i CC abbiamo preso qualcuno di questi e sequestrato i mezzi usati per i trasporto...
 
 
#2 giulia 2010-12-06 10:59
ma che salute, non te ne sei neanche accorto che già tutto bruciato
 
 
#1 Azetium 2010-12-05 12:26
Chi deve intervenire lo faccia per la salute di tutti.
 

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