Appello a favore del convento di Santa Maria del Palazzo

lettera-dimissioni

 

 

Gentile Direttore,

vorrei approfittare della disponibilità del suo giornale per lanciare un appello a favore del convento di Santa Maria del Palazzo.

Ho atteso settembre per scriverle, in modo che, tutti si tornasse al normale livello di attenzione che in genere, nei mesi di luglio ed agosto, tende in qualche modo a calare.

L’articolo di Gianni Capotorto riguardante la chiesetta rupestre di Sant’Apollinare,  offre un ulteriore input a quanto mi accingo ad esporre.

E’ vero quanto scrive Capotorto che è un preciso dovere civico far si che le testimonianze del nostro passato debbano essere consegnate nel migliore dei modi alle future generazioni.

Per questo mi si stringe il cuore vedere cosa si sta verificando a Madonna del Palazzo. Dal suo riacquisto da parte della chiesa madre, al successivo restauro  fino ai giorni nostri sono passati si e no vent’anni, eppure in questo breve lasso di tempo si è passati dall’entusiasmo per aver recuperato un bene così prezioso, all’attuale ritorno al passato abbandono.  Per la verità e nell’ultimo anno che la situazione si è del tutto lasciata andare, né basta la saltuaria presenza dei facenti parte la Comunità Phoneix a rendere più accettabile la situazione.

L’area circostante, a cominciare dallo svincolo di via Turi e per tutto il perimetro esterno il convento, è diventata una discarica a cielo aperto, vi si trova di tutto e di più. La chiesa a causa di un vetro rotto (un vetro rotto!) è alla mercè dei piccioni , gli escrementi dei quali stanno ricoprendo e sporcando l’interno. Stesso scenario riguarda il convento. Il giardino retrostante, letteralmente abbandonato, ricomincia ad essere aggredito dalle piante infestanti.

Non è assolutamente mia intenzione polemizzare con alcuno. Vorrei solo invitare tutti coloro i quali, per un verso o per un altro, sono parte in causa con in primis, naturalmente, la chiesa matrice di Rutigliano nella persona di don Emilio Caputo, arciprete parroco,  ad adoperarsi nella ricerca di soluzioni percorribili e condivise. Capisco perfettamente quanto possa costare tener viva una struttura simile ma non è accettabile, da qualunque punto di vista si guardi la questione, aver speso tanti e tanti soldi, per non approdare a nulla.

Potrei suggerire l’organizzazione di un pubblico dibattito, magari servendosi proprio del web, ma per piacere, facciamo qualcosa.

Grazie a tutti

 

Gianvito Laforgia

Rutigliano, settembre 2012