Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

UNA PROTESTA CHE FA RUMORE

protesta_10

E’ stata una protesta rumorosa quella che si è svolta questa mattina a Bari presso la sede dell’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici Dott. Fabiano Amati.

Dopo il raduno in Piazza XX Settembre, i manifestanti, armati di tamburi e striscioni, si sono diretti verso il palazzo regionale, dove, a partire dalle ore 11, si è svolta la conferenza di servizio a cui hanno partecipato, oltre alla Regione, i nostri tecnici e rappresentanti comunali, le amministrazioni di Gioia del Colle, Sammichele, Acquaviva, Casamassima, Triggiano, Noicattaro e Bari, la Provincia di Bari, l’Acquedotto Pugliese e l’Autorità di Bacino. Assente la Sovrintendenza che, pure, avrebbe grande voce in capitolo.

I cittadini hanno pazientemente atteso che i principali protagonisti della vicenda raggiungessero un accordo, lasciando loro il tempo di mettere in discussione il progetto dello scarico nella Lama San Giorgio, senza rinunciare a dare voce ai propri diritti e alla propria indignazione.

Il fragore prodotto ha persino costretto i membri della conferenza a chiudere le finestre per riuscire a proseguire con tranquillità.

Nonostante alcuni momenti di nervosismo, dovuti al timore che l’incontro non stesse procedendo come sperato e che il comune di Rutigliano fosse l’unico, al fianco della Provincia, a combattere contro il pericolo dello scarico, la manifestazione non ha generato scontri ed è proseguita per più di due ore.

E’ proseguita, cioè, fino a quando il Sindaco Roberto Romagno e il Vice Presidente della Provincia Nuccio Altieri hanno comunicato la decisione (non del tutto unanime) di bloccare il cantiere per un mese, al fine di valutare una soluzione alternativa che metta d’accordo tutte le parti e non penalizzi nessuno.

La Provincia di Bari, a cui è stato esplicitamente assegnato questo compito, si impegna a realizzare un tavolo tecnico (a cui siederanno tutti i comuni coinvolti) con l’intento di delineare le linee guida di un progetto alternativo, da presentare, a distanza di un mese, in una nuova conferenza di servizio.

Questa è stata la protesta dei cittadini. Intanto, lassù, si affrontavano questioni spinose e delicate, su cui il Comitato Cittadino relazionerà questa sera alle ore 19 presso la sala consiliare.

Bisogna, dunque, attendere per comprendere il nuovo importante ruolo della Provincia nel gioco delle responsabilità (ricordiamo che per la realizzazione del depuratore sono stati stanziati consistenti finanziamenti) e, dunque, per avere una visione completa dell’accaduto.

 



 

Riflessioni.

E’ difficile rimanere indifferenti e silenziosi quando ti accorgi che qualcuno ti sta distruggendo un pezzo del tuo territorio; un fazzoletto di terra in cui si riflette l’intera anima del tuo paese, della tua gente, di te stesso. E’ quello che è capitato a me, quando ho capito quello che stava accadendo nel tratto di “Lama San Giorgio” subito a monte della Chiesa Rurale dell’Annunziata: una cloaca a cielo aperto.

Ho avuto un sussulto di rabbia. Ho capito che bisognava fare subito qualcosa. E così, in punta di piedi ed in silenzio, per non dare l’impressione di voler ricercare occasioni di protagonismo, ho cominciato a dare il mio contributo unendomi a quanti si erano già prodigati nell’ avviare azioni per scongiurare lo scempio che si stava perpetrando a danno di Rutigliano. Ma, nonostante lo sforzo che faccio per non gridare, non riesco a contenere la rabbia che provo nei confronti di chi continua a calpestare i diritti legittimi di una comunità che non chiede altro che vedersi salvaguardata una delle rarissime aree a parco naturale, fra l’altro, messa a disposizione gratuita di tantissimi cittadini di Rutigliano, e di tanti altri cittadini di Comuni viciniori. Questo brutto esempio di governo sta rappresentando, per me, la goccia che fa traboccare il vaso. Molti nostri governanti, forse tutti i nostri governanti, ormai si sentono “onnipotenti” e ritengono che a loro sia possibile qualsiasi cosa e qualsiasi decisione.

Le ragioni del semplice cittadino, della sua comunità, del suo territorio, non hanno alcuna importanza. Sono ragioni destinate a sortire lo stesso effetto di una zanzara che punge l’elefante: nulla. Sono caduto in una profonda crisi di identità politica e di rappresentanza. Non riesco più ad intravedere da nessuna parte il buon governo. Non riesco più ad intravedere nessun uomo di buona volontà in cui riporre la fiducia. Non riesco più a trovare la strada della giustizia sociale. Cosa fare !! ? Non lo so ancora, ma certamente non riesco a pensare che non ci sia proprio nulla da poter fare. Per intanto……è opportuno ritrovarsi insieme, fra la gente, e condividere le ragioni di questo diffuso malessere, e maturare insieme le azioni da porre in essere. Ma soprattutto, è importante ascoltare di più i giovani da cui io, in questi giorni, ho imparato tante piccole cose, semplici, ma che hanno rappresentato motivo di grande lezione di vita. Ho camminato in silenzio insieme a loro, ho ascoltato in silenzio le loro semplici ragioni, ho scorto in silenzio la loro grande voglia di vivere unitamente alla delusione provata per simili atti di mal governo. Ho provato tanta tristezza nel guardare gli occhi di questi nostri ragazzi, di questi nostri giovani, tutti così simili ai nostri figli, ricchi di tanto entusiasmo ma, delusi da modi di fare che continuano ad ingenerare in loro tante paure che spesso cogli nei loro sguardi. Bisogna fare qualcosa! Bisogna cambiare le modalità di approccio al progetto di costruzione del governo dei nostri territori; e noi possiamo cambiare modalità di approccio alla vita sociale che deve caratterizzare la nostra terra unitamente all’intero nostro comprensorio.

Bisogna aprirsi al confronto. Bisogna far emergere le idee più forti, dibatterle, maturarle e farle divenire proposta di azioni sociali in cui far ritrovare tutti, con quello spirito giovanile che anima le grandi azioni finalizzate al raggiungimento di vere giustizie sociali. Bisogna creare luoghi di ascolto di questi nostri giovani perché ad essi noi, giovani vecchietti, non abbiamo proprio più nulla da insegnare. Ma da essi credo proprio che potremmo iniziare ad apprendere nuove cose, nuovi modi di approccio alla vita sociale e politica, e forse con essi, e per essi stessi, potremmo ritrovare il vigore di un rinnovato impegno sociale.

Vito Antonicelli

 



 

NO  ALLE ACQUE REFLUE IN LAMA SAN GIORGIO E VALLONE GUIDOTTI.

PERCHE’?

La qualità dell’ambiente, la sua conservazione e protezione, dipendono dalla composizione e dalla interferenza delle attivita’ umane, costituenti nel loro insieme l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

Le emissioni inquinanti, derivanti da affluenti liquidi chimici inquinanti, costituiscono elementi difficili da controllare in un impianto di depurazione.

Il depuratore e’ difficile da gestire se gli affluenti inquinanti variano. Le variazioni brusche e massicce del carico organico ed idraulico degli affluenti possono compromettere la gestione del depuratore.

Smaltimento sul terreno? No. No.

Il suolo ha la capacità di assorbire e di decomporre le sostanze che in esso vengono scaricate con acque inquinanti solo quando esse non sono sovraccariche di sostanze nocive.

I processi aerobi e anaerobi avvengono col rispetto tassativo di equilibri chimici e fisici: per nessun motivo non possono non essere rispettati.

E’ evidente che questo tipo di smaltimento terrà conto di un’ampia superficie e non di un corso naturale come la lama.

Si potrà avere  un degrado della struttura e delle caratteristiche del terreno, un deprezzamento del raccolto, l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, trasmissioni  di  malattie  ecc..

Non devono esserci fosse o fessurazioni naturali che potrebbero causare inquinamento delle acque sotterranee, le acque dei pozzi posti nelle vicinanze  della lama devono essere sottoposti a frequenti controlli.

Il tenore dei cloruri nelle acqua di irrigazione danneggia la produzione di prodotti agricoli.

NO   NO  PERCHE’

i trattamenti meccanici e biologici risultano insufficienti ad assicurare la depurazione delle acque, si ricorre ai trattamenti chimici e fisici, i quali sono difficili da gestire e spesso creano condizioni negative al processo secondario di depurazione quando si deve ridurre il carico organico degli affluenti.

Il  Presidente

Porta Nuova

Pietro Poli

Commenti  

 
#1 viti coppola 2011-05-02 23:04
vito da torino ma e stato tutto inutile ormai sie deciso cosi e nessuno puo fare niente tanto lo scempio e gia stato fatto adesso bisogna vedere i fatti non le parole ma???????????????????????????????????????????????????
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI