Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Sei favorevole alla legalizzazione della Cannabis? Rutigliano risponde

Cannabis plant

 

Uno degli argomenti che stanno facendo molto discutere in Italia è senza dubbio quello che riguarda la Iiberalizzazione delle droghe leggere, rese illegali dal Decreto n.309 del Presidente della Repubblica il 9 Ottobre 1990, modificato dalla legge n.49 del 21 Febbraio del 2006 meglio conosciuta come legge Fini-Giovanardi, in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino, al fine di ridurre la criminalità organizzata. Sembra però che la stessa legge stia per arrivare a capolinea soprattutto in seguito alle migliaia di manifestazioni dei malati che hanno trovato nella cannabis una grande risorsa per le proprie cure, che i farmaci chimici non riescono a dare. Dal punto di vista istituzionale la proposta di liberalizzare della cannabis è partita dall'assessore lombardo della Lega Nord,  Gianni Favia, subito bocciata dal vertice della Lega, Maroni, nonostante gran parte del partito fosse d'accordo con lui. Ma cosa pensano i rutiglianesi sulla legalizzazione delle droghe leggere? Dal sondaggio risulta che la maggior parte sia favorevole a rendere libera la cannabis, ma ciò che fa la differenza sono le motivazioni che gli intervistati hanno dato: c'e chi sogna, soprattutto tra i più giovani, di fare libero uso della marijuana al fine di annebbiare la propria mente e divertirsi in tale modo, senza il rischio di essere punito dalla legge. C'è chi invece crede che la cannabis sia un medicinale molto efficace e che essa non venga legalizzata, in quanto le case farmaceutiche perderebbero gran parte del proprio guadagno, che punta soprattutto al longevo utilizzo di farmaci che alleviano il dolore o i sintomi di una malattia senza curarla effettivamente. Risposta molto ricorrente da parte dei favorevoli alla liberalizzazione è che la legalizzazione della marijuana andrebbe contro le associazioni a delinquere e pertanto le droghe leggere continuano ad essere illegali poiché c'è la convinzione, da parte di questa fetta di intervistati, che ci sia una forte correlazione tra Mafia e Stato. Quella appena citata è una risposta che va contro il pensiero del giudice Paolo Borsellino il quale dice in una sua conferenza del 1989 che "è da dilettanti di criminologia, quello di pensare che liberalizzando il traffico di droga, sparirebbe il traffico clandestino e si leverebbero queste unghie dall'artiglio della Mafia, [...] anzi avviene che le categorie più deboli  e meno protette (i minorenni o in generale chi non potrebbe accedere al mercato ufficiale) saranno le prime ad essere investite dal  mercato clandestino". Un intervistato invece ritiene che l'Italia sia un popolo troppo ignorante per gestire il libero utilizzo di droghe, poiché servirebbe una vera e propria educazione e crede che questo sia molto difficile in quanto pochi riescono a capire per esempio che non bisogna bere prima di guidare, non fosse altro perché le statistiche registrano ancora molte morti dovute all'assunzione di alcol. E' stato chiesto anche il parere del Vicesindaco di Rutigliano, Pasquale Redavid, il quale però ha rifiutato di rispondere in quanto una sua esposizione sull'argomento potrebbe portarlo ad essere criticato o attaccato, consigliando anche di non parlare molto di quest'argomento. Nonostante questo, sarebbe interessante vedere come la giunta comunale di Rutigliano, costituita per la maggior parte da persone che fanno parte della vecchia generazione, si approcci ad argomenti come quello affrontato in questo articolo, poiché dimostrerebbe se Rutigliano stessa sia un paese dalla mentalità aperta; per ora si è dimostrato, con la maggioranza favorevole alla liberalizzazione, priva (eccetto alcuni anziani dalla vecchia mentalità) di luoghi comuni.

Commenti  

 
#3 SALVATORE GIOVANNI 2014-02-24 12:06
Beh, caro Domenico, non dubito che Rutigliano avrebbe aria più respirabile piantando "erba", ma la vita di tutta questa gente come diverrebbe? Le persone che iniziano ad usare droghe, sia che cerchino nuove esperienze o che vogliano provare a scappare da ansietà e problemi nella vita, raramente rimarranno attaccate alla stessa droga: infatti, è comprovato che dal momento che si inizia a fumare marijuana, per esempio, è molto probabile che poi si passi a droghe più pesanti come cocaina, eroina o LSD.

Peraltro, il corpo tenderà a costruire una resistenza in modo che sniffare cocaina non produrrà più la stessa soddisfazione o estasi (.), ma risulta dalle statistiche che la persona finirà in overdose nel tentativo di rispondere agli effetti della dipendenza da droga.

In definitiva, il concetto (falso e diabolico) che certi stupefacenti producano effetti terapeutici è un terribile inganno, perchè non ho incontrato mai un drogato/a felici!

Vite distrutte, corpi devastati e menti stravolte sono le conseguenze, a medio e lungo termine, di chi ha fatto della droga la sua ragione di vita. Eppoi, che centra la droga con i preti e i bigotti?

A scanso di equivoci, io non sono nè l'uno nè l'altro, essendo semplicemnte un cristiano che ha fatto l'esperienza di Gesù nella propria vita. E ti assicuro che della droga non ne sento nemmeno il pensiero......
 
 
#2 domenicoxx 2014-02-22 11:09
La rovina dell'italia sono i preti o i bigotti! I preti dovrebbero sposarsi e i bigotti farsi una canna!
Il senso di civiltà e libertà che si ha in olanda é lontano anni luce dal nostro paese. Si facessero un viaggio tutti quelli che hanno dei dubbi!
Chi si fa una canna non ha un vuoto interiore? chi, come i preti, non si unisce in matrimonio o altro, hanno un vuoto che cercano di colmare con la violenza morale e non solo.
La differenza sostanziale tra cannabis e farmaci e che la prima si può autoprodurre in tutto il mondo e non genera ricchezza per multinazionali del settore che sono a loro volta collegati con lo IOR.
Se avessi la possibilitá di piantare la marjuana, non darei i miei soldi alla criminalitá.
Se al posto dei tendoni uva, irrorati di fitofarmaci che ci stanno ammazzando, piantassimo qualche ettaro di marjuana, che non ha bisogno di nessun trattamento, Rutigliano avrebbe un'aria più respirabile.
 
 
#1 SALVATORE GIOVANNI 2014-02-21 11:54
Che le chiamino droghe "leggere" o "pesanti", non cambia nulla perchè la DROGA incide sulla psiche e sul fisico con effetti devastanti. Che abbiamo scoperto effetti "benefici" per determinati stupefacenti (marjuana) è un inganno, poichè chi si "buca" (eroina) o "sniffa" (cocaina) o "fuma" (spinello) non fa che del male a sè stesso: e l'aumento del consumo di droga nel mondo, oltre che essere un fiorente mercato per gli spacciatori e produttori (mafia etc.) non è altro che la conferma di come il cuore umano sia VUOTO perchè gli manca la presenza di Dio! Non voglio fare demagogia religiosa, ma son certo che granparte dei giovani che si drogano tenta di riempire un vuoto interiore con qualcosa di artificioso, perchè una persona che ha relazione con il Signore (non parlo dei monaci e/o dei parroci) e vive la vita secondo i canoni del vangelo, è realmente appagata, sa dove va e da dove viene, e conosce in anticipo qual'è il suo destino eterno! La new generation ha un disperato bisogno di Dio, ma lo scarta e/o lo ignora perchè pensa che Egli sia appeso ancora in una croce o si trovi in parrocchia: Gesù è vivente e vegeto (Ebrei 7,25) ed è a disposizione di chiunque lo cerca con cuore sincero! Molti cercano di sfogare l'amarezza e dimenticare le avversità convinti che la droga sia la soluzione, perciò il governo italiano è IRRESPONSABILE a liberalizzare lo spinello per contrastare il contrabbando mondiale: se nessuno si drogasse, il mercato crollerebe in un istante, così come se nessuno andasse a donne, le prostitute di via Adelfia-Casamassima se ne tornerebbero a casa per mancanza di clientela! La droga è la rovina della persona, ma Cristo è l'unica soluzione per tutti. Guardate che fine miserabile ha fatto quell'attore americano biondo (non ricordo il cognome) morto per overdose da poco, e guardate la fine di Emy Whiteouse e Witney Houston: morti in giovane età per la DROGA! Valeva la pena bucarsi? Il mio appello al lettore è che cerchi Dio, si riconosca bisognoso di Lui, si ravveda e vedrà sperimentare la NUOVA NASCITA (Giovanni 3,3) che gli darà pace, certezza e vera gioia che - ahimè - nessuna religione (nemmeno la cattolica) può dare.
 

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