Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Presentazione delle statue restaurate della “Santa Teresa di Lisieux” e del “Crocifisso”

restauro lute

 

 

Rutigliano - Saranno presentate alla comunità, Mercoledì 10 Ottobre, le statue restaurate di “Santa Teresa di Lisieux” e del “Crocifisso”, conservate nella Chiesa del Carmine di Rutigliano. Per la prima statua, l’intervento di recupero è stato promosso e realizzato a cura della Libera Università della Terza Età “Lia Damato” di Rutigliano, che già lo scorso anno aveva provveduto a restaurare la statua della “Maddalena”, custodita nella stessa chiesa; il “Crocifisso”, invece, è stato recuperato grazie al contributo di alcuni devoti.

Questo il programma:

 

MERCOLEDÌ 10 OTTOBRE

 

Chiesa del Carmine

 

-          ore 19 - Santa Messa celebrata da mons. Domenico Padovano, vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli

 

-          ore 20 - presentazione delle statue restaurate, con gli interventi di:

mons. Domenico PADOVANO

Vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli

don Nicola DELNERO

Rettore del Carmine

Marisa DAMATO

Presidente della Lute “Lia Damato”

Gianni CAPOTORTO

Storico

Vincenzo CAIULO

Restauratore di Beni Culturali

Roberto ROMAGNO

Sindaco

 

 


La “Santa Teresa di Lisieux (o del Bambino Gesù)” del Carmine in Rutigliano

 

È stata la terza donna ad essere gratificata del titolo di “Dottore della Chiesa”, dopo Caterina da Siena e Teresa d’Avila: attributo conferitogli il 19 Ottobre 1997 da papa Giovanni Paolo II, nel centenario della sua morte. Un altro papa, Pio XI, l’aveva elevata agli altari nel 1925, dichiarandola due anni più tardi “Patrona delle missioni”; con Giovanna d’Arco, è considerata dal 1944 patrona della Francia.

Santa mistica per eccellenza, Teresa di Lisieux, o “del Bambino Gesù e del Volto Santo” (il nome da lei assunto al momento della professione dei voti) nacque il 2 Gennaio 1873 ad Alençon, comune francese della Bassa Normandia, in un ambiente profondamente credente. Ricevette, dunque, una intensa educazione religiosa che presto la indusse a scegliere la vita sacrale. Entrata ancora adolescente nel convento carmelitano di Lisieux, “divenne per purezza e semplicità di vita maestra di santità in Cristo, insegnando la via dell’infanzia spirituale per giungere alla perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita della Chiesa”. Concluse la sua vita il 30 Settembre, 1897, all’età di venticinque anni, a causa della tubercolosi contratta un anno prima.

Sin dalla sua canonizzazione, il suo culto si diffuse con rapidità in ambito carmelitano. E la chiesa del Carmine di Rutigliano, la sacra dimora della Patrona della città, non fu da meno nell’ospitare e diffondere la devozione per la santa di Lisieux, già dopo soli quattro anni dalla sua elevazione agli altari. 

La statua in cartapesta policromata qui venerata, infatti, venne realizzata nel 1929 nella rinomata bottega De Pascalis a Lecce, capitale indiscussa dell’arte cartapestaia.

La santa carmelitana è raffigurata in posizione eretta con l’attributo iconografico cha la caratterizza: il crocifisso stretto sul petto. È avvolta in un mantello bianco e dalla veste marrone; il giovane volto è impreziosito dagli occhi di porcellana.

L’intervento di restauro conservativo (autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, trattandosi di opera d’arte vincolata ai sensi del D. Lgs n. 42/2004, “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”), è stato finalizzato alla pulitura superficiale dell’intera struttura ed al recupero delle cromie originali degli incarnati del volto, basandosi sul rispetto dei materiali costituivi. È stato curato dal restauratore di Beni culturali Vincenzo Caiulo di Brindisi, su iniziativa della Libera Università della Terza Età “Lia Damato” di Rutigliano. Lo stesso restauratore ha mirabilmente recuperato un piccolo (ma di notevole interesse artistico) “Crocifisso” conservato nella stessa rettoria, grazie al prezioso contributo di alcuni generosi devoti.   

Gianni Capotorto  

Commenti  

 
#1 Don Salvino 2012-10-10 12:36
"Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità" (Isaia 44,9) -"Abbatterete le immagini scolpite dei loro dèi" (Deuteronomio 12,3) - "Non rivolgetevi a idoli e non fatevi dèi di metallo fuso" (Levitico 19,4) - "Hanno bocca ma non parlano, hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non odono (Salmo 116,5-6) - "Non ti farai scultura alcuna e non ti prostrerai davanti ad essa" (Esodo 20,4-5), sono alcuni dei passi scritturali che vietano di adorare/venerare le statue, benchè ci si possa fare un "idolo" anche di altre cose (il denaro, il corpo stesso, un attore, un genere di film etc.).

Ebbene, alla luce di queste verità che Dio non ha annullato a cosa giova il restauro dei due simulacri in parola?

Se, come molti dicono, i "santi" aiutano nel cammino di fede, perchè Dio ha sempre condannato l'idolatria?

Lettore, rifletti!
 

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