Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

A fest d Sand'Andonj: la nojana Rita Tagarelli ci racconta le origini

Noicattaro. Rita Tagarelli e Sant'Antonio

 

Come ogni anno, anche quest’anno Rutigliano ha festeggiato la festa che l’ha resa famosa in tutto mondo, la “Festa del fischietto” in concomitanza con quella di sant’Antonio.

Ma l’origine di questa festa non è prettamente rutiglianese, tempo fa infatti era celebrata dai nojani nella chiesa dell’Annunziata, dedicata in precedenza a Sant’Antonio stesso, a cui i nojani erano profondamente devoti poiché protettore degli animali da cortile.

Ma come mai ad oggi la festa non è più celebrata a Noicattaro mentre è uno degli eventi più importanti per Rutigliano?


Per rispondere a questo è indispensabile l’aiuto di chi, della cultura nojana si interessa da sempre: Rita Tagarelli.

Rita ci racconta come, secondo antichi archivi, un tempo nella chiesa dell’Annunziata fosse custodito un quadro di un certo Molenis che raffigurava proprio Sant’Antonio con ai piedi un porcellino.

Questo quadro venne poi trafugato e portato alla cappella campestre di Sant’Antonio situata al confine tra Rutigliano e Noicattaro.

“Leggenda vuole che i nojani fossero conosciuti per il loro ‘canareil lisc’, ovvero per la golosità e che vendettero il quadro ai rutiglianesi ‘p na fedd d mortadell'” racconta la signora Tagarelli.

Comunque siano andati i fatti, ciò non toglie che i rutiglianesi hanno fatto della festa di Sant’Antonio e di

quella del fischietto un connubio perfetto.

Sfruttando la capacità dei vasai nel modellare la terracotta e la creta, a “fest du fr-schet” ha conquistato una fama incredibile.

“Nella mia ultima commedia ‘A gelosè’ si mette in scena proprio la rivalità che da sempre anima scherzosamente i rapporti tra i due paesi  e da cui poi sono scaturite leggende come quella sulla mortadella o quella in cui si racconta che i rutiglianesi si sarebbero venduti la chiesa di San Lorenzo per una cesta di ‘ghiacheun’”.

Sempre ne “La gelosia”, Rita Tagarelli parla del significato del fischietto.

Questo, infatti, veniva regalato dal fidanzato alla fidanzata come conferma dell’impegno di lui al matrimonio. E che colpo per il padre di lei, nojano, quando si vedeva recapitare a casa il fischietto del futuro genero egli sbraitava: “Je u frschet da i rigghianeis nu mu accat!”

Che sia a Noicattaro o Rutigliano, la festa di sant’Antonio offre un occasione imperdibile per stare insieme e per riscoprire e trasmettere le tradizioni. I nojani non si preoccupassero di rimanere a mani vuote, d’altronde ‘u frschet a cus mun avanz semb’.

Commenti  

 
#3 Fla 2014-01-21 11:33
Sant'Antonio Abate è "Sand'Anduaen" e non "Sand'Andonj". I nostri antenati hanno sempre voluto sottolineare la differenza fra Sant'Antonio Abate e Sant'Antonio da Padova, e voi compiete un errore così madornale nel titolo...
 
 
#2 silvestroborracci 2014-01-21 10:17
grande rita
 
 
#1 silvestroborracci 2014-01-21 10:17
grande rita
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI