Venerdì 16 Novembre 2018
   
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IV Festa del "Passa Pass" all'Annunziata

PASSA-PASS-rutigliano 

 

 

Rutigliano - Si rinnova Lunedì 1 Aprile, giorno di Pasquetta, la tradizionale Festa del “Passa Pass” all’Annunziata. L’antico rito da quattro anni è stato ripristinato nel luogo dove da sempre si è svolto: la chiesa rurale dell’Annunziata che dall’alto di uno sperone roccioso domina Lama San Giorgio in uno dei suoi tratti più significativi sotto il profilo geologico, ambientale e archeologico.

La manifestazione è curata dal Comitato “Pro Annunziata” e dalla rettoria Maria SS. del Carmine, impegnati nel recupero dello storico edificio sacro, con il patrocinio della Regione Puglia e in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Rutigliano.

Il programma prevede le celebrazioni delle messe al mattino alle ore 9,00 e alle ore 11,00; al pomeriggio alle ore 17,30. Al termine di ciascuna celebrazione si svolgerà la cerimonia del “Passa Pass”.

 

CENNI STORICI DEL “PASSA PASS” ALL’ANNUNZIATA

(da: Gianni Capotorto, Il culto dell’Annunziata di Rutigliano tra riti sacri e l’“abominevole superstizione” del “Passa Pass”, in AA.VV., Ambiente, Archeologia, Storia - Segni della Lama dell’Annunziata”, Palo del Colle, 1999) 

 

Si tratta di un modello rituale straordinariamente diffuso in Europa, ed in Italia meridionale in particolare, legato ad una più ampia categoria di cerimoniali fondati sulla magia del “passaggio stretto”, cioè la consuetudine di far passare il malato attraverso una strettoia costituita tanto da una fenditura o un arco arboreo quanto dalla fessura naturale di una roccia. In molti centri della Puglia e della Basilicata, il rito della passata per la cura dell’ernia coincideva (in alcuni casi il fenomeno è ancora oggi riscontrabile) proprio con il culto dell’Annunziata, venerata per lo più in chiese rurali. (…).

Tale operazione magica è uno dei più autentici riti arborei di rigenerazione dell’organismo infantile e di augurale iniziazione simbolica del soggetto stesso all’atto sessuale riproduttivo, in quanto l’ernia scrotale o inguinale si identifica con l’impotenza (…) e il passaggio stretto, fin dai miti del labirinto, indica una prova imposta sull’iniziando: prova difficile dall’esito incerto, perciò verificabile sul suo alter ego, che nel caso specifico è il ramo di quercia.

A Rutigliano, il ramo di quercia è sostituito da uno di lentisco (pianta tipica della lama su cui si affaccia la chiesa rurale dell’Annunziata). La testimonianza più antica del rito Passa Pass di Rutigliano è del 12 maggio 1791 ed è contenuta in una relazione scritta da Giuseppe Maria Galanti (1743-1806), dopo un viaggio in Terra di Bari:

 A Rutigliano sussiste un’abominevole superstizione. Vi è una Madonna per le ernie e per cose simili. Uomini e donne di ogni età, che hanno bisogno di tal protettrice, nel giorno della festa, tutte denudate, sono passate e ripassate per lentisco fresco. Questo poi si stringe con legature e si attende un anno per vedere se si è rimarginato, il che è segno della grazia ottenuta.

Forse anche a seguito di tale relazione, che sostanzialmente bolla questa “abominevole superstizione” come rito decisamente sconsigliabile da attuare, in quanto, in luogo della religione, non si ha, per lo più, che superstizione, che invece di formare corrompe i costumi (Galanti), a partire dai primi anni dell’800 ci fu una vera e propria offensiva da parte delle autorità ecclesiastiche cittadine, che avversarono la pratica del Passa pass, perché considerata “non conforme” alla dottrina cristiana.

Comunque, seppur modificata rispetto alla descrizione fornita dal Galanti, l’usanza del Passa Pass all’Annunziata di Rutigliano continuò a svolgersi. (…). Agli inizi del ‘900 la festa cominciò ad assumere progressivamente i connotati di una gaia scampagnata che coinvolgeva anche molti Baresi, i quali approfittavano della ricorrenza per “godere” i colori e gli odori della primavera nello splendido scenario ambientale dell’Annunziata. (…).

Oggi del Passa Pass all’Annunziata rimangono: la celebrazione della messa, la particolare benedizione del sacerdote alle coppie di ogni età e sesso (“compari”), che sacralizzano stretti vincoli di amicizia con il gesto simbolico di stringersi vicendevolmente al braccio sinistro un nastro colorato acquistato nei pressi della chiesa, forse un residuo dell’antico rito con cui i due “compari” legavano il ramo di lentisco.

 

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