Sabato 17 Novembre 2018
   
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A RUTIGLIANO 678 IMMIGRATI: MOLTI NON RINNOVANO

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IL 66% DEI 'NOSTRI OSPITI' NON RINNOVANO IL PERMESSO DI SOGGIORNO

A Rutigliano 678 immigrati: è tra le città più 'accoglienti' e con maggiore richiesta di manodopera in agricoltura.

 

 

Benvenuto in Italia, fratello immigrato. Apre con un invito all’accoglienza, il rapporto sull’immigrazione in Diocesi diffuso dalla Caritas Conversano Monopoli e dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, a cura di Angelo Sabatelli.

“La Caritas Diocesana, con la preziosa collaborazione dei volontari dei Centri di Ascolto e dell’Osservatorio – scrive Sabatelli – ha promosso questa ricerca sul mondo dell’immigrazione, per aprire gli occhi e il cuore, per offrire al mondo ecclesiale e civile un contributo per una lettura del complesso fenomeno, ed uno stimolo per pensare e cercare insieme soluzioni possibili”.

Le parole di Sabatelli suonano come un invito alla riflessione rispetto al fenomeno dell’immigrazione, piuttosto che cavalcare l’onda emotiva come fanno talvolta partiti politici e istituzioni in odore di campagna elettorale.

Tra l’altro, gli sbarchi interessano pure le nostre coste; il fenomeno non può essere interpretato alla stregua di uno ‘tsunami umano’. Siamo ormai oltre il multiculturalismo; che piaccia o meno, non fluttuano solo capitali - talvolta in maniera imprudente. La libera circolazione di esseri umani è nella natura delle cose e delle relazioni, e non può essere impedita in alcun modo.

I NUMERI A RUTIGLIANO E LIMITROFI - La presenza di stranieri nella nostra diocesi è in costante aumento. Lo dimostrano i dati del rapporto sull’immigrazione. La ricerca ha investito 11 paesi: Conversano, Monopoli, Polignano, Putignano, Rutigliano, Turi, Castellana, Alberobello, Noci, Fasano, Cisterino.

Nella Provincia di Bari si passa da 27.451 residenti stranieri nel 2008 a 31.023 nel 2009, con un incremento del 13,01% in un solo anno.

Gli stranieri residenti nella diocesi di Conversano-Monopoli nell’anno 2009 sono in totale 5.251 (3.853 nei paesi indicati della Provincia di Bari). La maggior parte è distribuita nel paese di Monopoli (21%), seguono Rutigliano (18%), Conversano (14%), Castellana (10%), Putignano e Polignano (7% circa).

Ecco i numeri in unità di persone.

Popolazione straniere residente al 31 dicembre 2009: Monopoli (788), Rutigliano (678), Conversano (550), Castellana (398), Polignano (327), Putignano (267), Turi (277). Va detto che in proporzione rispetto alla popolazione residente, Rutigliano e Conversano vantano numeri di presenze di immigrati piuttosto interessanti: sembrano le città più accoglienti.

COSA SPINGE AD ANDARSENE - Stando al rapporto della diocesi, i fattori che spiegano i flussi migratori sono vari: espulsione dai paesi di provenienza, attrazione del paese di approdo, crescita del livello economico, richiesta di manodopera, ricongiungimento familiare, fattori di scelta che l’immigrato attiva in relazione a norme più o meno restrittive nel controllo dell’immigrazione, all’esistenza o meno di una comunità di connazionali ben organizzata, al clima ambientale più favorevole.

La presenza di albanesi nella nostra diocesi è del 54,10%, seguono: rumeni (11,71%), cinesi (3,85%), polacchi (2,49%), tunisini (2,32%), marocchini (2,27%). Percentuali più o meno in linea con il resto dell’Italia.

La presenza degli stranieri nella nostra diocesi è maggiore di quella registrata, a motivo del fenomeno di clandestinità – osserva nel rapporto Antonella Sisto – anche se “nella provincia di Bari si nota una buona presenza di immigrati presenti in modo regolare sul territorio”. Tuttavia, il 66,6% degli immigrati non rinnovano il permesso di soggiorno tornando così a una condizione di irregolarità.

I MINORI STRANIERI - Sono in continua crescita nel nostro territorio i minori stranieri, presenti nel sistema scolastico. La Puglia ha avuto un forte incremento sia perché rappresenta una ‘frontiera’ per i numerosi sbagli di profughi, sia perché accoglie immigrazione proveniente dall’Europa dell’Est, e sia perché sono in aumento i ricongiungimenti familiari e le nascite di minori in Italia. La scuola – si legge nel rapporto – può essere lo spazio dove abbattere i muri delle ‘differenze’ ed accogliere le nuove generazioni che giungono nei nostri paesi.

Chiudiamo con una riflessione di Antonella Sisto – “l’immagine dello straniero non può essere associata banalmente a portatore di problemi. La realtà dell’immigrazione è opportunità di confronto e arricchimento tra culture diverse, e molti stranieri presenti oggi in Italia diventeranno i futuro ‘nuovi’ cittadini italiani”.

Nei prossimi numeri passeremo in rassegna le ricerche sul il rapporto tra i bambini delle nostre scuole e immigrati. Intanto vi mostriamo qui i loro disegni.


 

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