Tagli: la protesta delle scuole di Turi e Rutigliano

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Preoccupazione e indignazione per le politiche dell'attuale governo

 

Il Collegio dei Docenti dell’ITES “S. PERTINI” di TURI (BA), riunitisi venerdì 16 c.m. in seduta congiunta con i docenti della sede associata di RUTIGLIANO, esprimono profonda preoccupazione e ferma indignazione circa le politiche scolastiche dell’attuale governo, considerate come l’ennesimo, durissimo colpo inferto all’istruzione pubblica e all’intera classe dei docenti, ancora una volta, offesi ed umiliati agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, presentati come “assenteisti, fannulloni”, e con un carico di lavoro distante dalle medie lavorative europee.

Certe affermazioni, oltre ad essere lesive della onorabilità e serietà dell’intera classe docente, sono dette da chi dimostra di non conoscere la realtà (cosa che dovrebbe preoccupare trattandosi di uomini di governo): infatti i docenti italiani hanno un carico settimanale di ore di lezione in classe superiore alla media europea, sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) sia nella secondaria superiore (18 contro 16,3) e praticamente identico nella scuola media (18 contro 18,1).

Al contrario, gli stipendi non sono per niente armonizzati con quelli dei colleghi europeiDenigrando giorno dopo giorno l’immagine degli insegnanti, i governi degli ultimi vent’anni sono riusciti nell’intento di demolire la Scuola statale e delegittimare la sua funzione istituzionale sancita dalla nostra Costituzione: quella di “formare l’uomo e il cittadino”.


In particolare, il nostro dissenso è rivolto contro

In assoluto spregio al diritto e alla Costituzione della Repubblica, si arriva a calare tutto questo dall’alto, senza alcun tipo di confronto con le parti direttamente interessate, in totale disprezzo per la democrazia e il libero confronto delle idee.

Neanche nei modelli totalitari lo stato interveniva a stabilire i tempi di lavoro e persino lì si preservavano le apparenze della contrattazione fra le parti.

Noi riteniamo che un governo che non tutela la scuola e non tutela i suoi docenti, anzi li mortifica con provvedimenti assurdi e inaccettabili, non tuteli il futuro della società.

Per questi motivi temiamo che oggi sia in gioco molto più di una semplice rivendicazione sindacale: è in gioco la garanzia per i nostri alunni e per i nostri figli di vivere in uno Stato di diritto, in uno Stato in cui la Costituzione non sia solo carta straccia, in una scuola che forma per il futuro e per l’Europa, ad essa legata in tutto (anche nel rispetto degli standars europei in tema di sicurezza sul posto di lavoro e di equa retribuzione).

Alla luce di quanto sopra, i docenti decidono di ritirare la propria disponibilità a ricoprire qualsiasi incarico e/o funzione che non sia previsto, come obbligo, dal contratto nazionale.

Quindi da oggi e fino all’avvenuta constatazione di un clima diverso e di “sagge decisioni” si decide quanto segue:

Inoltre, si cercherà di far emergere il “lavoro nero” svolto da sempre dagli insegnanti e da nessuno mai riconosciuto: pertanto il Collegio dei Docenti decide di adottare una didattica essenziale, con la stretta osservanza delle 18 ore di insegnamento in classe, così come previsto dal vigente contratto di lavoro, durante le quali concentrare:

- programmazione educativa;

- programmazione didattica;

- preparazione delle lezioni;

- lezioni frontali;

- preparazione delle verifiche;

- correzione delle stesse;

- riduzione al minimo delle valutazioni periodiche.

Inoltre, il Collegio dei Docenti propone le seguenti INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE:

1) informazione agli alunni sulla mobilitazione in atto;

2) informazione attraverso un’assemblea pomeridiana rivolta ai genitori e studenti;

3) informazione mediante diffusione sui giornali locali e on line del presente documento, al

fine di divulgare le ragioni della protesta.

Solo per senso del dovere si decide che potranno rimanere in carica per l’ordinaria amministrazione:

a. Il collaboratore vicario e il secondo collaboratore vicario, in quanto nominati dal DS;

b. I responsabili della sede succursale;

c. I docenti membri della Commissione Sicurezza;

Infine viene salvaguardata ogni attività didattica in favore degli alunni diversamente abili.

Le ragioni e modalità delle protesta sono pienamente condivise anche dal Dirigente Scolastico.