Domenica 18 Novembre 2018
   
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1 maggio: facciamo festa o ci fanno la festa? Bilancio della Cisl Bari nella Conferenza Stampa

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La “festa dei lavoratori” torna ogni anno a ricordarci quanto triste e tragica sia la situazione occupazionale in Italia. Se da un lato proliferano come funghi le tasse per le imprese, per cui assumere costa sempre di più, dall’altro bisogna constatare la conseguente crescita della disoccupazione, un fenomeno a cui nemmeno la provincia di Bari riesce a sottrarsi. È la CISL Bari, in una conferenza stampa del 29 aprile, a rendere noti i disastrosi numeri riferiti alla nostra Provincia: il tasso di disoccupazione nell’intero territorio barese sfiora il 14%, una percentuale talmente alta da essere addirittura al di sopra della media nazionale, che si attesta al 12,7%. A marzo di quest’anno le forme di integrazione salariale hanno coinvolto quasi 30 mila lavoratori, sfondando il tetto di 5 milioni di ore autorizzate. Incrementi definiti da brivido se si pensa che da febbraio a marzo 2014 la cassa integrazione risulta quasi triplicata, mentre rispetto allo stesso periodo del 2013, l’aumento dei disoccupati sarebbe del 63,9%. Vengono forniti altri importanti dati: “esponenziale” è definita la crescita dei cassintegrati sul 2008, anno di inizio della crisi, che si attesterebbe intorno al 688,6%. Più dettagliatamente, la cassa ordinaria di marzo 2014 ha subito un aumento di 48,4 punti percentuali rispetto a febbraio 2014, mentre segna una contrazione su base annua del 21,1%. Preoccupa, poi, la tendenza negativa della cassa straordinaria: +70,9% sul mese precedente e +62,4% sullo stesso periodo dello scorso anno. “Sulla crisi – afferma il segretario generale Cisl Bari Vincenzo Di Pace – sulla disoccupazione in aumento vertiginoso, sulla cassa integrazione e sulla povertà crescente delle famiglie abbiamo più volte parlato, invitando le istituzioni e il governo a fare di più. Bisogna lavorare insieme, occorre concertazione, progetti condivisi tra più soggetti, bisogna smetterla di operare singolarmente, le amministrazioni locali da una parte, il sindacato dall’altra e poi le associazioni datoriali. In questa particolare fase, le famiglie, i giovani e i pensionati sono messi a dura prova, ci troviamo in un momento in cui le emergenze sociali, la mancanza di lavoro e i “poveri” anziani si confermano veri e propri ammortizzatori sociali. Bisogna far presto”. Durante l’incontro  è stata presentata anche la manifestazione che si terrà il 1 maggio a Molfetta, organizzata congiuntamente da CGIL, CISL e UIL e avente come tema la sicurezza sul lavoro. A Molfetta, scelta in quanto luogo in cui è avvenuta l’ennesima morte bianca, saranno presenti i segretari generali dei tre sindacati, Pino Gesmundo, Giovanni Ricciato, Aldo Pugliese e i sindaci di Molfetta e Bitonto, rispettivamente Paola Natalicchio e Michele Abbaticchio. Si vuole manifestare la rabbia e l’indignazione per l’altissimo numero di uomini e donne che perdono la vita sul lavoro, affinché la crisi non possa essere l’alibi per tagliare sulla sicurezza. “È scomparso il diritto al lavoro – si sottolinea – insieme a quello alla vita e alla salute nei posti di lavoro. Abbiamo il dovere di tenere alta l’attenzione sul sistema dei controlli perché è inammissibile andare a lavorare e non avere la certezza di tornare a casa. È inammissibile che gli incidenti mortali sul lavoro vengano percepiti come un rischio inevitabile del lavoro. E in questa direzione va il nostro intervento immediato di richiesta al Prefetto per farsi promotore di un tavolo per costruire condizioni condivise di monitoraggio e intervento sul sistema dei controlli sulla sicurezza”.

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