Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Spazi esigui alla Parrocchia di San Domenico. Le segnalazioni del Clero rutiglianese

Mai come in questo periodo si sta sentendo l'esigenza di sottolineare alcune problematiche della nostra comunità, su cui le amministrazioni sono invitate a porre maggiore attenzione. Questo è, in linea di principio, il messaggio evidenziato dal manifesto affisso per le strade di Rutigliano, di cui il nostro giornale si è occupato la scorsa settimana. Nelle segnalazioni del Consiglio Pastorale Zonale, autore e firmatario del manifesto, si leggono sia spunti di riflessione sia problematiche su cui si invita a dialogare. Una di queste è la questione che riguarda "l'applicazione degli articoli 6 e 8 della legge 27 Maggio 1929 n.848", che detta "Disposizioni sugli enti ecclesiastici e sulle amministrazioni civili dei patrimoni destinati a fini di culto." La struttura che potrebbe essere soggetta ad una qualche revisione dal punto di vista giuridico e di utilizzazione è Palazzo San Domenico, cioè l'ex convento dei frati domenicani, che ad oggi è di proprietà esclusiva del Comune di Rutigliano. Tuttavia, è necessario dare uno sguardo al passato per ricostruire le vicende relative alla questione. Quella che oggi è la chiesa di San Domenico, retta da don Pasquale e riconosciuta dallo Stato nel 1929 era semplice rettoria, cui fu attribuita la congrua pars (la parte necessaria a svolgere le funzioni di rettoria). L'8 settembre 1965 il vescovo Mons. Antonio D'Erchia la elevò al rango di parrocchia, nominando don Franco renna quale primo parroco. Nel corso degli anni, si è avvertita la necessità di avere dei locali adeguati per svolgere le attività socio - educative proprie di ogni parrocchia. La questione, alla quale in passato non si era prestata la dovuta attenzione, oggi diventa quanto mai attuale, e perciò si invita la futura amministrazione comunale ad iniziare un dialogo circa il problema evidenziato e prevedere di dare alla parrocchia la possibilità di adempiere a tutte quelle funzioni e quei servizi che al momento sono resi difficoltosi a causa degli angusti spazi disponibili. Non si tratta di una richiesta di recessione della proprietà dell'ex convento di San Domenico bensì, come don Pasquale sottolinea, una sollecitazione a dialogare ed essere eventualmente disponibili a riconsiderare. I bisogni e delle necessità della parrocchia crescono di giorno in giorno, costringendo la comunità parrocchiale ad adattarsi all'esiguità degli spazi a disposizione, che auspichiamo potrebbero diventare più ampi se l'amministrazione "prestasse" i locali sufficienti alle esigenze attuali della parrocchia di San Domenico, che nel 2015 compie 50 anni.  

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