Domenica 18 Novembre 2018
   
Text Size

Vallone Guidotti. Flop di un rimboschimento per carenza di acqua

Bosco1

 

Rutigliano - Quel rimboschimento è stato un flop e qualcuno dovrà darne conto ai cittadini. Il tentativo di creare un bosco nel Vallone Guidotti è stato un fallimento sin dall'inizio.

« Come molte aree verdi della nostra Puglia, il Vallone Guidotti, come tutta la lama, invece di essere una risorsa, diventa un problema ». E’stata la risposta del progettista in merito al mancato attecchimento delle piantine, facendo esplicito riferimento alla mancata prevenzione anti incendio e alla manutenzione post impianto non eseguita: quelle necessarie operazioni di irrigazioni di soccorso e ripulitura del terreno dalle infestanti nella stagione estiva per evitare la propagazione di eventuali incendi. 

Bosco2
Il progettista aveva pianificato la piantumazione di 9600 piante in un’area di circa 6 ettari del Vallone Guidotti di proprietà del Comune di Rutigliano. Essenzialmente specie autoctone già affermate in maniera naturale nella lama ( fragno, roverella, pero mandorlino, lentisco, pungitopo, carrubo, ecc.)

Nella descrizione dell'intervento di rimboschimento, il progettista aveva fatto esplicito riferimento a una condizione necessaria all'attecchimento per l'ampliamento delle superfici dei querceti, vale a dire, a un substrato calcareo che consenta la permanenza dell'acqua negli strati superficiali.

Inoltre, ai fini del successo del rimboschimento, era fondamentale la cura nel primo anno successivo all'impianto, in particolare almeno due ripuliture del terreno dalle infestanti prima della stagione estiva e, soprattutto nel mese di agosto, l'intervento di irrigazioni di soccorso ogni 15 giorni per aiutare le piantine a superare lo stress idrico tipico del periodo. Nel progetto era indicata di fondamentale importanza la custodia del sito per la protezione dagli incendi. 

Ed è stato proprio un incendio, propagatosi sui sei ettari dell'impianto, a far fallire il progetto. La mancata custodia dell'area, le ripuliture e le irrigazioni non eseguite, hanno fatto si che il solito incendio doloso abbia mandato in fumo oltre 100.000 euro di finanziamento comunitario.

« Il problema principale è la sorveglianza da farsi in maniera continuativa» - ha sottolineato il progettista. « Mi rattrista tanto quello che è accaduto anche perché in sede progettuale ho tanto sperato. Penso che, vista la situazione esistente, prima di ogni eventuale intervento sulla vegetazione bisogna trovare la soluzione in merito alla prevenzione degli incendi ».

 

Con Legge regionale n.3 del 2010 è stata istituita l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF), ente strumentale della Regione Puglia.

L’ARIF espleta diverse attività, due in particolare potrebbero interessare Lama San Giorgio: l’utilizzo e il riuso di acqua da impianti di affinamento, secondo quanto disposto dal Decreto Lgs.vo n. 152/2006, al fine di preservare e non depauperare la falda acquifera, mediante appositi accordi o convenzioni da stipulare con gli enti pubblici;

L’attività della Sala operativa unificata permanente (SOUP) di protezione civile, che espleta funzioni di coordinamento nella prevenzione e nella lotta contro gli incendi boschivi.

Con l’ausilio dell’ARIF è possibile, quindi, riutilizzare l’acqua proveniente dagli impianti di affinamento dei depuratori per irrigare i rimboschimenti della Lama San Giorgio e prevenire gli incendi, tutti di natura dolosa.

E' noto che l'acqua spegne gli incendi. Proprio quell'acqua che è mancata nella progettazione del rimboschimento di Vallone Guidotti e che molti si ostinano a non volere che scorra nella lama.

Commenti  

 
#5 amico di guidotti 2012-02-22 12:53
le idee,i consigli,i desideri del commento precedente sono ottimi,bisogna pero' tener conto che in parte la lama e' privata e il comune prima di organizzare qualsiasi evento se e' in un suolo privato deve chiedere il permesso ai legittimi proprietari.Inoltre in passato qualcuno ha provato a organizzare qualcosa ma con scarso successo;la realta' e' che sarebbe necessaria piu' cultura ambientale con un utilizzo del territorio nel rispetto di esso.Si consiglia a tutti di leggere il libro su LAMA SAN GIORGIO della regione Puglia stampato nel 2006 per rendersi conto delle bellezze naturali del territorio.
 
 
#4 Matteo Lucente 2012-02-22 12:05
Caro Gianni, come non condividerti. Purtroppo quello che tu proponi, e insegni, è il paradiso in terra.

Caro amico di guidotti, non ho parlato di savanella bensì di riuso, previo ulteriore affinamento e, ad esempio, attraverso la realizzazione di invasi in modo da poter avere acqua a disposizione nei periodi più critici. Sono felice che adesso ci sia questa “collaborazione con i proprietari dei fondi confinanti”. Spero che questa collaborazione possa continuare e intensificarsi quando si istituirà il (speriamo) parco naturale. Relativamente alla mia “ …auspicabile presenza quando ci sono le riunioni sul tema nella sala consiliare di Rutigliano” tengo a precisare che da ben 7 anni sono già parte di un comitato per l’istituzione del parco. I nostri incontri sono sempre stati aperti a tutti e sempre nel rispetto delle opinioni altrui. Non abbiamo mai tacciato pubblicamente nessuno di imbecillità, di sciamanismo, di essere coadiutori della merda e del calcestruzzo; né abbiamo mai fischiato chi era portatore di opinioni diverse, come mi risulta sia accaduto in un incontro in sala consiliare.
Detto questo, sono disponibile a qualsiasi incontro, se condotto in un clima sereno e costruttivo per tutti.
Vorrei precisare che al sindaco e ai consiglieri del Comune di Rutigliano, in data 16 u.s., è stata consegnata un’ampia relazione, a firma di alcune associazioni ed esperti ambientali del comitato intercomunale, sulle tematiche relative all’istituendo (speriamo) parco e sul riuso della risorsa idrica in Puglia.
Chiunque voglia, può ritirarne una copia.
Spero che i nostri amministratori leggano quel documento e ne facciano buon uso.
 
 
#3 Giovanni Signorile 2012-02-22 09:53
E' una triste storia che si ripete. Impiantare un bosco nell'alveo di una lama probabilmente è cosa discutibile e comunque sarebbe necessario preventivare una specificità e densità che consenta anche il deflusso delle acque meteoriche quando le precipitazioni sono abbondanti...fatta questa premessa
ritengo che ciò che sia mancato a Vallone Guidotti non sia tanto l'acqua, a cui si può ovviare consentendo l'impianto diretto di ghiande anzichè giovani piantine, quanto la mancata programmazione di una serie di eventi culturali che permettessero una continua frequentazione e manutenzione dei luoghi.
Ho sempre sognato una circolare dell'assessore all'istruzione o alla cultura che inviti tutte le scuole di ogni ordine e grado a programmare le gite istruttive nel Vallone Guidotti.
Possono essere usati gli argomenti più disparati:
La pratica agronomica della pacciamatura;
Le osservazioni fenologiche;
Birdwatching;
Censimenti floristici;
Rilievi vegetazionali,
I riti della pasquetta nella chiesetta dell'Annunziata;
La produzione del carbone;
La puglia terre delle querce;
L'etnobotanica;
Il carsismo;
L'archeologia;
L'erpetofauna;
I frutti spontanei;
I mammiferi della lama e le loro tracce;
.......
mille e mille sono gli argomenti,
migliaia sono gli studenti,
e ottime sono le probabilità che conoscendo e apprezzando Lama San Giorgio la si senta propria, come casa nostra.
Per la prevenzione degli incendi l'arma principale è la cultura e questa purtroppo non è una parola che esiste tra i vocaboli utilizzati dai politici.
A meno che durante le campagne elettorali non la usino come colluttorio.
 
 
#2 vichingo 2012-02-21 22:43
E io pago!!!
Ancora sperperamento di soldi di poveri cittadini.Ma quando finirà tutto questo?
 
 
#1 amico di guidotti 2012-02-21 20:19
al successo del rimboschimento quando furono piantati gli alberi non ho mai creduto,anzi ero dell' avviso che prima o poi li avrebbero rubati,l' idea di aumentare l' area boschiva era un' ottima idea,ma il problema di fondo non era solo la cura della zona di rimboschimento bensi' la salvaguardia della zona dagli incendi ad opera di piromani e l' educazione ambientale di molte persone che frequentavano la lama .ogni anno si verificava almeno un incendio,soltanto l' anno scorso grazie alla vigilanza sul territorio dell' Anpana e della vigilanza con la collaborazione della forestale e dei proprietari dei fondi confinanti con la lama non si e' verificato alcun incendio almeno nel tratto rutiglianese.l' utilizzo dalle acque reflue per la prevenzione degli incendi non risolvera' il problema,i 300 litri al secondo grazie alla savanella scorrerebbero occupando parte della lama,non tutta.certo della preparazione di chi ha scritto l' articolo sarebbe auspicabile una sua presenza quando ci sono le riunioni sul tema nella sala consiliare di Rutigliano;si puo' anche non essere d' accordo, ma lo scambio di opinioni seppur differenti ci arricchirebbe tutti.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI