Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Braccianti agricoli al voto: i sindacati non contano più nulla

vignetta 3 la voce del paese

 

Dopo l’assemblea congressuale della Cgil-Flai, tenutasi martedì 18 febbraio nella Sala consiliare,  alcuni degli elettori non intervenuti si sono recati presso il seggio elettorale della Camera del Lavoro ad esprimere il proprio voto, e i pareri sembrano essere unanimi: la situazione si può definire sconfortante anche dal punto di vista dei sindacati, che rischiano di perdere anche quel ruolo di difesa dei diritti dei lavoratori, per lasciare spazio alla sua trasformazione in una confederazione di sola rappresentanza. “I sindacati non contano più nulla, non comandano più nulla”, si sente affermare dai votanti, convinti che ormai anche le associazioni sindacali nell’ambito dell’industria stiano perdendo la forza per salvaguardare i diritti lavorativi dei propri iscritti, nonché battersi per il rispetto dei contratti e delle condizioni di lavoro sempre più ingiuste.

Una situazione che coinvolge in primis il governo, reo di far prevalere il proprio potere decisionale a danno degli onesti cittadini, che così si vedono quasi “abbandonati” anche da quelle associazioni che dovrebbero stare sempre e comunque al loro fianco, offrendo non solo un punto di riferimento per lamentele e denunce, ma assicurare per lo meno che la loro voce venga ascoltata. C’è chi afferma addirittura che si stia ritornando alla dittatura, come chi afferma che non percepisce lo stipendio da ben sei mesi, con una famiglia a carico da mantenere e tutte le spese incombenti che il capo di un nucleo familiare deve necessariamente affrontare, comprese le tasse in continuo aumento.

E’ la disperazione di chi, dopo anni di lavoro, si vede posticipata anche l’età in cui andrà in pensione, o il lamento di chi non può ribellarsi al non pagamento dello stipendio perché non può né ricorrere all’auto-licenziamento né appellarsi al licenziamento per giusta causa, ma deve sopportare i soprusi perché “se ti conviene rimani ed è così, altrimenti te ne vai”, perché non c’è altra soluzione, se non quella di tacere e continuare a resistere. Una speranza la offre il sindacato, che deve cercare di accogliere le richieste dei lavoratori e non dimenticarsi mai che ne rappresenta la voce, nonostante gli elettori intervistati si lamentino del fatto che “il sindacato alla fin fine non va a guardare il singolo lavoratore, ma la situazione in generale, non può analizzare caso per caso. Puoi fare la denuncia, certo, ma poi perdi il posto di lavoro. Spetterebbe al governo, piuttosto, cautelarci e fare in modo che non si presentassero certe situazioni ingiuste.” Siamo in un vicolo cieco, dunque, e da qualche parte bisognerebbe anche iniziare ad alzare di più la voce, come certo non può fare il singolo cittadino che a settant’anni deve essere ancora costretto a salire sull’impalcatura e rischiare la propria vita. “Dobbiamo ringraziare se c’è la salute, almeno quella!”, dice ironicamente, per chi ancora ce l’ha e vuole che si rispetti nel pieno della dignità umana. 

Commenti  

 
#1 uno di noi 2014-03-04 05:13
Purtroppo comanda il mercato globalizzato !
 

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