Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Scava, scava... e risorge Rutigliano di una volta: ritrovate alcune chianche antiche

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Rutigliano. Territorio che nasconde imprevedibili sorprese, carico di beni storici ed archeologici dal valore inestimabile. A rendersene conto, questa volta, sono stai gli addetti ai lavori per la ristrutturazione del corso di Rutigliano. La mattina del 7 maggio, gli operai impegnati nello smantellamento dello strato d’asfalto nel tratto di strada a ridosso di Porta Nuova, hanno riesumato l’antico manto stradale rutiglianese, sentendosi probabilmente protagonisti di un film di Indiana Jones, vista la vicinanza al vecchio cinema. Sottovalutando il valore storico di quelle pietre, i manovali hanno in un primo momento asportato le ‘chianche’. Provvidenziale è stato l’intervento della sovraintendenza dei ‘Beni Culturali di Bari’ probabilmente avvisata dell’accaduto attraverso una segnalazione anonima della cittadinanza. Attraverso la persona dell’ architetto Pellegrino, responsabile della sovraintendenza dei beni culturali sul territorio rutiglianese, è stato dato l’immediato ordine del riposizionamento dell’antico manto stradale nella esatta posizione in cui queste basole sono state rinvenute. A spiegarci l’accaduto interviene il direttore dei lavori, il geometra Vito Valenza. Il geometra ci illustra il nuovo piano di ristrutturazione della strada, riadattato data l’imprevista scoperta. È stato chiesto esplicitamente agli operai addetti di riposizionare le lastre in pietra nella posizione originale. Questi blocchi hanno altezze diverse, dai venti ai 15 centimetri, questo comporta un lavoro minuzioso di ricollocamento in quota in modo da avere un manto stradale il più lineare possibile. Il ritrovamento non è omogeneo. Ci sono gruppi di basole sparsi sulla stessa strada. La sovraintendenza ha chiesto di comprendere le nuove lastre adottate per la ristrutturazione del corso per colmare gli spazi vuoti tra un antico blocco e l’altro. Questo modo, la strada che anticipa Porta Nuova si trasformerebbe in un grande  mosaico tra antico e moderno, in un binomio molto caratteristico. Gli operai impiegati nei lavori non si dicono contenti della nuova procedura, a seconda del proprio gusto estetico.  Di tutt’altra opinione è Peppino Sorino, intervistato in occasione del fortunato ritrovamento: “E’ il modus operandi migliore per queste situazioni. In fondo è esattamente ciò che si deve fare con i reperti storici, si deve ricostruirli artificialmente per poterne apprezzare la bellezza”. Peppino Sorino è il presidente dell’associazione ‘Archeoclub Italia’ per la sede di Rutigliano, un’associazione di promozione sociale che opera sul territorio rutiglianese sin dal 1973 con l’intento di conoscere e far conoscere i beni storici, archeologici ed ambientali del nostro territorio.n Quale opinione migliore per far luce sull’accaduto? “La pavimentazione ritrovata nella mattina del 7 maggio è sicuramente da far risalire al periodo intorno al 1700 in cui venne adottata questa innovazione dell’utilizzo delle basole. Nel periodo precedente le strade erano unicamente in terra battuta. Successivamente, negli anni ’60/’70 del 1900, tutte le strade dell’antico borgo rutiglianese furono asfaltate. Le strade chiancate erano molto rare, tanto che in un documento del ‘600 si parla di una strada denominata ‘La chiancata’ il che fa supporre l’esistenza di questo tipo di pavimentazione. Il tipo di pietra utilizzata è il calcare barese, un minerale tipico del nostro territorio. Questo tipo di materiale ha origini geologiche antichissime tanto che i fossili ritrovati lungo Lama S.Giorgio (risalenti a circa 90 milioni di anni fa), erano incastonati in blocchi di questo specifico tipo di calcare.” Non ci resta che attendere la fine dei lavori per poter ammirare quello che probabilmente sarà il più calzante esempio di innovazione accompagnato da una buona dose di tradizione storica targata Rutigliano.

 

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