Giovedì 15 Novembre 2018
   
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LAMA SAN GIORGIO. ANCORA PAURE

Lama_S._Giorgio

Riceviamo e Pubblichiamo

 


 

Sta per consumarsi un disastro ecologico, infatti a dicembre Sammichele di Bari prima e poi via via tutti gli altri comuni, (Gioia del Colle, Putignano, Casamassima, Triggiano, Noivattaro,) sverseranno i reflui "depurati" dei loro depuratori nella Lama San Giorgio distruggendo quello spazio naturale in modo definitivo. Noi abbiamo prodotto questo speciale affinchè ci si renda conto di quale sia lo stato attuale dei fatti e quale potrebbe essere la soluzione definitiva al problema. Comunque è un documento che informa sui fatti poi spetta a voi formarvi una idea.

 

Fitodepurazione
Nell’ambito dell’attività “Parchi puliti”, indetta da Legambiente e svoltasi il 6 luglio 2011 in Sammichele di Bari, si è tenuto un incontro pubblico in cui si è affrontato il tema del futuro della nostra lama San Giorgio, conosciuta dai sammichelini con i nomi di Lama di Jumo (a Sud) e macchie di Sciuscio (a Nord). Tra i relatori è intervenuta l’Assessore Regionale all’assetto del territorio, Angela Barbanente che nel suo intervento ha lanciato, come provocazione al pubblico presente, l’idea di utilizzare la realizzazione di un impianto di fitodepurazione. Fino ad allora l’idea corrente era quella delle trincee drenanti, come soluzione temporanea, e di un collettore intercomunale come soluzione definitiva. Questo sistema di depurazione dei reflui filtrati e parzialmente depurati da altro impianto, si basa su un sistema naturale. In pratica sull’azione combinata del substrato ghiaioso, delle piante, del refluo e dei microorganismi presenti. E’ certamente ecocompatibile, considerato che non necessita di energia aggiunta, se non quella del sole.
Procediamo con ordine.
La fitodepurazione si basa sulla riproduzione del sistema naturale di autodepurazione, tipico delle zone umide. Anche se il nome potrebbe far pensare ad un sistema dove l’attore principale dell’azione di depurazione sia la vegetazione, in realtà questa ha solo la funzione di creare l’habitat per lo sviluppo della flora batterica, vera protagonista del lavoro di depurazione. Le motivazioni che inducono a scegliere il sistema di fitodepurazione sono legate: al basso impatto ambientale; al basso consumo energetico; alla possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata; al fatto che necessita di ridotti interventi di manutenzione effettuati, fra l’altro, da personale non necessariamente specializzato. L’inconveniente consiste nella necessità di utilizzare un’ampia superficie, superiore agli impianti tradizionali. L’impianto di fito-depurazione appare come una zona umida con la vegetazione tipica di queste aree. I trattamenti di fitodepurazione sono trattamenti biologici secondari, che necessitano di un trattamento primario di sedimentazione a monte come una fossa Imhoff o tricamerale, ma possono anche essere utilizzati come stadio di affinamento a valle di un depuratore a fanghi attivi di tipo tradizionale. Il letto, che ospiterà l’impianto, deve essere impermeabilizzato con argille, in modo che l’acqua non si disperda nel sottosuolo. Esistono due modi per realizzare un impianto di fitodepurazione chiamati: sistema a flusso sub-superficiale e a flusso superficiale.
1) L’impianto sub-superficiale (o a flusso sommerso) si chiama così perché le acque non sono evidenti in superficie, ma scorrono ad una certa profondità. L’ impianto è composto da una letto profondo da 80 cm a 1 metro e di superficie dimensionata in funzione del numero di abitanti/equivalenti di cui viene accettato il refluo. Nella trincea viene steso uno strato di ghiaia a diversa granulometria e sabbia. L’impianto sub-superficiale può essere eseguito con la tecnica a scorrimento dell’acqua verticale o a scorrimento orizzontale. In pratica nel primo caso si ottiene con le acque che passano dalla parte superficiale di ghiaia a maggiore gralunometria, verso il basso, attraversando lo strato sottile e sabbioso ed è in questo viaggio che viene depurata dalla flora batterica. Nel secondo caso, a scorrimento orizzontale, le acque scorrono orizzontalmente nello strato inferiore del riempimento della trincea ed è sempre a questo livello che avviene la depurazione. Sono poste a dimora piante acquatiche tipo elofite. E’ un sistema adatto per piccole portate.
2) I sistemi a flusso superficiale consistono in vasche e canali dove la superficie dell’acqua è esposta all’atmosfera ed il suolo, costantemente sommerso, costituisce il supporto per le radici delle macrofite acquatiche. Questi sistemi richiedono un rapporto superficie/abitante equivalente maggiore per rendere efficace la loro azione nell’abbattimento del carico microbiologico residuo. Inoltre sono molto importanti dal punto di vista naturalistico per la creazione di nuove aree umide e per la biodiversità.
Nel tempo si è sempre più diffuso il metodo di fitodepurazione, ed in particolare quello a scorrimento superficiale, anche per numero di utenti molto alto che riesce a soddisfare.
Fitodepurazione
Nell’ambito dell’attività “Parchi puliti”, indetta da Legambiente e svoltasi il 6 luglio 2011 in Sammichele di Bari, si è tenuto un incontro pubblico in cui si è affrontato il tema del futuro della nostra lama San Giorgio, conosciuta dai sammichelini con i nomi di Lama di Jumo (a Sud) e macchie di Sciuscio (a Nord). Tra i relatori è intervenuta l’Assessore Regionale all’assetto del territorio, Angela Barbanente che nel suo intervento ha lanciato, come provocazione al pubblico presente, l’idea di utilizzare la realizzazione di un impianto di fitodepurazione. Fino ad allora l’idea corrente era quella delle trincee drenanti, come soluzione temporanea, e di un collettore intercomunale come soluzione definitiva. Questo sistema di depurazione dei reflui filtrati e parzialmente depurati da altro impianto, si basa su un sistema naturale. In pratica sull’azione combinata del substrato ghiaioso, delle piante, del refluo e dei microorganismi presenti. E’ certamente ecocompatibile, considerato che non necessita di energia aggiunta, se non quella del sole.
Procediamo con ordine.
La fitodepurazione si basa sulla riproduzione del sistema naturale di autodepurazione, tipico delle zone umide. Anche se il nome potrebbe far pensare ad un sistema dove l’attore principale dell’azione di depurazione sia la vegetazione, in realtà questa ha solo la funzione di creare l’habitat per lo sviluppo della flora batterica, vera protagonista del lavoro di depurazione. Le motivazioni che inducono a scegliere il sistema di fitodepurazione sono legate: al basso impatto ambientale; al basso consumo energetico; alla possibilità di riutilizzo dell’acqua depurata; al fatto che necessita di ridotti interventi di manutenzione effettuati, fra l’altro, da personale non necessariamente specializzato. L’inconveniente consiste nella necessità di utilizzare un’ampia superficie, superiore agli impianti tradizionali. L’impianto di fito-depurazione appare come una zona umida con la vegetazione tipica di queste aree. I trattamenti di fitodepurazione sono trattamenti biologici secondari, che necessitano di un trattamento primario di sedimentazione a monte come una fossa Imhoff o tricamerale, ma possono anche essere utilizzati come stadio di affinamento a valle di un depuratore a fanghi attivi di tipo tradizionale. Il letto, che ospiterà l’impianto, deve essere impermeabilizzato con argille, in modo che l’acqua non si disperda nel sottosuolo. Esistono due modi per realizzare un impianto di fitodepurazione chiamati: sistema a flusso sub-superficiale e a flusso superficiale.
1) L’impianto sub-superficiale (o a flusso sommerso) si chiama così perché le acque non sono evidenti in superficie, ma scorrono ad una certa profondità. L’ impianto è composto da una letto profondo da 80 cm a 1 metro e di superficie dimensionata in funzione del numero di abitanti/equivalenti di cui viene accettato il refluo. Nella trincea viene steso uno strato di ghiaia a diversa granulometria e sabbia. L’impianto sub-superficiale può essere eseguito con la tecnica a scorrimento dell’acqua verticale o a scorrimento orizzontale. In pratica nel primo caso si ottiene con le acque che passano dalla parte superficiale di ghiaia a maggiore gralunometria, verso il basso, attraversando lo strato sottile e sabbioso ed è in questo viaggio che viene depurata dalla flora batterica. Nel secondo caso, a scorrimento orizzontale, le acque scorrono orizzontalmente nello strato inferiore del riempimento della trincea ed è sempre a questo livello che avviene la depurazione. Sono poste a dimora piante acquatiche tipo elofite. E’ un sistema adatto per piccole portate.
2) I sistemi a flusso superficiale consistono in vasche e canali dove la superficie dell’acqua è esposta all’atmosfera ed il suolo, costantemente sommerso, costituisce il supporto per le radici delle macrofite acquatiche. Questi sistemi richiedono un rapporto superficie/abitante equivalente maggiore per rendere efficace la loro azione nell’abbattimento del carico microbiologico residuo. Inoltre sono molto importanti dal punto di vista naturalistico per la creazione di nuove aree umide e per la biodiversità.
Nel tempo si è sempre più diffuso il metodo di fitodepurazione, ed in particolare quello a scorrimento superficiale, anche per numero di utenti molto alto che riesce a soddisfare.
Principio di funzionamento
A monte dell’impianto di fitodepurazione è opportuno che ci sia un pretrattamento con la funzione di trattenere parte del carico organico (inquinante) e buona parte dei solidi sospesi. Questo migliora l’efficienza depurativa del sistema a valle e la vita media dello stesso. I reflui in uscita dal trattamento primario (pretrattamento) confluiscono sul letto di fitodepurazione. Le macrofite messe a dimora sul letto di fitodepurazione hanno la naturale capacità di catturare l’ossigeno attraverso l’apparato fogliare e condurlo attraverso il fusto, alle radici. La superficie di queste, già dopo pochi mesi dall’avviamento dell’impianto, si rivestirà di un film batterico di microrganismi, i reali responsabili del processo depurativo. Lo stesso riempimento di sabbia/ghiaia utilizzato riuscirà ad ossigenarsi naturalmente per cui il film batterico si estenderà anche sul substrato. Tale tipo di trattamento è influenzato dalla temperatura esterna, in quanto tale fattore condiziona le velocità delle reazioni chimiche e biologiche responsabili della purificazione. I maggiori successi si registrano, infatti, nei paesi più caldi.
Il Collettore intercomunale
In diversi numeri de “la Piazza” abbiamo affrontato la questione del recapito finale dei reflui del depuratore di Sammichele, e, anche, di quello dei comuni di Acquaviva, Gioia, Putignano e Casamassima. Nel numero di Marzo – Aprile 2011 è stato fatto un ampio excursus relativo al progetto del collettore di raccolta dei reflui degli impianti depurativi di Sammichele, Putignano, Gioia, Acquaviva e Casamassima.
Questo progetto, redatto dall’Acquedotto Pugliese nei primi anni del nuovo secolo, va avanti fino al 2005, ma poi rimane nel cassetto, secondo alcuni per motivi finanziari (il costo stimato all’epoca era di 15,8 milioni di € e i fondi regionali ad un certo punto non erano più disponibili), secondo altri, per le “pressioni” del Comune di Bari che non vede affatto di buon occhio lo sversamento in mare, all’altezza di San Girolamo, delle acque depurate dei 5 comuni. Tutto tace per oltre tre anni, fino a quando, nel 2008, viene presentato nuovamente il progetto, nell’ambito del Piano Strategico di area vasta “Metropoli terra di Bari – BA 2015”. Nel frattempo i costi sono lievitati: oggi ammontano a 25 milioni di €, ma ci sono delle importanti novità. Oltre a realizzare 59 km di condotta (vedi schema), si prevede il rifacimento della condotta sottomarina del depuratore Bari ovest, lunga circa 2 km, per evitare eventuali problemi per la balneazione; e la realizzazione di un impianto di affinamento delle acque in modo da favorire il riuso delle acque a fini agricoli. Per i comuni vicini al mare, dove il processo di salinizzazione della falda è ormai tale da rendere inopportuno/dannoso un emungimento ulteriore delle acque sotterranee, questa è sicuramente una opportunità.
Anche questo progetto rimane nel cassetto.
Nel frattempo, il 20 ottobre 2009 la Regione Puglia approva in maniera definitiva il “Piano di tutela delle acque” che recepisce il D. Lgs 152/99 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento”, che vieta, tra le altre cose, lo scarico delle acque nel sottosuolo. In Puglia, meno che mai nella provincia di Bari, non sono presenti corsi d’acqua e così si definiscono le lame “corpi idrici non significativi” e si predilige lo scarico in questi solchi erosivi che solo in occasione di fenomeni meteorologici di straordinaria importanza sono caratterizzati dalla presenza di acqua. I comuni di Putignano, Gioia, Sammichele e Casamassima devono sversare nella lama S. Giorgio, quello di Acquaviva nella lama Picone. Nel 2009, appresa la notizia che la Regione ha finanziato la realizzazione di un impianto di affinamento per l’utilizzo in agricoltura delle acque reflue, l’amministrazione di Acquaviva decide di tirarsi fuori dal progetto del collettore.
Ad aprile 2011, ci sono proteste e sit-in di numerosi abitanti di Rutigliano (e non solo) che si oppongono alla realizzazione della condotta che sverserà nel vallone Guidotti (così si chiama quel tratto di Lama San Giorgio), i reflui di Casamassima. Il sindaco di Rutigliano Romagno, alcuni amministratori dei comuni interessati e il comitato “Salviamo Lama San Giorgio”, ripropongono l’idea di realizzare il collettore intercomunale. Da alcuni colloqui con l’Assessore Regionale alle Opere Pubbliche Amati, emerge che quello dei costi dell’opera non è un problema, ma occorre che tutti i comuni siano favorevoli alla realizzazione. Amati indice un Tavolo tecnico dove sono presenti i rappresentanti dei Comuni interessati, il vicepresidente della Provincia di Bari Altieri, l’assessore all’ambiente Barchetti, il segretario generale dell’AdB Puglia e rappresentanti dell’AQP e dell’AATO Puglia. In quella occasione si decide che sarà la Provincia di Bari a coordinare il successivo tavolo tecnico tra le amministrazioni interessate, inoltre si definisce che occorre presentare, entro il 3 giugno, una ipotesi alternativa, ma condivisa da tutti.
Il 23 giugno si tiene il secondo incontro. Tra le amministrazioni invitate non c’era stato un preventivo accordo sulla linea da portare avanti. Seppure molti si erano pronunciati a favore del collettore, nel corso del Tavolo Tecnico, soltanto Rutigliano e Gioia premono per quella scelta. Nessun rappresentante (autorizzato) del nostro Comune è presente, il sindaco è dimissionario... Altri parlano del collettore ma senza convinzione. Infine, il consigliere Maugeri, delegato del Sindaco di Bari comincia ad esporre le perplessità sul progetto. A questo punto l’assessore Amati dà altri dieci giorni per decidere, pena la conferma del progetto originario.
A questo punto il sindaco di Rutigliano decide di attivarsi personalmente ed elabora una proposta in cui si chiede la realizzazione del collettore per il medio lungo termine. Per il breve termine propone la costruzione di trincee drenanti in ciascun comune. Il tempo necessario per realizzare il collettore è di 5-6 anni e quindi in questo modo si vuole evitare sia di continuare a sversare nel sottosuolo (cosa vietata dalla UE), che in lama.
Romagno si reca presso tutte le amministrazioni interessate. Tutti i sindaci mettono la propria firma in calce al documento, tranne quello di Sammichele che chiede del tempo per riflettere (è preoccupato sia dell’impatto delle trincee drenanti sia per il fatto che possano diventare un’opera definitiva). Anche il sindaco di Bari, Emiliano, temporeggia. Passano i giorni e si apprende: “Il comune di Bari ha mandato una nota dicendo che è contrario al collettore”. Il colpo di grazia alla realizzazione del collettore arriva il 5 agosto. In quella data il governatore della Regione Puglia, Vendola, ha inviato una comunicazione al Comune di Sammichele con cui intima lo sversamento in lama, a partire dal 1° gennaio 2012. Il Sindaco Romagno, così, gioca la carta della diffida al Comune di Sammichele contro l’eventuale sversamento.

 

Commenti  

 
#5 massi 2012-01-28 18:04
ai consiglieri comunali agli assessori ai politici dico di stare in silenzio se non sanno di cosa si sta parlando a livello inquinante e di gestione di depuratori.
Istituite i controlli sulla progettualità e il rispetto delle prescrizioni sottoscritte chiamando i veri responsabili voi la nave la potete abbandonare. Deve depurare e così salvate l'ambiente e i posti di lavoro.
 
 
#4 giorgio 2012-01-28 17:59
A Rutigliano ci siamo dimenticati che molti anni fa fu vietato la vendita di frutta e verdure agli ambulanti o l'esposizione di tale merce fuori dai locali.
Oggi vediamo frutta esposta all'esterno dei locali su strade trafficate.Il piombo, metallo pesante combattuto,è presente nello scarico automobilistico e in particolar modo più presente nello scarico dei camion.Sò che è fuori tema ma il depuratore se non depura i nostri figli trovano a mare le sostanze inquinanti.
 
 
#3 angelo 2012-01-28 16:37
l'annunziata è un luogo caro ai rutiglianesi e va difeso per rimanere tale e arricchito come polmone vegetativo.E' stato fatto il progetto con i pareri dei vari sindaci, politici ma non tecnici,è una storia lunga ma la realtà è che le acque reflue devono essere trattate e l'appaltatore ha nelle mani tutte le carte perchè sono state rilasciate dai funzionari preposti non dai sindaci non da emiliano non da vendola, ma noi continuamo a parlare di loro. Rutigliano ha fatto un salto di qualità con la raccolta differenziata,mi rivolgo ai politici di destra e sinistra se perdete tempo a trovare le carte state buoni a casa e fate parlare i tecnici.L'appaltatore verserà le acque depurate sempre e tutto va bene. Studiate come controllarlo o farlo controllare 24 ore al giorno con la verifica di un bilancio di consumo di reagenti chimici.Se non funziona chiude.
 
 
#2 alla faccia 2011-09-14 10:53
VENDOLA?!! ALLA FACCIA DEI COMUNISTI E DEGLI AMBIENTALISTI!!! SI PREDICA BENE E SI R.... MALE. IN ITALIA E SOPRATUTTO IN PUGLIA INTERESSA SOLO IL SUO DIVINO MODO DI ESPRIMERSI..
 
 
#1 vito torino 2011-09-14 08:56
i giochi sono fatti da tempo chi ci a gia mangiato chi a messo soldi in tascae lama san giorgio e rimasta come la sposa di mola complimenti che vergogna per tutto il paese.....................................................................................
 

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