Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

Quando i direttori se le "suonano": le rivelazioni di due eminenze della musica rutiglianese

banda

Questa settimana un nostro inviato ha voluto approfondire una voce in giro per il paese secondo la quale, da molto tempo, persiste un’aspra faida tra due eminenze della musica rutiglianese.

Dopo aver attentamente ascoltato entrambe le parti, si può delineare chiaramente l’apologia del conflitto. Questo screzio ha origine sin dai primi tempi, durante la formazione dei due giovani musicisti presso l’associazione musicale a sfondo bandistico ‘Anbima’. Al termine di questo percorso formativo, ad uno dei protagonisti della diatriba fu proposto di proseguire la propria carriera all’interno dell’associazione, questa volta in funzione di insegnante, la risposta fu positiva finchè la neoinsegnante decise di intraprendere un percorso alternativo seguendo quella che sarebbe stata la propria personalissima e gratificante carriera musicale portando dietro se, però, un anatema: le sarà vietato il ritorno professionale a Rutigliano. La minaccia non ha intimorito l’intraprendente musicista ed il fato le ha dato ragione. Ha infatti collezionato in giro per l’Italia esperienze cruciali per la propria carriera, esperienze inestimabili oltre a riconoscimenti onorifici importanti.

La controparte, nel frattempo, radicato nel sicuro ambito bandistico rutiglianese, continua imperterrito il viaggio seguendo la propria strada, ormai irrimediabilmente divisa da una cara compagna di suonate. A lui verrà assegnata, nonostante la mancanza del titolo adatto a tale ruolo, la direzione della ‘banda di Rutigliano’ finché la storica istituzione del paese non fu soppressa ed affidata ad un organo bandistico proveniente da Noci, creando un corpo bandistico che porta sì il nome del nostro paese, tuttavia senza alcuna (o minima) presenza di rutiglianesi.   

La prima, dopo aver raccolto un bagaglio di esperienze notevole, torna a parlare di musica a Rutigliano, a discapito dell’augurio contrario e lo fa partendo dai ragazzi fondando una, oggi nota, associazione musicale.

La guerra della musica inizia sbagliando i toni. Sin dal principio, questa diatriba ha preso la forma di un pentagramma costellato da accordi sbagliati, note dissonanti, sadici arrangiamenti e chiavi che non aprono più a grandi melodie, bensì chiudono opportunità.

Tra gli episodi ricordati tra le due parti ci sono malelingue che hanno interdetto opportunità lavorative di notevole prestigio per entrambi i direttori e di conseguenza per il nome della cittadinanza, una guerra all’ultimo assolo, a colpi di bacchetta, battaglie combattute in cassa armonica dove vige la regola del più virtuoso ed è la più teatrale delle esibizioni a vincere, almeno fino a quando non è finito il fiato dell’ ultimo legno o non si è spezzata la corda dell’ultimo violino.

La competizione può essere spesso il tempo che muove la mano di un direttore, può essere il rullo del timpano che da solennità ad un lavoro ma può essere l’agitazione che paralizza i musicisti davanti al proprio pubblico o lo spiffero che ha rotto la voce della soprano solista durante la propria aria.

Oggi entrambi questi maestri continuano a dare lustro al buon nome della musica rutiglianese. Sanno ancora far emozionare il proprio pubblico muovendo quella bacchetta che da tempo immemore è diventato prolungamento naturale della loro mano, non hanno nascosto le armi e forse non avranno mai intenzione di farlo.

Entrambi questi maestri si dedicano all’insegnamento in scuole pubbliche e in associazioni musicali da loro fondate. Cercano di tramandare una cultura musicale che va aldilà della semplice ‘Canzone del sole’ in spiaggia (con tutto il rispetto per Battisti). Entrambi i maestri tramandano una cultura bandistica che un tempo non molto remoto è stata un lustro per la cittadinanza tutta, orgogliosi di veder sfilare in parate sacre o profane, i propri vicini di casa o il figlio del cugino del suocero o semplicemente colui che una volta si è incontrati per strada.

Qualsiasi suono possa avere un litigio, non sarà mai gradevole quanto la prima nota di stupore eseguita da un bambino.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI