Domenica 18 Novembre 2018
   
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Passa che ti passa all'Annunziata: anche quest'anno si rinnova la tradizione

annunziata

Tra le più antiche tradizioni del Paese rutiglianese è impossibile non citare la cerimonia del "passa passa" o “passata”. Essa trae origine da un'antica superstizione secondo cui esiste una Madonna curatrice delle ernie alla quale uomini e donne si rivolgono per la loro guarigione. Nel giorno dedicata a tale Madonna che è quello appunto dell'Annunciazione (il 25 Marzo), la tradizione vuole che si prenda un ramo di lentisco, l'arbusto tipico della Macchia Mediterranea, tagliato longitudinalmente e che si passi (da qui "passa passa") al destinatario che vuole guarire dall'ernia. Questo ramo viene, di seguito stretto con delle legature e a distanza di un anno se esso si rimargina vuol dire che la guarigione è imminente.

La cerimonia inizialmente avveniva due volte l'anno, la prima il 25 Marzo e la seconda il giorno dell'Angelo ovvero il Lunedí di Pasqua. Dal secondo dopo guerra, si preferì celebrare il “passa passa” il Lunedì dopo Pasqua e da allora sino ad oggi è rimasto il giorno più importante. Il “candidato” (un ragazzino o un bambino) viene affiancato da due persone più grandi (compare), di ogni genere e sesso  che si dispongono ai lati del lentisco passandosi il ragazzino e pronunciando la formula “A' nome de la Santa Nunziata passa/ cumpà ca si 'sanato!” . Una volta piantato il lentisco nella terra, si spera che l'anno successivo germogli poiché è segno di grazia ricevuta.

Oggi il “passa passa” ha assunto la forma di una “scampagnata” o di uscita all'aperto, per approfittare delle  giornate calde di inizio primavera; tuttavia gli elementi che accomunano presente e passato sono la celebrazione della Messa, la benedizione da parte del sacerdote dei “compari” che in tale occasioni si promettono amicizia perenne strigendosi a vicenda il braccio sinistro con un nastro colorato.

Sebbene la cerimonia sia fatta in nome della Madonna Annunziata, il “passa passa” è una festa pagana poiché a partire dalla metà dell'800 tale pratica venne disprezzata dalle alte cariche ecclesiastiche perché non era e tuttora conforme alla dottrina  cattolica.

Ma sostanzialmente il Lunedi di Pasqua è un modo di conciliarsi con la bellezza della Natura che ci circonda, lasciandoci trasportare dal vento e la canto degli uccellini ed ammirando le bellezze storiche che il nostro territorio di offre sebbene la Chiesa dell'Annunziata sia stata più volte depredata dei beni culturali che all'interno conteneva

Si ringrazia Peppino Sorino per le preziose informazioni che ci ha affidato e Gianni Capotorto che ci ha lasciato altrettante importanti affermazioni in un suo articolo del 1994 sul giornale “Archeo Rutigliano”.

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