Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

Lama: riutilizzare acqua fognaria è sostenibilità ambientale

LAMA

 

Rutigliano - Molti credono che il PTA (Piano di Tutela delle Acque) regolamenti solo ed esclusivamente il problema dei reflui in quel di Lama San Giorgio. In realtà, il PTA è uno strumento molto complesso ed articolato. Per la realizzazione ed adozione ci sono voluti oltre 8 anni ed ha visto l’impegno di molte risorse umane con elevate competenze tecnico scientifiche per arrivare, dopo approfondite e dettagliate analisi territoriali, a delle misure di salvaguardia e tutela volte alla protezione urgente delle risorse idriche sotterranee in uno stato di criticità estrema, come quello del territorio pugliese, dovute alle pressioni antropiche che hanno portato ad un continuo impoverimento e alla salinizzazione della falda delle zone costiere della Regione.
Come si è  giunti all’approvazione del PTA.   
La direttiva comunitaria 2001/42/CE (Direttiva VAS) ha introdotto la Valutazione Ambientale Strategica con l’obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente nei processi decisionali che si dovevano adottare con piani e programmi.
La direttiva comunitaria è stata recepita dal T.U. Ambientale, D.Lgs. n.152/2006 , entrato in vigore nel luglio 2007. 
Il PTA è individuato nel D.Lgs 152/06 come strumento prioritario per il mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale per i corpi idrici significativi superficiali e sotterranei. Il PTA si configura, quindi, come strumento di pianificazione regionale.
Con Ordinanza n.3184/02 del Ministro dell’Interno, al Commissario Delegato per l’emergenza ambientale in Puglia sono attribuite le competenze di predisporre il PTA.
Nel 2001, con apposita convenzione, il Commissario Delegato ha incaricato la SOGESID di predisporre il PTA. 
Nel 2002, il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale, Presidente della Regione Puglia, approvava il Piano Direttore a stralcio del PTA e individuava recapiti finali conformi al D.Lgs 152/99.  
Per quanto concerne la questione reflui in Lama San Giorgio, col Piano Direttore si fissavano i criteri per i recapiti del refluo depurato dei Comuni di Gioia del Colle, Putignano, Sammichele e Casamassima, specificando che ”… le possibili soluzioni da valutarsi devono in ogni caso tener conto della dismissione definitiva dello scarico diretto nel sottosuolo. Non dovrà essere aprioristicamente esclusa alcuna ipotesi percorribile, finanche il ricorso alla realizzazione di “nuovi” canali interessando solchi erosivi di apprezzabile ampiezza, percorrenza e continuità idraulica”
 Nel 2005 il PTA è stato redatto e trasmesso alla Regione Puglia dal Commissario Delegato per i provvedimenti di adozione. 
Nel 2006 la Giunta, nell’acquisire il PTA sul quale era intervenuta la validazione del Comitato Tecnico Scientifico, ha dato mandato al Settore Tutela delle Acque per avviare le procedure finalizzate all’adozione. Il Settore Tutela delle Acque ha consegnato il PTA all’Autorità di Bacino (AdB) e alle Province. L’AdB ha espresso parere favorevole al PTA con osservazioni.
In data 2007, con delibera di Giunta, è stato adottato il progetto PTA ed è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente e a tutti gli enti istituzionali locali. Del PTA è stata data ampia diffusione promuovendo una serie di incontri ed iniziative per garantire il massimo della partecipazione pubblica e aprendo, pertanto, una vera fase consultiva riguardo il contenuto del Piano, durante la quale ai Comuni e ai cittadini è stato concesso un periodo di 6 mesi per la presentazione di osservazioni scritte.
Sono state raccolte 75 osservazioni.
Dopo una serie di valutazioni nella fase istruttoria, seguita anche da un monitoraggio dei corpi idrici da parte del Settore Tutela delle Acque con l’ausilio della SOGESID e del Comitato Tecnico Scientifico, si è giunti al documento finale del PTA che è stato sottoposto alle determinazioni del Consiglio regionale per la definitiva approvazione, avvenuta il 20/10/2009 con 23voti a favore e 18 astenuti.
Il PTA, quindi, cerca di risolvere problemi enormi con azioni che devono essere necessariamente drastiche. È vero che l’acqua è una risorsa rinnovabile, ma nessuna delle nostre risorse naturali può considerarsi inesauribile e da sperperare. In una regione come la Puglia, a vocazione prevalentemente agricola, dove il 55% del fabbisogno idrico annuale è assorbito dalle attività legate all'agricoltura, sorge la necessità che ogni risorsa debba essere continuamente riusata, rinnovata e riciclata.
La carenza idrica e la siccità hanno inoltre un forte impatto sulle risorse naturali in generale, in quanto esercitano effetti collaterali negativi sulla biodiversità, aumentano i rischi di malattie e di incendi boschivi, di impoverimento del suolo.
Uno strumento importate del PTA sono i Regolamenti di attuazione. I Regolamenti di attuazione disciplinano una serie di misure e provvedimenti, uno dei quali è quello relativo alla “Disciplina degli impianti di riutilizzo delle acque reflue depurate”.
Il riutilizzo di un’acqua “usata” che qualcuno si ostina a voler chiamare merda, liquame, cloaca, costituisce la strada all’uso sostenibile della risorsa. Qualunque sia la provenienza, l’acqua è sempre utilizzabile per altre destinazioni.
Il PTA nella sua durezza rimane comunque uno strumento dinamico che può essere modificato, integrato ed aggiornato, ma è lo strumento che ha cercato di mettere ordine alla normativa, ormai obsoleta, in materia di tutela della risorsa idrica che in Puglia era in gestione emergenziale.

Commenti  

 
#1 falaj 2012-02-08 08:38
Nel 2005, la città di Milano, ha reso operativo il maggior impianto per il riutilizzo dell’ acqua reflua in Europa, con una capacità di più di 1 milione di abitanti equivalenti. Questo impianto permette il riciclo di acqua trattata e disinfettata per l’ irrigazione di oltre 22 000 ettari di colture di elevato valore per il mercato dei giardini.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI