Giovedì 15 Novembre 2018
   
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AL VIA I CORSI PER IL PATENTINO AGRICOLO

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È stata ufficialmente accettata la richiesta presentata alla Regione Puglia da parte dell’Associazione Arcobaleno di Rutigliano per la realizzazione dei corsi necessari al conseguimento dell’autorizzazione che abilita all’acquisto e all’impiego dei prodotti fitosanitari “molto tossici, tossici e nocivi” per uso agricolo.

I corsi, disciplinati da normative nazionali ed internazionali, saranno tenuti dal perito agrario Pietro Rescina nei giorni 14-15-16-17-18 marzo dalle ore 16 alle ore 20 presso la nuova sede dell’Associazione Arcobaleno, in via Dante 41.

Il programma di formazione sarà quello previsto dalla Circolare del Ministero della Sanità n.37/88 e della Direttiva C.E. n.414/91, entrambe aventi come obiettivi, tra gli altri, quelli di accrescere le conoscenze sulla consistenza dei prodotti, il loro uso e i rischi connessi, aumentare la capacità di gestione del pericolo derivante dalla tossicità, al fine di limitarne i danni sulla persona e sull’ambiente ed illustrare i sistemi di prevenzione e protezione.

Come ci spiega il Presidente Pinuccio Valenzano, ottenere il cosiddetto patentino “non è solo un atto di obbedienza nei confronti della legge, ma è un passo fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori che per lavoro fanno uso di prodotti tossici e, di conseguenza, dell’intera comunità rutiglianese”.

Gli interessati possono recarsi presso la sede dell’Associazione e ritirare il modulo di iscrizione.

 

Commenti  

 
#11 Ale 2011-03-23 00:24
è possibile sapere quante sono state le persone che hanno seguito il corso?
 
 
#10 apuliatrade 2011-03-17 22:05
Salve,ogni tanto torno ad affacciarmi su rutiglianoweb,constatando che i pregiudizi sono sempre gli stessi,alcuni mi sembra di capire associano il concetto cattivo odore= veleno,poi saremmo noi agricoltori retrogradi.Il monitoraggio oggi è alla base della buona conduzione agricola,x ridurre o evitare trattamenti inutili,ma entrare nello specifico di ogni coltura è impossibile insegnarlo in corsi di 4-5 giorni.Secondo me, ne mangiate di schifezze estere e confezionate trattate ancora con il "DDT" senza rendervene conto. Buon appetito
 
 
#9 Teta 2011-03-14 15:52
Con tutto il rispetto per il suo "sapere" lei Sig. Fortunato ha bisogno di fare il corso di agricoltura base per capire le tecniche di conduzione. Potrebbe imparare (il che nella vita fa sempre bene) molto sui metodi per sapere se un prodotto fitosanitario è stato impiegato o meno o se è stato correttamente impiegato dal produttore. Lei pensa che basti rispettare i tempi di carenza per non ritrovare residui di fitofarmaci nei prodotti? Certo, per alcune molecole è così (tipo quelle idrosolubili) ma per molte altre no: ci vuole l'analisi multiresiduale dopo addirittura i fatidici tempi di carenza.
Ritornando ai suoi post precedenti lei cita le trappole feromoniche (a suo dire poco conosciute) di cui tutti noi ne facciamo uso da tempo per capire il momento giusto per attaccare per esempio la tignola (attraverso la conta delle catture) e non funziona come forse pensa per rendere nulli gli attacchi alle coltivazioni; cita i confussori sessali anch'essi molto usati per confondere gli insetti e cercare di non farli riprodurre ma il trattamento chimico non è detto che poi non si faccia, il monitoraggio in campo diventa essenziale è però certamente agevolato da questi prodotti.
Non so chi frequenta lei ne conosco i suoi parenti produttori ma le regole ci sono e moltissimi le rispettano. La minoranza di quelli che ancora non lo fanno dovranno per forza mettersi in regola altrimenti le aziende sono destinate a chiudere se non perseguono una linea di produzione con costi razionalizzati ed ecosostenibili.
Tranquillo quindi, Rutigliano si evolve in meglio! Ben vengano i corsi come quello nell'articolo a cui suggerisco di parteciparvi anche se non si è produttori per diventare consumatori informati.
Una buona serata.
 
 
#8 antonio fortunato 2011-03-14 11:30
... per teta, non confonderei i periodi di carenza ( .. tempo necessario affinchè il fitofarmaco "decada" .. per poi vendere l'uva senza contestazioni) con i trattamenti che vengono effettuati durante la stagione colturale.
... per dolores, non mistifichiamo il mio ragionamento! NON HO "PUNTATO IL DITO CONTRO UN CONSORZIO..".Ho solo sostenuto che accanto al patentino che abilita all'utilizzo dei prodotti "molto tossici, tossici, nocivi ed irritanti", si dovrebbero fare corsi altrettanto "abilitativi" per spiegare come effettuare coltivazioni più rispettose dell'ambiente utilizzando anche esche e segnalatori per ridurre l'utilizzo dei fitofarmaci alle effettive necessità, in caso di effettivo attacco.
Continuo a pensare - e questo forse sarà un mio limite - che la gran parte degli imprenditori agricoli utilizzi "preventivamente" i fitofarmaci anche quando non si sia in presenza di attacchi (.... lo spirito di emulazione in questo ambiente è fortissimo .... basta che uno faccia uno specifico trattamento ... che gli altri ... seguono a ruota!):
 
 
#7 dolores 2011-03-13 12:58
carissimo antonio teta ha ragione la partecipazione ai corsi per il conseguimento dei patentini fitosanitari serve proprio a sensibilizzare l'operatore agricolo sui rischi che l'uso spropositato di questi comporta a presentare difese alternative come la lotta integrata addottando come tu dici prodotti e accorgimenti naturali per ricorrere solo all'utilizzo di prodotti chimici quando ahimè vi è la necessità di combattere le malattie e inoltre insegna la difesa guidata ossia il controllo delle infestazioni per evitare trattamenti inutili..... le basi e le regole caro antonio e mork ci sono per far rispettare l'ambiente quindi puntare il dito contro un consorzio o qualsiasi altro ente che organizza questi corsi non lo trovo giusto ..... non bisogna fare dell'erba tutto un fascio anche perchè non credo che agli agricoltori spendere tanti soldi in prodotti fitosanitari convenga ma è pur vero che c'è sempre "l'eccezione" purtroppo....saluti
 
 
#6 Teta 2011-03-13 11:41
Se si vogliono razionalizzare i costi e stare al passo con le richieste della GDO dove sono richiesti un numero max di 4 residui; il bravo ed intelligente agricoltore deve seguire quel tipo di conduzione. La maggioranza degli agricoltori è rispettoso delle regole e lo si può facilmente evincere dai dati dei laboratori di analisi che rilevano i residui delle sostanze utilizzate sulle nostre uve. Se interessa avere l'immediatezza dei dati la Redazione può recarsi in uno dei laboratori e chiedere una intervista che confermi quello che dico.
 
 
#5 antonio fortunato 2011-03-12 12:20
... non voglio mettere in dubbio quello che dice Teta:"...già impiegato da tempo nelle aziende agricole".
Solo che "giro" abbastamza per le campagne e ho molti parenti ed amici imprenditori agricoli e non ho mai visto nei tendoni .... trappole/esche e rilevatori di attacco dei parassiti!
teta è una brava e molto informata ... poi bisogna vedere se nella pratica colturale si utilizzano effettivamente questi "sistemi" ... o se poi è vincente il "sentimento", non supportato da dati tecnici, degli imprenditori!
 
 
#4 Teta 2011-03-11 13:27
Se frequentaste anche voi questi corsi e i convegni a tema organizzati vi accorgereste che insegnano appunto l'uso corretto dei fitofarmaci e il rispetto dell'ambiente.
Tutto quello che il Sig. Antonio Fortunato scrive è già impiegato da tempo nelle aziende agricole.
Dal prossimo 2014 la conduzione aziendale con l'adozione della Lotta Integrata diventerà obbligatoria e il rispetto per l'ambiente sarà ancora più forte oltre al concetto di eco sostenibilità.
Il nuovo problema è invece da evidenziare nell'insufficiente impiego(per assurdo per qualcuno) dei fitofarmaci per combattere le fitopatologie specie la malattie funginee che attaccano le nostre piante. Si sono create resistenze proprio per la costrizione all'utilizzo di poche molecole che anche se alternate sono diventate inutili. Il fenomeno della scorsa campagna è una prova tangibile.
 
 
#3 tnt 2011-03-10 20:09
concordo con mork.
insegnate a questi "galantuomini" a non inquinare
 
 
#2 antonio fortunato 2011-03-10 17:26
concordo con Mork.
Più che continuare a prevedere patentini che abilitano ... all'utilizzo di prodotti "molto tossici, tossici, nocivi ed irritanti", si dovrebbero fare corsi per spiegare come effettuare coltivazioni più rispettose dell'ambiente, come utilizzare le esche per i parassiti (.. ho visto recentemente l'utilizzo di esche ai ferormoni che rendono nulli gli attacchi dei parassiti), come utilizzare i rilevatori di attacco che permettono un intervento mirato e tempestivo ... limitando l'utilizzo dei fitofarmaci agli effettivi casi d'attacco e non "... irroriamo .. così siamo sicuri"!
 
 
#1 Mork 2011-03-09 18:32
Quando si realizzeranno corsi per il conseguimento del patentino per un'agricoltura non convenzionale, ecologica e rispettosa dell'ambiente? un patentino verde per l'azienda che produca frutta a basso impatto ambientale. Questo dovrebbe organizzare un consorzio e non un corso che semina veleno nell'ambiente e nell'essere umano!
 

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