Giovedì 15 Novembre 2018
   
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“VITE, VINO E CULTI IN MAGNA GRECIA”

Archeologia_54_1986

“La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia”

La mostra è ospitata presso la sede di Bari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, a Palazzo Simi.

Negli eleganti spazi al piano terra dello storico edificio di Bari Vecchia, la narrazione si sviluppa continua con diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di produzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena; armature e contenitori in bronzo, monete, votivi in terracotta) provenienti dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo e Cavallino. L'intera esposizione è supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico.

Incentrata su una divinità complessa e poliedrica come Dioniso, il dio che nasce due volte, la mostra si apre con il famoso cratere italiota su cui è rappresentata la nascita del dio, generato dall'unione fra Zeus e la giovane Semele. Ed è lo stesso Zeus a salvare suo figlio alla morte della madre, nascondendolo nella sua coscia e partorendolo alla presenza di molte divinità del pantheon greco. Barbato o imberbe, dall'aspetto solenne o androgino, Dioniso è soprattutto il dio del vino, la rossa bevanda ottenuta dal frutto della vite, che fa da filo conduttore del percorso espositivo: partendo dalle prime lontane tracce della coltivazione della vite, vengono analizzate la diffusione, le tecniche di produzione e il commercio del vino nel bacino del Mediterraneo.

La sezione successiva è dedicata alle feste religiose nelle quali il vino, bevanda sacra al dio, assume un ruolo centrale nei riti, che prevedono spesso sacrifici di animali e sono celebrati nelle ore notturne nel verde delle selve e dei boschi. Dalle rappresentazioni simboliche in onore di Dioniso con canti e danze trae origine l'agone drammatico, mentre la maschera da simulacro del dio diventa elemento scenico per eccellenza nei teatri.

Il vino, che quando non è consumato con parsimonia e saggezza rende ebbri, è l'elemento base del simposio (letteralmente "bevuta in comune"), cerimonia fortemente simbolica che accomunava i ceti aristocratici di cultura greca. Il corredo della Tomba degli atleti di Taranto documenta la diffusione di tali cerimonie fra le classi emergenti della colonia laconica in età tardo-arcaica, accomunate anche dall'esercizio di pratiche agonistiche.

Il percorso espositivo prosegue presentando le diverse forme dei vasi destinati al simposio e al consumo del vino: crateri, oinochoai, kantharoi, kylikes, rhyta e altri vasi utilizzati per mescolare, attingere, versare e bere spesso sono accompagnati anche da scene figurate collegate al mondo dionisiaco e soprattutto al movimentato seguito di satiri e menadi.

Ritroviamo ancora modelli culturali propri del mondo greco connessi al consumo del vino e del simposio nei rituali funerari delle genti indigene della Puglia, soprattutto della Messapia e della Peucezia, modelli reinterpretati secondo modi espressivi propri. Tali forme di contatto sono evidenti nei corredi esposti in mostra provenienti dalle necropoli di Rutigliano e Cavallino.

Palazzo Simi, strada Lamberti, Bari - Città Vecchia

La mostra sarà visitabile fino al 20 novembre 2011, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00

Ingresso gratuito

Viste guidate su prenotazione - Info tel. 080.5275451

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