SULL’OSPEDALE L’UNICA PROPOSTA E’ QUELLA DEL FLI

osp_rutigliano

 

Ho letto su Rutigliano on-line il commento di Gianni Nicastro al documento preparato dal FLI per salvaguardare le sorti del nostro presidio ospedaliero, promuovendo una sottoscrizione popolare di protesta nei confronti delle autorità regionali competenti e di proposta di potenziamento di quei servizi territoriali che sono i soli ormai rimasti dopo la cancellazione delle divisioni di riabilitazione e lungo degenza, dell’unità di degenza territoriale e del punto di primo soccorso operata dalla Regione Puglia con l’ultimo piano di riordino sanitario.
E’ stata giudicata una proposta SCONCLUSIONATA. E questo andrà detto anche ai medici ed operatori sanitari di Rutigliano che hanno contribuito a formularla, che evidentemente in tema di sanità ne capiscono meno del signor Nicastro.
Se però anche così fosse, resta il fatto che la nostra proposta rimane l’unica fino ad oggi avanzata, non essendosi degnata alcuna altra forza politica o sociale, alcun comitato di salvaguardia dell’ospedale, alcun organo di stampa locale, sforzato di farne un’altra alternativa.
Ricordo benissimo quando nel 2005, all’inaugurazione della divisione di riabilitazione presso l’ospedale di Rutigliano, il signor Nicastro incalzava l’allora Presidente della Regione on.Fitto chiedendogli quale futuro avrebbe avuto il nostro presidio ospedaliero nella riforma che allora il governo regionale si apprestava a varare.
E ricordo anche che la risposta del Presidente fu che nel presidio ospedaliero di Rutigliano nessuna divisione o servizio di diagnostica sarebbe stato chiuso, ma che anzi sarebbe stata potenziata la riabilitazione ospedaliera.
E in realtà così è stato fino quando non è stato varato l’ultimo piano sanitario voluto dalla Giunta Vendola.
Ancora nel 2008 il Direttore Generale della ASL di Bari, Lea Cosentino, da me contattata in qualità di Sindaco e componente dell’assemblea dei Sindaci della ASL nei giorni in cui si apprestava a presentare la sua proposta di riordino ospedaliero, mi rassicurava sul fatto che le divisioni di lungo degenza e riabilitazione (alla quale si aggiungeva la riabilitazione per alcolisti), il servizio di radiologia e il punto di primo soccorso sarebbero rimasti funzionanti.
Solo per la diagnostica di laboratorio si stava predisponendo un piano regionale che doveva prevedere l’accentramento delle analisi in alcuni laboratori del territorio della ASL, lasciando in altre strutture solo dei punti di prelievo.
E’ quindi evidente che le scelte fatte ora dalla Giunta Vendola con il suo piano di riordino ospedaliero, più che rispondere a delle logiche di risparmio, economicità, efficienza ed efficacia del servizio sanitario sul territorio, rispondano esclusivamente a delle logiche politiche che vedono penalizzati quei comuni che non hanno santi in Paradiso (ovvero in Regione).
Se così non fosse non si riuscirebbe a comprendere il perché negli ultimi anni la Regione ha investito fior di quattrini per ristrutturare il nostro presidio ospedaliero, migliorando le divisioni di riabilitazione, di lungo degenza e, addirittura, creando un nuovo laboratorio di analisi se la struttura era destinata a chiudersi.
Né tantomeno si riuscirebbe a comprendere come mai i posti letto di riabilitazione e lungo degenza vengano spostati in strutture più fatiscenti della nostra, dove dovranno essere spesi ancora centinaia di migliaia di euro (che escono dalle nostre tasche) per farli funzionare.
Basta vedere la mappa dei posti letto nella nostra ASL per capire la logica politica che sta alla base della loro distribuzione.
E allora, questo è il ragionamento che noi di FLI abbiamo fatto, se ormai politicamente è stata decretata la fine del nostro presidio ospedaliero, cerchiamo almeno di non rendere una cattedrale nel deserto una struttura così bella e funzionale, costata tanto sacrificio (e tanti soldi) alla collettività rutiglianese.
Da qui la proposta di un potenziamento dei servizi territoriali, i soli che ci sono rimasti dopo la riforma Fiore, proposta formulata con il contributo dei medici di base e degli operatori sanitari di Rutigliano, al fine di meglio andare incontro alle esigenze della nostra comunità, evitando la dismissione di servizi importanti come la radiologia e abbattendo le liste di attesa.
Certo, chi non sarebbe contento di vedere il nostro ospedale divenire quale centro specializzato in riabilitazione, così come Gianni Nicastro propone.
Ma chi meglio di lui e della opposizione di centro-sinistra, così vicini alla giunta Vendola, potrebbero ottenere un simile risultato politico? Noi saremmo ben lieti di dare loro atto di grande capacità se riuscissero ad farlo.
Noi di FLI, per ora, dobbiamo rimanere coi piedi per terra e limitarci a chiedere il massimo “possibile”. Ed è quello che stiamo facendo.
Lanfranco Di Gioia
Coordinatore Reggente
di FLI Rutigliano
Ho letto su Rutigliano on-line il commento di Gianni Nicastro al documento preparato dal FLI per salvaguardare le sorti del nostro presidio ospedaliero, promuovendo una sottoscrizione popolare di protesta nei confronti delle autorità regionali competenti e di proposta di potenziamento di quei servizi territoriali che sono i soli ormai rimasti dopo la cancellazione delle divisioni di riabilitazione e lungo degenza, dell’unità di degenza territoriale e del punto di primo soccorso operata dalla Regione Puglia con l’ultimo piano di riordino sanitario.
E’ stata giudicata una proposta SCONCLUSIONATA. E questo andrà detto anche ai medici ed operatori sanitari di Rutigliano che hanno contribuito a formularla, che evidentemente in tema di sanità ne capiscono meno del signor Nicastro.
Se però anche così fosse, resta il fatto che la nostra proposta rimane l’unica fino ad oggi avanzata, non essendosi degnata alcuna altra forza politica o sociale, alcun comitato di salvaguardia dell’ospedale, alcun organo di stampa locale, sforzato di farne un’altra alternativa.
Ricordo benissimo quando nel 2005, all’inaugurazione della divisione di riabilitazione presso l’ospedale di Rutigliano, il signor Nicastro incalzava l’allora Presidente della Regione on.Fitto chiedendogli quale futuro avrebbe avuto il nostro presidio ospedaliero nella riforma che allora il governo regionale si apprestava a varare.
E ricordo anche che la risposta del Presidente fu che nel presidio ospedaliero di Rutigliano nessuna divisione o servizio di diagnostica sarebbe stato chiuso, ma che anzi sarebbe stata potenziata la riabilitazione ospedaliera.
E in realtà così è stato fino quando non è stato varato l’ultimo piano sanitario voluto dalla Giunta Vendola.
Ancora nel 2008 il Direttore Generale della ASL di Bari, Lea Cosentino, da me contattata in qualità di Sindaco e componente dell’assemblea dei Sindaci della ASL nei giorni in cui si apprestava a presentare la sua proposta di riordino ospedaliero, mi rassicurava sul fatto che le divisioni di lungo degenza e riabilitazione (alla quale si aggiungeva la riabilitazione per alcolisti), il servizio di radiologia e il punto di primo soccorso sarebbero rimasti funzionanti.
Solo per la diagnostica di laboratorio si stava predisponendo un piano regionale che doveva prevedere l’accentramento delle analisi in alcuni laboratori del territorio della ASL, lasciando in altre strutture solo dei punti di prelievo.
E’ quindi evidente che le scelte fatte ora dalla Giunta Vendola con il suo piano di riordino ospedaliero, più che rispondere a delle logiche di risparmio, economicità, efficienza ed efficacia del servizio sanitario sul territorio, rispondano esclusivamente a delle logiche politiche che vedono penalizzati quei comuni che non hanno santi in Paradiso (ovvero in Regione).
Se così non fosse non si riuscirebbe a comprendere il perché negli ultimi anni la Regione ha investito fior di quattrini per ristrutturare il nostro presidio ospedaliero, migliorando le divisioni di riabilitazione, di lungo degenza e, addirittura, creando un nuovo laboratorio di analisi se la struttura era destinata a chiudersi.
Né tantomeno si riuscirebbe a comprendere come mai i posti letto di riabilitazione e lungo degenza vengano spostati in strutture più fatiscenti della nostra, dove dovranno essere spesi ancora centinaia di migliaia di euro (che escono dalle nostre tasche) per farli funzionare.
Basta vedere la mappa dei posti letto nella nostra ASL per capire la logica politica che sta alla base della loro distribuzione.
E allora, questo è il ragionamento che noi di FLI abbiamo fatto, se ormai politicamente è stata decretata la fine del nostro presidio ospedaliero, cerchiamo almeno di non rendere una cattedrale nel deserto una struttura così bella e funzionale, costata tanto sacrificio (e tanti soldi) alla collettività rutiglianese.
Da qui la proposta di un potenziamento dei servizi territoriali, i soli che ci sono rimasti dopo la riforma Fiore, proposta formulata con il contributo dei medici di base e degli operatori sanitari di Rutigliano, al fine di meglio andare incontro alle esigenze della nostra comunità, evitando la dismissione di servizi importanti come la radiologia e abbattendo le liste di attesa.
Certo, chi non sarebbe contento di vedere il nostro ospedale divenire quale centro specializzato in riabilitazione, così come Gianni Nicastro propone.
Ma chi meglio di lui e della opposizione di centro-sinistra, così vicini alla giunta Vendola, potrebbero ottenere un simile risultato politico? Noi saremmo ben lieti di dare loro atto di grande capacità se riuscissero ad farlo.
Noi di FLI, per ora, dobbiamo rimanere coi piedi per terra e limitarci a chiedere il massimo “possibile”. Ed è quello che stiamo facendo.
Lanfranco Di Gioia
Coordinatore Reggente
di FLI Rutigliano