Sabato 17 Novembre 2018
   
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Lama: parco, acque reflue, cemento. Parla Caringella

foto marino caringella

 

Ho intervistato la guida ambientale nojana Marino Caringella e con lui ho approfondito alcune questioni inerenti l'istituzione del Parco Lama San Giorgio, la situazione dei reflui e del cemento nella stessa. Ve la propongo qui di seguito, Buona lettura!

Caringella Le chiedo una Sua breve presentazione per chi non la conoscesse.

Sono una guida ambientale escursionistica. Da anni mi batto per l'istituzione del Parco delle Lame S. Giorgio e Giotta prima come socio della Pro Loco di Noicattaro, poi come delegato della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Ho fatto parte di quel team di esperti che ha fornito alla Provincia di Bari i dati che sarebbero poi confluiti nella proposta di perimetrazione del futuro parco, fatta propria dalla Regione Puglia. Lo studio sulle orchidee spontanee presenti nelle due lame porta il mio nome ed è parte integrante del documento d'indirizzo che si discute alle Conferenze di servizi per l'istituzione del parco. Alle ultime due conferenze ho partecipato in qualità di Coordinatore regionale e Vicepresidente aggiunto dell'AIGAE, l'associazione di categoria nazionale che in Italia riunisce tutti coloro che per mestiere guidano in ambienti naturali.


Lei si occupa dell’istituzione del Parco Lama San Giorgio da circa 15 anni. Siamo ad un passo dalla sua istituzione, ci crede ?

La prossima conferenza di servizi è stata rinviata a data da destinarsi. In quella del 30 gennaio si è visto di tutto di più: comuni che avevano sottoscritto un documento di indirizzo del 2007 e che ora hanno cambiato idea; un comune commissariato, quello di Sammichele, il cui dirigente dell'Ufficio tecnico propone di modificare - non si capisce in base a quali competenze e a quale mandato - la perimetrazione faticosamente tracciata in anni di concertazione. Ho timore che neanche alla prossima conferenza si raggiungerà l'obiettivo dell'istituzione del parco.


Chi sono i nemici del parco?


Sono sempre stati tanti, basti vedere lo stato in cui versano le due lame. Ma quando, dopo anni di inerzia, finalmente l'Ufficio Parchi della Regione ha invitato istituzioni, enti e associazioni per chiudere il percorso istitutivo, si è finito per parlare quasi esclusivamente di acque reflue, che è certamente un problema, ma che pertiene a tutt'altro Assessorato, quello ai Lavori Pubblici. Il volersi ostinare ad affrontarlo in quella sede a tutto è servito fuorché all'istituzione dell'area protetta. Ed è un darsi la classica zappa sui piedi, perché la costituzione di un Ente parco molta forza darebbe a quei comuni che dicono di battersi per avere una qualità delle acque veramente a norma. A meno che questo non faccia parte di una precisa strategia...


A cosa allude?


Ciò che la Regione ha chiesto è di sottoscrivere un documento di indirizzo del settembre del 2007, già sottoscritto in quell'epoca dai comuni di Bari, Triggiano, Rutigliano e Casamassima oltre che dal Corpo Forestale dello Stato, Italia Nostra, Coldiretti, Confapi, C.L.N.M. In questo documento si legge chiaramente che "La lama è inoltre individuata quale recapito finale dei reflui dei centri urbani di Putignano, Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Casamassima e Acquaviva delle Fonti. Tale indicazione potrà comportare il manifestarsi di problemi di natura igienico-sanitaria che richiederanno interventi ed opere adeguati.". E' curioso che gli stessi soggetti che oggi fanno le "barricate" contro lo sversamento in lama, alcuni ricorrendo al Tribunale Amministrativo, nel 2007 sottoscrivevano quel documento. Ora hanno cambiato idea? Cosa lecita, basta dirlo chiaramente e non attribuirsi certificati di verginità. Com'è altrettanto lecita la domanda che pongo al lettore: questa polemica è veramente strumentale all'istituzione di un parco. O, piuttosto, è una lotta politica che con l'ambiente non ha proprio niente a che fare? Ma c'è dell'altro...


Mi dica


Sversare i reflui in lama significa dover assicurare una continuità al flusso d'acqua che, al momento, non sempre esiste. Il consorzio di bonifica Terra d'Apulia ha presentato un progetto che prevede, tra le altre cose, l'esproprio di una fascia di lama di 8 metri di larghezza dall'origine alla foce. Non vorrei che la guerra allo sversamento nascondesse la difesa degli interessi dei proprietari dei fondi espropriandi, che in alcuni casi sono gli stessi che quella lama hanno devastato. Peraltro, reflui o non reflui, quella continuità dovrà essere comunque garantita, onde evitare pericolose ostruzioni in caso d'inondazione.


Ma lo stesso progetto prevede la cementificazione della lama


La soluzione del calcestruzzo è sbagliata e si dovrebbero pensare interventi di ingegneria naturalistica meno impattanti e più consoni al territorio, peraltro già sperimentati in un intervento di rinaturalizzazione della lama a Noicattaro.


Caringella, visto che siamo entrati nell'argomento "reflui sì o reflui no", ci spiega la sua opinione a riguardo?


C'è chi propone trincee drenanti, chi campi di spandimento, chi impianti di fitodepurazione. E' come quando gioca la nazionale e tutti si sentono CT. Io non sono un tecnico in materia e non so dirle se ci sono alternative praticabili allo sversamento in lama. Però non posso fare a meno di far osservare come si stia, purtroppo, facendo largo l'errata convinzione che lo scarico delle acque depurate in lama escluda la possibilità di istituire il parco regionale. Senza dovere arrivare a Matera, a chi verrebbe in mente di togliere lo status di Parco Regionale alla gravina di Laterza o a quella di Mottola, per il solo fatto che in esse scaricano i depuratori delle rispettive cittadine?


Secondo lei come si può conciliare tecnicamente l’istituzione del parco con lo scarico dei reflui? Non sono dannosi all'ambiente?


C'è chi ha parlato di "disastro ambientale", chi di danno irreparabile alla flora e alla fauna. E su questo qualche competenza la ho e vorrei dire la mia. Porterò l'esempio del WWF, che ha presentato un progetto per la tutela della flora e della fauna della gravina di Monsignore che fa parte integrante del Parco Regionale dei Laghi di Conversano. Sa cosa si chiede, tra le altre cose, di fare in quel sito? Di ripristinare un fiumiciattolo di acque reflue lungo tutto il corso della gravina, per poter aumentare la biodiversità e prevenire gli incendi. Hanno infatti misurato una diminuzione della diversità animale e vegetale da quando quei reflui sono convogliati e scaricati in mare, a Cozze. Peraltro i tecnici che hanno elaborato il progetto hanno anche costatato che da quando quel fiumiciattolo non esiste più, si sono moltiplicati gli incendi. E' venuta, infatti, meno quell' umidità del suolo e dell'atmosfera che impediva la propagazione del fuoco. Spostiamoci allora sul tratto rutiglianese di Lama S.Giorgio, al Vallone Guidotti. Qui, negli anni passati, l'Amministrazione Comunale ha speso fior di quattrini per creare un rimboschimento che è andato in fumo per uno dei tanti incendi che, annualmente, lì divampano. 100.000 euro di finanziamento pubblico diventati cenere.
C'è chi parla di un collettore intercomunale...
Che dovrebbe raggiungere la città di Bari, che quei reflui proprio non li vuole. In questi mesi abbiamo visto sorgere comitati, sfilare cittadini e primi cittadini, ma nessuno si è preso la briga di sentire l'opinione dei baresi in merito. Mi piacerebbe che fosse intervistato qualche cittadino di Japigia, dove si vive nell'eterno fetore, dove non ci si può permettere il lusso di aprire una finestra, e lo si convinca a prendersi in carico anche i reflui di Gioia, Putignano, Sammichele, Casamassima, Rutigliano. Peraltro, viviamo in una regione sitibonda. Attingiamo continuamente acqua dalla falda e non possiamo permetterci il lusso di depurare acqua e di buttarla in mare. C'è chi dice: utilizziamola in agricoltura. Ma allora perchè convogliare i reflui a Bari? Già a Rutigliano quell'acqua potrebbe essere affinata e distribuita agli agricoltori. Qualcosa non mi torna.

Ma la gente, gli amministratori, probabilmente non hanno fiducia nell'Acquedotto Pugliese. Chi ci assicura che quell'acqua sia veramente in tabella 4?

Bella domanda. Ma vorrei farne una a lei.

Prego


Lei beve acqua di fontana? E chi le assicura che quell'acqua sia potabile? Mi faccia indovinare... L'Acquedotto Pugliese! Insomma, prima di crocifiggere AQP e depuratori, diciamolo chiaramente perché vanno in tilt, quei depuratori. Succede principalmente quando i frantoi oleari scaricano l'acqua di vegetazione in fogna senza averla preventivamente trattata. Il controllo dei frantoi è competenza della polizia provinciale e di quella municipale. Ripeto: Provincia e Comuni. Se si vuole affrontare seriamente, e non per slogan, il problema, si attivino gli organi di controllo competenti e si faccia un monitoraggio capillare dei frantoi della zona. Che non sono mica miliardi, ma qualche decina. Non mi pare una missione impossibile.


C’è qualcosa che non ha detto e che voleva dire?


Vorrei fare un appello all'Assessore Barbanente. Si convochi al più presto la prossima conferenza e si istituisca il parco delle due Lame. E' un treno che deve cominciare a correre. Ci sarà chi vorrà salirci subito, chi si aggiungerà in seguito. Ma diamogli l'avvio. E' da quindici anni che aspettiamo questo momento. Si è perso già troppo tempo.

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