Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Confartigianato: nuovi fondi, nuove speranze

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“La nuova Confatigianato, più dinamica, più giovane, più vicina alle imprese”, è questo lo slogan del manifesto che presenta alla cittadinanza rutiglianese il nuovo consiglio direttivo, composto dal presidente Luigi Orlando, dal vice presidente Carmen Iaffaldano, dal segretario Gianfranco Giordano, dal tesoriere Agostino Meduso e dai consiglieri Gianni Calisi, Francesco Vavalle e Nicola Colaprico. “Più dinamica perché appena insediati abbiamo subito affrontato problematiche imminenti, come la questione Tares, più giovane perché l’età media si è notevolmente abbassata, più vicina alle imprese perché abbiamo pensato di istituire uno sportello-impresa per poter dialogare meglio con la pubblica amministrazione ed agire da interfaccia: molto spesso l’artigiano o non ha tempo o non sa dove rivolgersi, perché magari le burocrazie sono troppo complesse, così viene qui e, dialogando in maniera serena, si arriva al comune in modo molto più preciso e chiaro”, ci spiegano il presidente Orlano e il segretario Giordano. L’obiettivo è quello di dare una nuova forma alla Confartigianato, nel rispetto della categoria degli artigiani, all’insegna della riscoperta di vecchi valori, che si sono persi strada facendo, per riportare alla luce l’arte di questi mestieri, associarli alle tecnologie, puntando al connubio tra tradizione e innovazione. Cosa prevede il programma di attuazione presentato dal nuovo direttivo per i prossimi quattro anni, durata del mandato? Il primo punto, il più importante, è l’assistenza alle imprese per facilitare l’accesso al credito. Uno dei problemi principali, non solo dell’artigiano, ma di qualsiasi altra attività, da quella agricola a quella commerciale o industriale, è proprio l’accesso al credito. Le banche hanno chiuso i rubinetti e hanno messo con le spalle al muro l’imprenditoria di qualsiasi natura essa sia, mentre i fondi locali, se ci sono, non bastano più. Il nuovo direttivo decide allora di puntare soprattutto sui fondi europei, importanti per la riqualificazione ambientale e urbanistica, per la ristrutturazione di beni comunali e non, perché solo grazie a questi interventi, cioè fondi extra e non più fondi comunali, molti dei quali sono bloccati per il patto di stabilità, sarà possibile intervenire su assi strutturali della comunità e portare giovamento anche alle imprese. L’idea è, dunque, quella di lavorare a stretto contatto con la pubblica amministrazione e monitorare tutti i giorni i bandi europei, capire quali possano servire e interessare la comunità rutiglianese.

La Confartigianato si sta impegnando anche nell’apprendere il più velocemente possibile a scrivere un progetto europeo, tant’è che nei giorni scorsi il Vicepresidente si è recata a Roma per prendere parte a un corso di “progettazione europea”, proprio perché la richiesta di fondi deve essere fatta presentando un progetto che va redatto secondo determinate regole comunitarie e in doppia lingua. Sempre nell’ambito dell’assistenza al credito, il nuovo direttivo ha creato una mailing list per informare gli artigiani anche su fondi pubblici stanziati, ad esempio, dalla Regione. Proprio in questi giorni sarebbero usciti i bandi per due finanziamenti, uno chiamato NIDI, l’altro “Progettiamo il nostro futuro”, con cui le piccole imprese, le start-up nascenti o le imprese che vogliano trasferire l’attività ai figli, possono utilizzare questi soldi per ristrutturare l’azienda. Il punto successivo del programma è dunque la creazione di uno sportello alle imprese che possa, come già detto, supportare e integrare la ricerca di fondi da parte della pubblica amministrazione, ma che sia anche un’ interfaccia tra aziende e istituzioni, per poter dialogare sulle problematiche contingenti. Un’altra questione a cui è stato dato rilievo è la formazione degli artigiani, per poter interagire meglio con il mercato, con la concorrenza e poter fronteggiare meglio la crisi. Per questo sono previsti corsi di informatica, di management aziendale, di internazionalizzazione e corsi di inglese. Si punta anche alla riscoperta degli antichi mestieri, creando corsi tenuti dagli stessi artigiani, rivolti principalmente a quei giovani che terminano la scuola dell’obbligo e vogliono entrare subito a far parte del mondo del lavoro, garantendo loro una preparazione professionale adeguata. Chiediamo infine quale sia la situazione degli artigiani a Rutigliano e la risposta non è delle più incoraggianti: “Si vive in maniera drammatica, la gente è arrabbiata. Il lavoro non c’è e, lì dove sembra esserci, l’azienda non riesce a sostenerne i costi per le troppe tasse, gli oneri, il prezzo della manodopera altissimo. Una situazione difficile, come d’altronde è per tutti i settori”. Il nostro colloquio con la Confartigianato si conclude con una citazione di San Francesco d’Assisi, che il presidente Orlando ci tiene a fare: “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista”.

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