Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Depressione, conoscerla per affrontarla

Rutigliano-Depressione

 

 

Rutigliano - Si è aperto l’incontro organizzato dall’associazione “Menti a Piede Libero”, tenutosi lo scorso 16 giugno, nel chiostro Palazzo San Domenico.

Depressione-Rutigliano-2Unica protagonista della serata, lei, la depressione, il “male oscuro” che non dimostra sintomi apparenti, ma che giace li, all’interno dell’anima, capace di assorbire fino all’ultima goccia di linfa vitale, togliendoti prima il sorriso e poi la vita. Un evento fortemente voluto da quanti hanno amato una giovane vittima della depressione, e che ha visto la presenza di illustri ospiti a cominciare dal dottor Cesare Porcelli, neuropsichiatra, Deborah Longo, Cristina Tedone, Anna Rita Poliseno e Marco Tedone, counseling dell’associazione AICIS (Associazione Italiana Counseling Integrato e Sostegno) di Bari.

“Di depressione si può guarire -esordisce il dott. Porcelli – è un tunnel oscuro senza fine che risucchia l’individuo portandolo alla passività, dove, fondamentale diviene la medicina della comunicazione”.

E’ questa la cura, dialogare, entrare nel mondo dell’individuo che tende sempre più ad isolarsi, ad essere indifferente a qualsiasi cosa gli accada intorno e che filtra tutto attraverso un’unica emozione, la tristezza.

“Dal punto di vista neuropsicologico, -continua il neuropsichiatra- è il risultato di una particolare attività del cervello che si modifica, fa venir meno la capacità di modulare le emozioni. Subentra così l‘assenza di volontà che porta paura, ansia di fallimento, dolori immaginari, il mondo sembra andare in una maniera opposta alla propria visione. Non è una malattia facilmente identificabile, si puo’ diagnosticare esclusivamente osservando l’altro”.

La terapia farmacologica in molti casi è essenziali, alcuni famaci infatti, aumentano i livelli di serotonina, nota anche come “l’ormone dell’umore”, ma spesso da sola non basta, è necessario il lavoro di rete presente attorno la persona, come la famiglia, gli amici. Spesso però prevenire è meglio che curare, a tal proposito nasce l’attività del counseling, figura professionale nata in America ma ancora poco conosciuta nel nostro territorio.

Il counseling è uno strumento che aiuta a migliorare la qualità della vita e delle relazioni, attraverso attività formative  di sostegno alla persona.

La figura del counselor, agevola, attraverso la creazione di un rapporto basato sulla fiducia con il paziente, la comunicazione di persone che affrontano momenti difficili della propria vita in cui non riescono a relazionarsi, attraverso un intervento breve e mirato che non dura più di 10 o 15 incontri. Momenti di disagio che se non curati possono poi sfociare in un stato depressivo.

“Infondere fiducia in se stessi, -spiega il counselor Marco Tedone- è fondamentale, perché essa è il pozzo da cui poter attingere la forza per andare avanti e se riuscire a comunicare con le parole, delle volte è complicato, entra in nostro aiuto l’arteterapia, tecnica che aiuta l’altro a tirar fuori quello che non si riesce a pronunciare. Comunichiamo in qualsiasi modo vogliamo, in qualsiasi modo riusciamo a farlo”.

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