Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Una giustizia solo dei ricchi

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Dal 18 al 20 febbraio è stata indetta tramite comunicato stampa dell'OUA (Organismo Unitario dell'Avvocatura italiana) l'astensione a livello nazionale dalle udienze per gli avvocati, al termine della quale è stato organizzato un presidio giovedì 20, davanti alle aule di Montecitorio a Roma. Tra i motivi della protesta si segnala soprattutto il deterioramento del sistema giudiziario nonché di un meccanismo che limita la categoria degli avvocati nell'espletamento delle proprie funzioni professionali a difesa del comune cittadino, che si vede sempre più ostacolato a causa dell'introduzione di ulteriori e aggravanti impedimenti nell''accesso alla giustizia. "Costi sempre più insostenibili e una giustizia riservata ormai solo ai ricchi", commenta l'avvocato Lello Sansonetti, intervenuto presso l'ufficio del Giudice di Pace di Rutigliano, dove gli avvocati si sono riuniti, nonché riforme che stanno andando contro lo stesso ordine e che si ripercuotono automaticamente e ingiustamente sul cittadino. Nell'elenco delle motivazioni anche la chiusura delle sezioni dei tribunali in vista dell'accorpamento che, come ricorda l'avv. Sansonetti, "anziché portare dei miglioramenti, ha provocato ulteriori disagi per gli utenti e anche per gli stessi avvocati, rallentando ancora di più il sistema giudiziario." Nella lista delle riforme proposte dal governo, a cui l'ordine dovrebbe adeguarsi, rientrano anche la responsabilità solidale del legale con il proprio cliente - "che è una cosa inaudita", puntualizza Sansonetti - e l'adeguamento all'utilizzo del processo telematico che entrerà in vigore da giugno 2014, per cui tutti gli uffici non sono ancora attrezzati. Le difficoltà del nuovo sistema tecnologico ricadono così non solo sugli avvocati, ancora non sufficientemente preparati sulla novità che sarà apportata, ma ancora una volta sui semplici cittadini, che devono far valere un diritto costituzionalmente garantito sopportando costi esorbitanti. É, dunque, una protesta per il cittadino e dalla parte del cittadino, affinché non continui a subire passivamente le conseguenze di scelte negative e avulse da qualsiasi tentativo di effettivo miglioramento della situazione giudiziaria, nella speranza che vengano non solo eliminati gli obbrobri che il governo continua a perpetrare ma che, nel caso degli accorpamenti, si sopperisca all'eliminazione delle sezioni sostituendole con strutture adeguate. Come ricorda Sansonetti, "il caso di Bari è emblematico, non essendoci una struttura idonea a contenere e a garantire i servizi giudiziari necessari e non assicurando così il diritto alla difesa che la costituzione prevede per tutti." Alla protesta aderiscono ampiamente anche gli avvocati del nostro paese, subendo tuttavia - come ricorda Sansonetti - anche una sorta di "autodanneggiamento", se si considerano i ritardi della tempistica sui verbali giudiziari e i rinvii che li riguardano, che così causano ulteriori perdite di tempo. Ma, come deve essere garantito il diritto alla propria difesa, così è necessario che sia rispettato e fatto valere il diritto a far sentire la propria voce, anche tramite il mezzo della protesta.

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