Venerdì 16 Novembre 2018
   
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TRE LETTERE PER ...

lettera

Riceviamo e Pubblichiamo.

 


CARISSIMO SINDACO,

desidero rivolgere  un accorato appello, perché TU e la Tua Amministrazione vogliate compiere un atto di giusto riconoscimento nei confronti di  un nostro illustre concittadino che da poco non è più tra noi, essendo Egli deceduto il 1°settembre 2010, il Suo nome è : SEBASTIANO PESCE.

Abuserò  della Tua pazienza sottraendo del tempo prezioso al  magnifico lavoro che stai compiendo per la nostra comunità, parlandoTi  un po' della vita di questo eccezionale nostro compaesano.

Innanzi tutto va ricordato che Egli negli anni quaranta,appena ventiquattrenne,è stato Sindaco di questo Comune, distinguendosi, non solo, per il suo morboso e scrupoloso attaccamento alla gestione pubblica, ma anche perché è stato il Sindaco più giovane di Italia, e tutto ciò visto nell'ottica dei  proibitivi tempi dell'immediato dopo guerra, attanagliato Egli com'era da problemi che all'epoca erano veramente onerosi, pericolosi e difficili specie per un giovane Sindaco quale è stato LUI.

Ma il merito principale per il quale si è veramente distinto e per il quale desidero parlarTi  riguarda il momento in cui Lui fu chiamato a presiedere, il Consiglio di Amministrazione dell'Opera Pia “Monte dei Poveri”.

Va subito detto che nel 1970, anno in cui assunse la presidenza di detto Ente , che tra l'altro gestiva l'Ospedale, quest'ultimo si trovava nella sua più disastrosa  condizione economica, non solo, ma quello che più preoccupava era il fatto che i ricoveri per ammalati erano scesi quasi a zero, tanto che l'ospedale rischiava fortemente di essere cancellato dalla carta geografica ospedaliera pugliese.

Egli con una ferrea  volontà ,caparbietà, coraggio, determinazione e convinzione, nel giro di pochi mesi, riesce a trasformare il cadente e fatiscente  Ospedale praticamente in quello che oggi appare sotto gli occhi di tutti , con le casse dell'Ente assolutamente vuote, anzi con un disavanzo economico e di cassa considerevoli da sanare.

Chi scrive ha avuto l'onore,quale segretario generale di detto Ente, di essere stato il braccio destro di questo eccezionale Amministratore sin dall'inizio del suo mandato e nessuno più del sottoscritto è in grado di raccontare “il sangue”che SEBASTIANO PESCE, ha letteralmente  versato perché l'Ospedale venisse ad essere nuovamente  annoverato tale nella rete sanitaria della nostra Regione,meritandosi  il dovuto rispetto in ambito regionale.

Va detto che Egli incurante degli effetti disastrosi che potevano ricadere su di Lui e la sua famiglia, grazie alla sua enorme competenza bancaria,ottiene dalla BPB enormi prestiti che gli consentono di dare “ossigeno” a questo Ente fatiscente.

Naturalmente molti credono in Lui,soprattutto la Banca popolare di Bari e molti altri  collaborano con il suo “ENTUSIASMO”.

Egli amministra quell'Ente con la mentalità di un “piemontese”e con estrema saggezza  del “”bonus pater familias” onora tutti coloro che hanno avuto fiducia in Lui, infatti al termine del suo mandato(anno 1978) tutti gli impegni assunti  vengono puntualmente e  completamente rispettati e soddisfatti.

Una volta,ricordo,in un particolare nostro momento di estremo sconforto,  gli ho detto di avere ancora e sempre più coraggio,in quanto sarebbe arrivato il giorno che questa comunità gli avrebbe riconosciuto la paternità di questo nuovo ente ospedaliero e Lui mi ha risposto che solo ai piedi del buon Dio poneva ogni sua azione,  atta a rendere più facile la vita dei suoi concittadini, visto che l'ospedale è e dev'essere al servizio di tutti, ma soprattutto di coloro che non hanno grandi possibilità finanziarie.

Signor Sindaco, il sottoscritto, quale memoria vivente e testimone della enorme  generosità di Sebastiano Pesce, chiede a Te e alla Tua Amministrazione di volerlo ricordare, intestando il nostro attuale presidio ospedaliero al  nome di Sebastiano Pesce e se questo non fosse possibile,  che si  apponga almeno una grossa lapide ad imperituro ricordo di questo RUTIGLIANESE che con tanto amore e ferrea determinazione volle l'ospedale di  Rutigliano e, che le generazioni avvenire, siano convinte che operare, come Pesce ha operato,nel silenzio,nell'abnegazione e nell'amore più vero verso i suoi concittadini,sperando solo nell'aiuto divino, sia un fulgido esempio a volerlo emulare.

Io,in seguito e per più di trent'anni ho continuato nella mia mansione di segretario generale e, poi, con la USL, quale direttore amministrativo ho assistito ,in Comitato di Gestione, molti altri  Presidenti, ma nel mio cuore, per onestà, per abnegazione,per umanità e per generoso altruismo,senza togliere meriti a nessuno, rimarrà per  sempre il ricordo indelebile di  un  UOMO eccezionale.

Carissimo Sindaco, sono certo che Tu vorrai, con la sensibilità sempre mostrata, onorare il ricordo di Sebastiano Pesce, Ti prego  di non voler far cadere nel nulla questa mia accorata richiesta. A me rimane solo la grande soddisfazione di gridare a tutti chi è stato veramente Sebastiano Pesce,e mi ritengo già pago, fiero,onorato ed orgoglioso per l'irripetibile privilegio che ho avuto di essere stato un suo stretto collaboratore.

Attendo fiducioso e nel frattempo Ti porgo i miei più distinti saluti e Ti rinnovo la mia stima di sempre.

RUTIGLIANO,31 MARZO 2011

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PREG.MO SIG.ROMAGNO DR.ROBERTO

SINDACO DEL COMUNE DI RUTIGLIANO

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SPEDISCE: Renato Favale

 


Carissimo Signor Sindaco,

con tutto il rispetto e con piedi felpati,mi permetto di ricordarti che con mia nota del 31.3.2011, segnalavo alla Tua attenzione la Figura di un illustre nostro concittadino, SEBASTIANO PESCE, alla quale la TUA AMMINISTRAZIONE, farebbe opera meritoria e giusta se a Lui riconoscesse quanto da me richiesto nella succitata nota, che ad ogni buon fine e per Tua opportuna memoria Ti allego alla presente.

Comprendo molto bene quelli che sono” i tempi amministrativi”occorrenti, perché una delibera che autorizzi l'intitolazione del nostro Ospedale al nome di Sebastiano Pesce,sono abbastanza lunghi e comprendo molto bene anche che la Tua Amministrazione ha da risolvere una miriade di problemi,ma posso assicurarti che la mia richiesta non è da meno, in quanto tende a riconoscere un giusto merito ad un UOMO che ormai, purtroppo, non è più tra noi ,che tanto si è prodigato, perché la nostra Rutigliano potesse avere,come in effetti ha, un presidio ospedaliero che senza nulla togliere a nessuno, si può ritenere un fiore all'occhiello,visto che affluisce tanta gente ,anche da altri comuni ,a beneficiare delle prestazioni che esso è in grado di offrire a tanta parte di popolazione che magari non avrebbe la possibilità di recasi fuori Rutigliano, perché,forse, non ne ha la possibilità e visto che qui,invece,viene curata benissimo.

Tutto questo,come ampiamente detto nella nota che si accompagna,è merito esclusivo del Cav. Pesce,del suo entusiasmo,del suo spiccato senso di altruismo ed abnegazione ,pur di lasciare ai suoi concittadini un “SERVIZIO” che fosse utile specie per chi non ha tanta possibilità anche finanziaria di andare fuori del nostro Comune.

Ti rivolgo un accorato appello,non lasciare cadere nel nulla la mia richiesta che null'altro chiede se non di conferire un giusto e meritato riconoscimento ad un Uomo ,che ormai non è più tra noi,ma che a chi ,come me,è stato testimone delle sue imprese tutte mirate a rendere reale un'opera che al momento della sua realizzazione era utopìa il solo pensarlo e a tutti coloro che assieme a LUI operarono, per esempio il dott.Giovanni Amodio primo direttore sanitario; il Prof.Giovanni Martellotta, primario medico e poi anche direttore sanitario ; Il Prof.Vito Caputo primario chirurgo;Il prof.Giusepe Catucci, primario chirurgo;il dott.Giuseppe Guido,primario ortopedico;il prof.Francesco Martinez, primario chirurgo e che dire dell'entusiasmo “giovanile” profuso dal dott.Giovanni Martinelli,del dott.Domenico Cardascia del dott.Saverio Radogna;dott.Alfredo Beradi;dott.Nicola Losito e di tanti altri ai quali chiedo perdono se non li menziono, perché non voglio tediarti oltre,ma credimi ci sono tutti,perché tutti erano entusiasti di dare la loro collaborazione.

Tutta questa illustre schiera di bravi,valenti e volenterosi professionisti che benissimo avrebbero potuto esercitare la loro professione con migliore e maggiore soddisfazione(anche finanziaria)preferirono,invece dare una mano a quest'uomo che coltivava un sogno e cioè quello di dare a Rutigliano un Ospedale degno di tale nome.

Inutile sottolineare che a seguito della realizzazione dell'Ente ospedaliero,trovarono e forse trovano tuttora lavoro più di duecento operatori sanitari(portantini,infermieri,tecnici,medici,operai specializzati e non, autisti, cuochi ,ecc.)in altri termini veniva e viene la comunità rutiglianese agevolata in quanto quasi duecento famiglie trovano sostentamento dal lavoro che viene loro offerto.

Ti ricordo che a Rutigliano,per esempio, il nostro Istituto per i minorati della vista è intitolato a” GINO MESSENI”soltanto perché il suo papà dott.Pasquale Messeni,ha lasciato alcuni suoi beni(altri meriti non ci sono) Perché,dunque,non dovrebbe riconoscersi il merito di un Uomo che dal nulla e con “terribili” responsabilità e con il solo aiuto del suo carisma e coraggio ha fatto si che Rutigliano avesse un bene prezioso quale è quello dell'Ente ospedaliero,così importante,funzionante e funzionale.

Che non ti sembri blasfemo, ma oso dire che la Chiesa proclama Santi tutte quelle persone che si sono prodigate per il “prossimo”ed io non posso che essere d'accordo e certamente non Ti chiedo di proclamarlo Santo,ma solo di riconoscere l'intitolazione del nostro ospedale al suo nome e, perché sia tramandato giustamente ai posteri che un nostro illustre compaesano di nome SEBASTIANIO PESCE, è stato il fautore ed il creatore di un'opera altamente umanitaria quale è quella ospedaliera a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno.

Forse ti chiederai o la Tua Amministrazione si chiederà perché mai Renato Favale ha così a cuore Sebastiano Pesce,la risposta è molto semplice: sono stato il suo più stretto collaboratore nel periodo di più di otto anni dal '970 al '978;Lui ed io abbiamo condiviso ogni istante intriso di patemi d'animo,di speranze,di paure,di tristezza e di gioia, ma quello che più conta il Cav.Pesce rimarrà per sempre impresso nel profondo del mio cuore come un autentico galantuomo e filantropo, che ogni eventuale riconoscenza l'ha sempre deposta nelle mani pietose di Dio ed io, da cristiano convinto, non posso fare altro che implorarti,perché nel nome di Dio Tu compia un atto GIUSTO nei confronti in un Uomo che non è più tra noi e che forse dall'alto dei cieli sta rimproverando questa mia iniziativa,perché è stato sempre schivo da certi riconoscimenti mondani.

Non m'importano i suoi rimproveri,io, imperterrito, vado avanti e mi appello alla Tua sensibilità che non può non considerare giusta e meritoria la mia richiesta.

Ti auguro,come sempre buon lavoro,e Ti prego considera che ho quasi ottant'anni e forse non mi resta ancora molto da vivere e prima di togliere il disturbo che ti sto procurando, desidererei tanto poter leggere la lapide con la scritta “ENTE OSPEDALIERO SEBASTIANO PESCE”.

Con la mia solita devota stima, Ti ringrazio ed attendo Tue buone notizie.

(N.B.-SE SI FACESSE UN IDEALE REFERENDUM A RUTIGLIANO E SI CHIEDESSE: “VUOI TU CHE L'OSPEDALE DI RUTIGLIANO VENGA INTITOLATO AL SUO FONDATORE SEBASTIANO PESCE?” PENSO CHE IL RISULTATO SAREBBE ,A DIR POCO,. PLEBLISCITARIO!)

RENATO FAVALE

RUTIGLIANO,25 MAGGIO2011

AL SIGNOR

ROMAGNO DOTT . ROBERTO

SINDACO DEL COMUNE DI

RUTIGLIANO___________

SPEDISCE :

RENATO FAVALE


RICORDO DEL MIO CARISSIMO AMICO SEBASTIANO PESCE:

Oggi: 12 settembre 2011, siamo qui tutti riuniti per celebrare la nascita e la presentazione del libro” I MIEI RICORDI” appuntati dallo stesso Sebastiano Pesce e armonicamente raccolti dalla sua diletta e bravissima nipote MARILU' PESCE, in quanto desiderosa di renderne compartecipe l'intera cittadinanza di Rutigliano, perché GIUSTAMENTE conosca la FIGURA di questo nostro illustre compaesano, il quale nulla si è risparmiato di pensare ed operare pur  di rendere  utili servizi  al suo paese natio che tanto amava come fosse stato suo padre o sua madre.

Innanzi tutto desidero esprimere un profondo Grazie a Marilù Pesce per avermi invitato a questa particolare festa in cui tutti noi desideriamo rivivere  i momenti più salienti della vita del suo caro ed illustre Nonno Sebastiano.

Ho letto le sue pagine dalla prima all'ultima e tutte le verità in esso riportate hanno fatto affiorare in me, che per tanti anni sono stato il suo più stretto collaboratore,in qualità di segretario generale dell'IPAB Monte dei Poveri,  tanti altri episodi, certamente  inediti della sua vita, inediti perché Lui, schivo com'era, forse ha raccontato a pochissimi, nonché  a me, bontà sua, nelle moltissime  giornate trascorse insieme ed altri fatti  ancora, perché accaduti nelle stesse giornate allorquando Lui ed io,incuranti delle ore che passavano, eravamo sempre insieme sul posto di lavoro alla ricerca di quanto fosse bene e giusto fare perché l'Ente, a lui affidato, si ridestasse dal letargo in cui era caduto ormai da tanto tempo.

A tutto quello che  è stato scritto posso aggiungere....

per esempio che i campi in cui ha operato sono certamente  quelli che principalmente si occupano del sociale, ma di quel sociale che prima di tutto si interessa della povera gente delle loro primarie necessità del loro vivere quotidiano ed è per questo che Lui già da giovanissimo frequenta il seminario...poi le ACLI, in quanto reputa , da buon cristiano quale era, di trovare in quegli ambienti delle risposte alle sue domande come migliorare la vita dei suoi concittadini...

per esempio,desidero fare subito il “ mea culpa” e racconto che allorquando Lui fu nominato Presidente delI ' IPAB,  riferendomi io al suo predecessore,la cui gestione lasciava molto a desiderare, ebbi a dichiarare”””...Siamo caduti  dalla padella nella brace”””Passato qualche tempo...Lui un giorno , all'improvviso, sorprendendomi molto, mi disse:”” allora siamo caduti nella brace ? se così è dimmi cosa posso fare per migliorare la mia condotta gestionale..””Io allibito, vergognandomi non poco, gli risposi solo abbassando gli occhi e continuai a vergognarmi e... ancor oggi mi  vergogno al pensiero di averlo giudicato senza conoscere il suo nobile animo .......

per esempio posso ancora ricordare che all'inizio della sua carriera lavorativa presso la Banca Commerciale,il Principe Romanazzi di Putignano,il quale amava Pesce come fosse stato suo figlio,un giorno,sempre all'inizio della suo lavoro che consisteva nel cercare persone che depositassero denaro ,gli consegnò una busta chiusa con preghiera di  volerla  consegnare nelle mani del Direttore  di quella Banca...Ebbene quella busta conteneva un assegno di un miliardo di lire unitamente ad un biglietto dello stesso Principe in cui si diceva che quello era  solo un primo deposito che il giovane Pesce era riuscito ad ottenere....Tutto ciò era frutto di una spiccata simpatia del Principe Romanazzi nei confronti di un giovane che già  reputava meritevole di tutta la fiducia possibile.

Per esempio posso ricordare Giovanni Di Pinto di Noicattaro, un semplice operaio nel quale Pesce intui che lo stesso era meritevole di fiducia  e così fu.....infatti dal niente, e certamente con tanto lavoro e sacrificio del Di Pinto,oggi è sotto gli occhi di tutti ,è un autentico impero nel campo delle auto.

Per esempio posso ricordare le officine Romanazzi di Bari, il cui titolare era un semplice operaio-meccanico e che grazie all'intuito di Sebastiano Pesce e con opportuni “aiuti” finanziari fatti dalla sua Banca, è diventata una solida realtà industriale della terra di Bari.

Per esempio posso ricordare che grazie al suo operato,rimettendo “in vita” l'ospedale di Rutigliano,hanno trovato lavoro oltre duecento persone e quindi duecento famiglie tolte alla “disperazione” e che dalla disperazione si sarebbero potuti togliere altre centinaia se non addirittura migliaia di famiglie se l'altra sua iniziativa e cioè quella di istituire  in  Rutigliano, la famosa CITTA' COMMERCIALE, fosse andata a buon fine. Molti  ricorderanno sulla via che da Rutigliano porta ad Adelfia era stato già innalzato un'enorme insegna  che indicava la nascita di detta “CITTA' COMMERCIALE”. Sebastiano Pesce era riuscito, con la sua ferrea volontà a convincere tutti i più grossi negozianti di Bari a trasferirsi in quella zona. Tutto sembrava andare per il meglio,ma ad un tratto non se ne fece più nulla.

Volutamente ometto di dire quali furono le cause di detto fallimento.

Per esempio che dire di una sera  molto fredda d'inverno,molto tardi, uscendo Lui ed io dall'ufficio  di Presidenza, aveva notato un uomo (Nicola), vistosamente claudicante, attaccato al termosifone del corridoio e al quale chiese cosa stesse facendo. Nicola Rispose che si stava riscaldando in quanto non aveva nemmeno  il   cappotto...(era vero solo in parte,ma in realtà Nicola era lì per chiedergli un posto di lavoro e non osò chiederlo)Sebastiano intui molto bene la sofferenza di quel tale e mi dette disposizioni di contattare le organizzazioni sindacali ,perché quel tale fosse assunto come portinaio...così avvenne...

Potrei continuare a raccontare ancora altri episodi ,ma mi fermo qui ,perché  temo di abusare della pazienza di chi mi ascolta e quindi   aggiungo solo  che  tutto quello che ho scritto al Signor Sindaco di Rutigliano, ovvero la mia richiesta di  vedere intitolato l'ente ospedaliero di Rutigliano a Sebastiano Pesce non muore qui, in quanto ho in animo di rivolgermi, se sarà necessario, al  Governatore della Regione Puglia, quindi all'Assessore regionale alla sanità e a tutti coloro che possiedono poteri decisionali in questa materia. Prima, però, voglio ancora una volta rivolgere un accorato appello al nostro Signor Sindaco ROMAGNO perché compia, per quanto di sua competenza, quello che io definisco UN  ATTO DOVUTO nei confronti del caro ed indimenticabile Sebastiano.

Infine ,permettetemi, in questa sede  desidero ricordare anche il dottor Domenico Altieri, vice nella gestione commissariale Pesce,il quale pur di ideologia politica differente da quella di Sebastiano Pesce,per tutta la durata della gestione,tra di loro ha  sempre regnato la più felice intesa gestionale tutta ed esclusivamente improntata e tesa al bene dell'Ente e quindi della cittadinanza rutiglianese.

Nonché sono da ricordare e ringraziare anche i Componenti il Consiglio della Amministrazione  PESCE: dott.Vito Didonna; dott.Tonino Meliota; Ins.Vitandrea Sorino, il Sig.Vito Lasorella, la Sig.na Temperanza Lamparelli, il sig.Nicola Redavid ; il Sig.Vito Lamascese.

E, sempre doverosamente,  non si può fare a meno di ricordare tutte quelle meravigliose Persone,ciascuna nella propria  specifica professione, che hanno collaborato con Sebastiano Pesce a rendere reale il sogno di istituire in Rutigliano un Ente Ospedaliero degno di essere annoverato di diritto nella rete ospedaliera della Regione Puglia. Pertanto,come se lo facesse personalmente Sebastiano,rivolgo un profondo grazie al dott.Jacobini (padre) uno dei primi presidenti anni fine 60 ed inizii 70  della  Banca Popolare di Bari,nonché al Comm. Domenico Divella prof.Filippo Giampaolo,all'avv. Pasquale Moccia, al Prof.Vito Caputo, al prof.Giuseppe Catucci, al prof. Francesco Martinez, al  prof. Giovanni Martellotta, al dott.Angelo(Lio) Antonelli,al dott.Giuseppe Guido,al dott.Michele Cirillo,al dott.Giovanni Amodio, al dott.Giovanni Martinelli, al dott.Domenico Cardascia, al dott. Alfredo Berardi,al dott.Nicola Losito, al dott.Saverio Radogna;agli Ingegneri:Nicola Lucarelli, e  Vito Campanile, al geom. Franco  Antonicelli ,all'arch.Rocco Dioguardi all'Ing.Nando Conte ed al suo fidatissimo capo-mastro Sig.Vito Laforgia e  tanti altri ancora... ai quali chiedo perdono se non sono stati citati, ma che tutti hanno il MERITO ED IL DIRITTO di dire:   “””c'ero anch'io”””

Per tutto quanto innanzi ricordato, ritenendomi  un Cristiano  fermamente convinto,chiedo perdono a Dio se apparirò blasfemo, ma vorrei concludere con queste parole: Sebastiano Pesce, non dico che sia proclamato “SANTO SUBITO”, ma almeno che sia apposto un ricordo imperituro sulla facciata principale del nostro ospedale:

“ENTE OSPEDALIERO SEBASTIANO PESCE”

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Grazie a tutti e grazie, ma  veramente tante grazie a Marilù Pesce per la sensibilità,per l'amore e per la stima che ha mostrato di avere  verso suo Nonno Sebastiano. E ' proprio il caso di affermare che buon sangue non mente!    GRAZIE .

RENATO FAVALE

 

 

 

Commenti  

 
#1 ........ 2011-09-18 14:41
per il signor favale
appoggio in pieno la sua lodevole iniziativa, le consiglierei però fino a quando avrà la forza di poterlo fare di continuare a scrivere tutto quello che ha nel cuore perchè le nuove generazioni, che non hanno avuto la fortuna di conoscere come lei questo GRANDE UOMO , possano attraverso le sue memorie e i suoi anedotti insieme ad altri che come lei hanno avuto la fortuna di incontrare nella loro vita una persona di questo stampo, possano conoscere e aiutarla in questa sua battaglia. Noto con dispiacere che abbiamo notato la scarsa sensibilità del nostro sindaco che non era neanche presente alla presentazione del libro di Marilù Pesce, pertanto credo che la sensibilità di questa amministrazione si evince dalle mancate risposte alle sue lettere inviate , in stile con le modalità usate dall'attuale maggioranza nei riguardi dei cittadini. Hanno altro a cui pensare per questi signori queste cose sono quisquiglie.
Auguri
 

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