Giovedì 15 Novembre 2018
   
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La grande tradizione degli Scout

Sono passati più di 50 anni da quando il parroco della Chiesa Addolorata Don Vito Suglia ha deciso di fondare l'associazione degli Scout a Rutigliano, uno dei gruppi più longevi del nostro paese e di tutta la Provincia. Probabilmente Don Vito non immaginava assolutamente che avrebbe creato un gruppo così importante a livello territoriale, lo fece per puro spirito di servizio. Quest'ultima è una parola chiave (se non la più importante) poiché è tra i valori sul quale si poggia tutto lo scoutismo. Certo, ad oggi sono cambiate molte cose a partire dall'unione degli scout maschili e femminili che inizialmente appartenevano a due gruppi differenti; tuttavia gli obiettivi sono sempre gli stessi cioè il rispetto dell'ambiente, l'aiuto del prossimo e la divulgazione della Parola di Dio, regole ed obiettivi che lo scout promette di perseguire a vita attraverso la Promessa che recita: "Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio: per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e per osservare la Legge scout." Rutigliano vanta ad oggi di un grande numero di Scout dovuto alle  interessantissime esperienze di vita che tutti i giorni si fanno e grazie soprattutto alla presenza di due gruppi: Rutigliano 1 e Rutigliano 2. Il secondo deriva da una scissione che circa 25 anni fa si ebbe all'interno del gruppo Madre che è appunto Rutigliano 1. Entrambi, tuttavia sono onnipresenti nelle problematiche del Paese e non solo, cercando di trovare soluzioni entro i limiti possibili. L'attività scout accompagna l'uomo sin dalla tenera età: si parte infatti dai lupetti(maschi) e le coccinelle(femmine) ai quali vengono insegnati da subito le regole della condivisone e dello stare bene insieme per poi passare alla branca EG (guide ed esploratori) dalla durata di cinque anni in cui i ragazzi sperimentano l'importante esperienza del campo, vivendo nella natura e impegnandosi nel raggiungimento dell'impresa di squadriglia. Dopo la branca EG, si passa alla branca RS (Rover e Scolte) in cui lo scout si impegna realmente nel servizio, ponendo il loro impegno nell'aiuto dei disabili, nel conoscere realtà controverse come i centri dei tossicodipendenti, degli immigrati e di tutti coloro che vengono emarginati della società. La branca RS è un punto cruciale per il cammino di ogni scout, poiché si è sempre più vicini alla scelta finale chiamata Partenza in cui lo Scout si esamina, si rende conto di tutto ciò che ha acquisito durante il suo cammino e si rende conto se può essere testimone dei valori scout. Qualora questo accada, si diventa capo scout, in caso contrario non bisogna mai dimenticare ciò che si ha imparato in questo lungo cammino. Portando alla luce esempi concreti dell'importante attività che gli scout rutiglianesi hanno compiuto, si può parlare della missione in Burkina Faso che il Clan Azetium di Rutigliano 1 ha effettuato  nell'estate di tre anni fa; non bisogna dimenticare dell'aiuto a tutte le famiglie bisognose che ogni Natale vede impegnato il gruppo, consegnando materiale scolastico o cibo. Si potrebbe discorrere a lungo per l'immensa attività che concretamente viene fatta. Tutto il merito va al fondatore in assoluto Baden Powell e Don Vito Suglia che hanno avuto una sensibilità grandissima per il bene del proprio territorio.

 

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