Venerdì 16 Novembre 2018
   
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L'elettrificazione della rete ferroviaria: nuovi rischi?

La ferrovia a Rutigliano è a rischio

26 novembre 2013, un comunicato stampa della Regione Puglia riporta quanto segue: ”Dopo un lungo e approfondito esame iniziato nel marzo 2012, i Servizi della Commissione Europea hanno definitivamente approvato due strategici progetti nel settore del trasporto pubblico ferroviario della nostra regione inseriti nell’ambito del P.O. FESR 2007/2013”. Si tratta del via libera da Bruxelles ai finanziamenti per l’elettrificazione e l’ammodernamento della rete delle Ferrovie Sud-Est. Per la precisione, si tratta di due progetti ben distinti, il primo riguarda l’elettrificazione della linea Bari – Taranto, nella tratta Bari – Martina Franca, il secondo riguarda l’ammodernamento della rete ferroviaria nell’area salentina. Entriamo nel dettaglio del progetto di elettrificazione a partire dai fondi. Bruxelles stanzia 44,2 milioni su un costo totale di 75,9, in quanto i lavori iniziali, inaugurati il 14 giugno 2012 sono stati già finanziati con fondi CIPE, ovvero Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che gestisce i fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) e li assegna e distribuisce. L’elettrificazione riguarda circa 121 km di linea ferroviaria, che includono 17 Comuni della Provincia di Bari, tra cui Rutigliano, e un comune della Provincia di Taranto. All’inaugurazione dei lavori è presente anche Guglielmo Minervini, assessore regionale alle infrastrutture strategiche e mobilità, il quale elogia il progetto e afferma che l’opera potrebbe “essere completata entro la fine del 2013”. Nel concreto, è prevista la sostituzione delle locomotive a propulsione diesel con locomotori elettrici, apportando in tal modo un incremento in termini di velocità e un miglioramento dei commerci, l’aumento delle prestazioni dei convogli, la riduzione dei consumi energetici, benefici economici, ma soprattutto un miglioramento delle condizioni ambientali per l’abbattimento dei fattori inquinanti (come si può leggere sul sito della Regione Puglia). Esiste tuttavia un rovescio della medaglia: quello dell’elettrosmog, dei pali elettrici posizionati vicino le abitazioni, il rischio di malattie gravi. Recenti ricerche mediche hanno infatti messo in risalto il problema degli effetti nocivi dovuti all’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali sia in alta sia in bassa frequenza, poiché questi andrebbero ad alterare i processi biologici. Alcuni studi fatti in abitazioni vicine a installazioni elettriche hanno indicato un possibile aumento del rischio di leucemie e di tumori cerebrali; altre, condotte su alcune categorie di lavoratori professionalmente esposti, hanno anch’esse evidenziato un aumento del rischio di leucemie. Naturalmente nulla è stato definito scientificamente certo, ma perché rischiare? Inoltre questi pali o torrette pesano visivamente sul paesaggio urbano e il problema dell’inquinamento acustico non trova soluzione. Perché non si è optato per l’interramento della linea ferroviaria fin dall’inizio del progetto? Possibile che nessuno si sia posto queste domande? Difficile da credere. I lavori di realizzazione di questo “ammodernamento” procedono poi a rilento: la nuova linea ferroviaria avrebbe dovuto essere conclusa già alla fine del 2013, tuttavia dobbiamo constatare amaramente che ad oggi a Rutigliano, ad esempio, vi sono solo le torrette, ma non c’è ancora traccia dei cavi elettrici. Quanto ancora ci vorrà?

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