Giovedì 15 Novembre 2018
   
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I pesticidi provocano il Parkinson

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In occasione del convegno: Parkinson, Agricoltura e Ambiente tenutosi a Noicattaro venerdì scorso presso il Palazzo della Cultura, sono stati mostrati risultati e conferme di come i pesticidi possono essere causa di malattie gravi, in particolare il Morbo di Parkinson.

Già nell’aprile 2009, i ricercatori della UCLA (University of California, Los Angeles) avevano annunciato di aver scoperto un legame tra la malattia di Parkinson e due sostanze chimiche comunemente spruzzate sulle coltivazioni per combattere i parassiti.

Quello studio epidemiologico non aveva esaminato gli agricoltori che lavorano costantemente con i pesticidi, bensì persone che semplicemente vivevano vicino a dove i campi agricoli sono spruzzati con il fungicida Maneb e l’erbicida Paraquat. Si era riscontrato che il rischio per la malattia di Parkinson, per queste persone aumenta del 75 per cento.

Altri studi avevano riscontrato che l’esposizione combinata di Ziram, Maneb e Paraquat vicino a ogni luogo di lavoro aumentava il rischio di malattia di Parkinson di tre volte, mentre l’esposizione combinata a Ziram e Paraquat solamente, è stata associata a un aumento dell’80 per cento del rischio.

I risultati sono apparsi anche nella rivista European Journal of Epidemiology.

I pesticidi provocano il Parkinson?

Le malattie sono provocate dai pesticidi e da tanti altri elementi chimiciafferma ai nostri microfoni il dott. Marino Giuliano - I Pesticidi, nel quadrilatero Mola, Rutigliano, Noicattaro e Adelfia, affinché la gente sappia, in particolar modo l’agricoltore, che si deve proteggere.

La conoscenza e l’informazione hanno anche un altro obiettivo: il Parkinson deve essere riconosciuto come malattia professionale in agricoltura nelle tabelle dell’Inail. Come si diceva un tempo, il parkinsonismo manganico da uso protratto dei pesticidi.

IN FRANCIA È GIÀ MALATTIA PROFESSIONALE

Il 22 Maggio 2012 scorso in Francia è stato riconosciuto e classificato il Parkinson da pesticidi come malattia professionale degli agricoltori esposti ai pesticidi.

Lo scorso 7 maggio è entrato in vigore un decreto che conferisce al morbo di Parkinson lo status di malattia professionale per gli agricoltori e stabilisce esplicitamente un nesso di causalità tra questa patologia e l'uso di pesticidi.

Diversi studi hanno da tempo confermato come un’esposizione prolungata, a basso dosaggio, ai pesticidi possa aumentare il rischio di malattia di Parkinson. Assai rilevante lo studio effettuato nel 2011 dall'Istituto Nazionale americano della sanità (NIH), secondo cui le persone esposte a due pesticidi, il rotenone e il paraquat, corrono due volte e mezzo in più il rischio di contrarre questa malattia.

Lo scorso febbraio, la vittoria in tribunale di un agricoltore che aveva intentato una causa contro la Monsanto per averlo avvelenato con i vapori di uno dei suoi erbicidi, Lasso, aveva già creato un precedente. A seguire una manifestazione di agricoltori al Salone dell'Agricoltura, presso lo stand dell’industria dei fitofarmaci, richiedeva il riconoscimento delle malattie professionali legate all'uso dei pesticidi e il ritiro dei prodotti pericolosi.

Il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato francese rappresenta una vittoria per questa mobilitazione e acquisisce un carattere importante sia a livello simbolico che concreto aprendo la possibilità a sostegni finanziari per l’incapacità di continuare a lavorare.

Cosa può fare l’agricoltore per proteggersi?

“Prima di tutto conoscere gli effetti dei pesticidi, e non solo quelli a livello epidermico e respiratorio. L’uso della maschera, ma non le mascherine, ma una vera e propria maschera anti-gas. In secondo luogo devono essere molto attenti alle quantità che vengono irrorate sotto i teloni, che fanno da cappa, e la quantità respirata di queste sostanze può divenire davvero altissima.”

Cosa possono fare le amministrazioni?

Hanno una grande importanza poiché devono sensibilizzare ed emanare ordinanze e per far rispettare le regole, poiché il cittadino va rispettato, ma va rispettato anche l’ancora importante lavoro degli agricoltori.

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