Lunedì 12 Novembre 2018
   
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IL NUCLEARE DEVE 'PASSARE' DALLE REGIONI

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Con la sentenza n. 33/2011 la Corte Costituzionale ha dichiarato “l’illegittimità costituzionaledell’art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31”, il quale disciplinava localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi.

In particolare, viene rigettato il presupposto in base al quale le Regioni perdevano ogni potere decisionale a riguardo dell’installazione di impianti nucleari nel proprio territorio, surrogate da un commissario dotato di “poteri straordinari anche di sostituzione e di deroga” alle autorità ed alle leggi.

Un punto a favore di Puglia, Toscana ed Emilia Romagna, le tre regioni promotrici del ricorso contro il decreto, ma non si può certo parlare di  piena vittoria.

La Corte Costituzionale, infatti, ha sancito che le regioni debbano essere “adeguatamente coinvolte” nella scelta degli “insediamenti atomici”; tuttavia, il parere espresso non sarà vincolante. Questo vuol dire che, ipoteticamente, il Governo nazionale potrebbe comunque portare avanti i propri progetti, ad onta di ogni ragionevole controdeduzione avanzata dagli organi regionali.

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