Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

Pillole di comportamento stradale: consigli per una guida sicura a due ruote!

f_ciclista_01

Due settimane fa abbiamo inaugurato la nuova rubrica sul comportamento stradale, una raccolta di curiosità, consigli e indicazioni per cercare di rispettare le norme a cui, si sa, il cittadino è spesso poco attento. Basterebbe davvero poco per evitare incidenti di varia natura o anche soltanto piccoli sinistri, danni per una mancata precedenza... Tutto dipende dall'uso che l'utente fa della strada così come del codice stradale. Nella prima puntata della nostra rubrica avevamo delineato in maniera generica il comportamento che l'utente debole per eccellenza, il pedone, dovrebbe adottare quando fa uso della carreggiata, nello specifico quando si trova nella situazione di attraversamento pedonale. Riflettendoci un po', tuttavia, ci sono altri utenti deboli, che spesso vengono anche trascurati nel loro diritto a circolare sulla strada. Si tratta dei ciclisti o, come recita il prontuario delle violazioni alla circolazione stradale, dei velocipedi, nella cui categoria rientrano non solo le biciclette ma anche i risciò, le biciclette a quattro ruote in uso specialmente nelle località turistiche, i carri leggeri a tre ruote montati sul retrotreno di una bicicletta e i monopattini. L'articolo del prontuario che regola e disciplina il comportamento dei velocipedi e le sanzioni in cui potrebbero incorrere è il n. 182, secondo il quale la circolazione dei ciclisti deve avvenire su unica fila, e ciò in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano, e comunque mai affiancati in numero superiore a due. Nel caso in cui i ciclisti procedano fuori dal centro abitato, questi devono procedere sempre su un'unica fila. Da una prima valutazione si capisce, dunque, che i ciclisti, o più in generale i velocipedi, sono soggetti al rispetto e all'osservanza di tutte le norme del Codice della Strada, ma che queste sono puntualmente infrante, e non è difficile appurarlo. Le sanzioni sono previste anche per quei ciclisti che non hanno libero l'uso delle braccia e delle mani e che reggono il manubrio con una mano sola, impegnando l'altra per reggere l'ombrello o pacchi o altro materiale, così come è vietato guidare senza mani in tutti i luoghi in cui si applica il Codice della Strada. I ciclisti, inoltre, devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie. Ciò vuol dire che la loro circolazione deve basarsi su un'interazione reciproca con i conducenti dei veicoli, che non sia d'intralcio né all'uno né all'altro. A proposito di questo, quando il velocipede è d'intralcio o costituisce un pericolo per i pedoni, deve essere condotto a mano, considerando sempre le condizioni della circolazione. Anche l'attraversamento di carreggiate a traffico particolarmente intenso o, in generale, dove le circostanze lo richiedano, deve essere effettuato tenendo il veicolo a mano. In questo caso, i ciclisti sono assimilati alla categoria dei pedoni e devono usare la comune diligenza e prudenza. Questo vale anche di notte, e nel caso in cui le condizioni atmosferiche richiedano l'illuminazione, anche di giorno, per cui è necessario che i velocipedi siano dotati di dispositivi di segnalazione visiva e condotti a mano. Anche senza espressa previsione del Codice, si ritiene così che sia assimilabile a pedone il ciclista che attraversa la carreggiata sulle strisce pedonali conducendo il veicolo a mano, cosa che non fa alcuna differenza se invece attraversa la carreggiata in sella al velocipede. Si capisce, dunque, quanto il ciclista e il pedone siano allo stesso livello se si tratta di impegnare la carreggiata a piedi, rappresentando entrambi l'elemento debole della strada. Ma così come per i pedoni esiste il marciapiedi, per i ciclisti esiste una parte della strada riservata a loro? Certo che sì, ed è rappresentata dalle piste ciclabili, non sempre presenti nel centri urbani e non sempre utilizzabili, di cui però i velocipedi devono fare obbligatoriamente uso qualora esistano. La categoria del velocipedi è individuata nel prontuario delle violazioni stradali anche dalle caratteristiche costruttive e funzionali e dai dispositivi di equipaggiamento, regolati dall'art.68 del prontuario stesso, secondo cui i velocipedi devono circolare muniti di dispositivi per la frenatura, per le segnalazioni acustiche (un campanello), e per le segnalazioni visive, sia anteriormente che posteriormente. In particolare, devono essere dotati di un fanale anteriore a luce bianca o gialla posto ad almeno 30 cm dal suolo, un fanale posteriore a luce rossa non più alto di un metro e catadiottri rossi posti ad un massimo di 90 cm dal suolo; inoltre, sui pedali, così come sui lati, devono essere applicati catadiottri gialli. La non conformità di uno qualsiasi di questi dispositivi è oggetto, chiaramente, di sanzione. Anche il giubbotto retroriflettente ad alta visibilità costituisce un elemento fondamentale per i velocipedi, in particolare nella circolazione all'interno di gallerie e zone esterne al centro abitato in ore notturne, ovvero quelle comprese tra mezz'ora dopo il tramonto del sole e mezz'ora prima del suo sorgere. Ecco tutto - o quasi - quello che ciascuno di noi deve sapere quando decide di circolare in bicicletta, perché i ciclisti non sono solo quelli di professione, ma anche quelli che lo fanno per hobby. E allora la prossima domenica, prima di mettervi alla guida della vostra bici, controllate i catadiottri!

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI