Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Il Gruppo Vincenziano compie 70 anni

Una storia di servizio e carità lunga 70 anni, quella che caratterizza l'operato del Gruppo di Volontariato Vincenziano di Rutigliano presieduto da Isa Linsalata Renna, che sabato 15 marzo alle ore 18:30 in Sala Monsignor Didonna ha condiviso con la comunità e con molte delle rappresentanti dei gruppi vincenziani provinciali e regionali la celebrazione della sua attività, alla presenza di padre Valerio Di Trapani, missionario vincenziano che ha tenuto una relazione sul tema “Perseverare nel servizio genera una storia di carità… 70 anni!”, e di molti membri della comunità ecclesiastica locale. É il ricordo di una missione a cui le volontarie sono state silenziosamente chiamate, è il ricordo della perseveranza che costituisce l'intenzione con cui il gruppo fu istituito a Rutigliano, nel lontano 1944, seguendo lo spirito caritatevole di Isa Dalena Chiaia e delle "Dame di Carità" che inizialmente formavano il gruppo. É una storia ma anche una riconferma della risposta alla chiamata di Dio, a partecipare attivamente per svolgere un servizio per la comunità, per rinnovare con maggiore consapevolezza un impegno preso 70 anni fa, che si rinnova ogni giorno grazie all'intervento attivo delle volontarie, che si sforza con ogni mezzo di prestare attenzione ai bisogni materiali e spirituali di coloro che vivono in condizioni disagiate. Il gruppo vincenziano, seguendo l'esempio e la guida spirituale di San Vincenzo de Paoli che ne fondò l'associazione nel 1617, si occupa di individuare tutte quelle situazioni più o meno critiche presenti sul territorio locale e prestare innanzitutto il proprio ascolto, il proprio tempo, la propria disponibilità a comunicare con chi lo richiede, a garantire che la dignità delle persone venga sempre rispettata nella possibilità di fornire loro un interlocutore, a operare in silenzio per diffondere il messaggio di carità nell'ottica di servire i poveri alla maniera di San Vincenzo. Un'azione che parte dall'intenzione di venire incontro a tutte le forme di miseria, anche quelle più moderne, per scoprire che l'uomo in fondo non è cambiato, che l'essere umano, quello soccorso dal buon samaritano nel Vangelo, è un uomo che esiste ed è presente ancora oggi nella società moderna, e che ancora patisce schiacciato e oppresso dall'indifferenza, quel male moderno che affligge tutti noi. Rendere un servizio come quello delle volontarie vincenziane vuol dire prima di tutto osservare con gli occhi e con il cuore chi ha più bisogno, riconoscerlo tra la gente, porgerli una mano concreta e fargli sentire di non essere solo, come un buon cristiano deve fare, prima ancora di essere un volontario vincenziano, per assumere lo stile dell'incarnazione e piegarsi davanti alla grandezza e al volere di Dio. Attualmente il gruppo vincenziano di Rutigliano è formato da circa venti volontarie, supportate dall'aiuto di simpatizzanti e altre compagne, che si occupano di far fronte con i mezzi a loro disposizione di tutte quelle richieste provenienti dalle famiglie più disagiate, ma anche di fornire soltanto uno scambio di pensieri e di fiducia attraverso un occhio più attento alle povertà moderne e alla complessità che caratterizza il quadro delle fragilità umane di oggi, perseguendo la perseveranza nell'accogliere l'altro in tutte le sue contraddizioni, in tutti i suoi limiti, riconoscendo nella mano che si tende al prossimo la presenza costante di Dio e della sua esistenza. Le volontarie vincenziane, inoltre, operano in collaborazione con le altre associazioni caritatevoli presenti sul territorio e in stretto contatto con la società civile e con la Chiesa, promuovendo interventi di recupero concreti e lavorando sul metodo dell'incontro personale con l'altro nel suo ambiente di vita, rispettandone la dignità e la discrezione e mettendosi a disposizione dell'altro con amore e spirito di servizio.

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