Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Meglio spendere a Rutigliano

Valenzano presidente confcommercio

 

Sembra quasi che si stia giocando allo "scaricabarile", e ad andarci di mezzo purtroppo è l'economia già fortemente provata del nostro paese. C'è chi si appella alla mancanza di interventi e iniziative coinvolgenti, chi tira in ballo la poca attenzione dell'amministrazione corrente - ma non esclude anche l'assenza di quelle precedenti - , e così il bilancio della stagione dei saldi invernali risulta sempre più negativo.

Quest'anno, forse, più che mai, perché si sono venute a creare le condizioni per cui, se da una parte la sfiducia dei commercianti a mettersi in gioco li priva di quel coraggio necessario a fare della condivisione la regola per proseguire nella propria attività, dall'altra la Confcommercio non può certo farsi carico da sola di tutte le responsabilità. A contribuire allo stato di crisi non mancano le istituzioni, in qualche modo colpevoli di limitare le iniziative del nostro paese a quella parte centrale più in vista, che si concentra nella zona della piazza e del Monumento ai Caduti, lasciando in ombra il resto delle attività commerciali, escluse dalla folla dei turisti curiosi che raramente - e solo nelle occasioni importanti - si spinge oltre il limite invalicabile di Corso Mazzini.

A lamentarsi della situazione è il presidente della Confcommercio Nino Valenzano che, accolto l'invito a esporre il proprio punto di vista, non manca di evidenziare le gravi carenze del nostro paese dal punto di vista commerciale, soprattutto come polo di riferimento turistico da valorizzare. Pur essendo punto di contatto tra realtà fortemente caratterizzanti e nonostante la bellezza e la ricchezza del nostro territorio e dal punto di vista culturale e dal punto di vista economico - che a quanto pare tutti invidiano e ammettono, ma a cui la nostra cittadinanza è ancora insensibile - , il paese stenta a reggersi in piedi e soprattutto a concorrere con la grande distribuzione, che oggi sembra essere il nemico più acerrimo di tutte le attività commerciali, non solo di quelle rutiglianesi. Tutto ciò si collega al "carattere" di noi cittadini che, come commenta il presidente Valenzano, "siamo completamente sfiduciati e non crediamo più in certe cose.", neanche più in quelle che ci appartengono e in cui siamo cresciuti, a quanto sembra.

Eppure è necessario che l'impulso arrivi dagli stessi cittadini e dal loro tentativo di dare un contributo personale e diretto all'economia locale: "spendere a Rutigliano significa lasciare un'insegna accesa - commenta Valenzano -, e  quando c'è un'insegna accesa, è sicurezza per i nostri figli, per gli anziani, un punto di riferimento. Io invito i rutiglianesi a ritornare a spendere nel negozio di quartiere. Forse non si va a risparmiare, però c'è da considerare anche il costo della benzina, se ci si allontana per andare ad acquistare nella grande distribuzione." E i prezzi delle nostre attività? La mancanza di competitività è forse da addebitare al sistema, certamente sbagliato, che sembra non facilitare né il commerciante né lo stesso cliente nell'approcciarsi alle attività.

La soluzione potrebbe risiedere, solo per cominciare, nel riconoscere che si ha bisogno l'uno dell'altro e che ognuno deve svolgere il proprio ruolo, se si vuole ancora parlare di credibilità del nostro paese sul piano commerciale, e mettere a disposizione le proprie capacità per investire nella crescita futura, con il contributo preziosissimo delle istituzioni, alle quali è rivolto il grido d'aiuto di commercianti e cittadini. Bisogna farsi portavoci, dunque, di una promozione culturale e territoriale che potrebbe risollevare le sorti della nostra realtà cittadina, a partire da idee e iniziative promosse dagli stessi commercianti e supportate dalle associazioni di categoria, tutti uniti nell'adozione di un punto di vista condiviso, necessario per raggiungere l'obiettivo comune. Basta crederci, per iniziare. 

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