Lunedì 19 Novembre 2018
   
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1 Maggio, nel ricordo di chi è morto lavorando. La parola a Filippo Masotti, responsabile della CGIL rutiglianese

sindacato cgil rutigliano

Ogni giorno, giornali e telegiornali ci ricordano che il mercato del lavoro è costipato, datori di lavoro non accettano curriculum, il tasso di disoccupazione giovanile in Italia ha toccato i massimi storici, i titoli di studio diventano inutili, viene richiesta esperienza lavorativa che paradossalmente non viene mai concessa a nessuno. L’inoccupazione regna sovrana e l’unica realtà accettabile, nelle migliori delle ipotesi, sembra il part-time. Eppure ci sono stati degli anni in cui ci si poteva ribellare, si aveva l’impressione di poter cambiare davvero le cose e credere che tutto possa essere realizzabile. Niente raccomandazioni, niente false promesse o vane speranze, niente sfruttamento dei lavoratori. Ogni operaio poteva esprimere la propria opinione riguardo il salario troppo basso o le disumane ore lavorative a cui erano sottoposti. In ricordo di quegli anni, e per ricordare ogni anno l’impegno dei sindacati e le vittorie dei movimenti operai, venne dichiarata ‘Festa dei lavoratori’ il Primo maggio. Questa data è diventata un simbolo in 18 nazioni in tutto il globo ma lo è tutt’ora?

A rispondere a questa domanda si offre Filippo Masotti, coordinatore della camera del lavoro di Rutigliano. Il sindacato CGIL rutiglianese si batte per i diritti dei lavoratori sin dal lontano 1982.

 Secondo lei, oggi c’è la stessa grinta nella lotta dei lavoratori per salvaguardare i propri diritti?

Non c’è più la stessa carica. La situazione si è affievolita con gli anni. Individualmente c’è sempre questa voglia di recuperare dal punto di vista contrattuale ma viene affrontata in una maniera scorretta. Il lavoratore oggi delega i propri diritti al sindacato, si aspetta che sia il sindacato a portare avanti tutte le battaglie al loro posto, in realtà i lavoratori devono essere protagonisti insieme al sindacato, creando un binomio in grado di tutelare i propri diritti. Il sindacato è forte solo quando i lavoratori sono forti.

 Quali parole rivolgerebbe al lavoratore medio in vista della Festa del lavoro?

Direi di non tirare i remi in barca. Il lavoratore di oggi ha timore, vista la crisi economica, di perdere il proprio posto di lavoro, rinunciando anche alla manifestazione dei propri diritti. Vorrei invitare alla partecipazione alle attività organizzate dal sindacato aiutandoci in questo tipo di lotta.

 Cosa organizza la Camera del lavoro di Rutigliano in occasione del Primo maggio?

Quest’anno tutte le sedi sindacali del territorio si sono impegnate in un corteo a Molfetta, per unirsi al dolore causato dall’ultimo incidente sul lavoro dell’8 aprile, nel quale hanno perso la vita un padre ed un figlio, entrambi operai di un’azienda.

In collaborazione con CISL e UILL, la CGIL di Rutigliano parteciperà organizzando un pullman.

Chiunque fosse interessato, può partecipare.

 

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