Venerdì 16 Novembre 2018
   
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San Nicola esempio di umanità

processione san nicola

Due giornate di fede e festeggiamenti sono state il 10 e 11 maggio a Rutigliano, weekend in cui è ricorso il 708° anniversario del Patronato di San Nicola di Bari sulla città, un culto che ha avuto origine, nel nostro paese, nel lontano 1306. La festa patronale è stata curata dal Comitato Feste “SS. Crocifisso e San Nicola” e della Collegiata S. Maria della Colonna e S. Nicola, con il patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione e della Basilica Pontificia di San Nicola di Bari. Cinque Sante messe si sono svolte nella domenica, festività che ha coinciso anche con la festa della mamma, che don Emilio, nella sua omelia della celebrazione delle ore 10,30 non ha voluto dimenticare, soprattutto davanti ai tanti bambini che partecipavano alla liturgia. “Chi dobbiamo invocare oggi per le nostre preghiere? – chiede ai bambini in prima fila e ai presenti – Gesù e non San Nicola, perché Cristo viene dal Padre ed è sempre in mezzo a noi. Se Gesù è nei nostri pensieri, San Nicola è contento. Oggi lo ricordiamo con la statua, la processione, i fiori, questo perché Gesù gli ha dato la forza di vivere secondo il suo esempio e di andare lì dove è presente anche lui”. Vengono ricordate anche le mamme, il cui amore è grande e la cui festa va pure celebrata con un tono di fede: “L’augurio che va loro fatto non può essere rappresentato solo da un fiore, ma dal nostro amore”. Don Emilio conclude allora così la sua omelia: “È felice veramente soltanto chi è buono e santo. Vogliamo essere felici? Allora dobbiamo essere buoni e santi, come San Nicola e le nostre mamme”. Padre Lorenzo Lorusso, neo Priore Basilica Pontificia San Nicola di Bari, ha invece sottolineato, nella Santa Messa Solenne tenuta alle ore 19,00 presso la Collegiata Santa Maria della Colonna e San Nicola, il ruolo di San Nicola quale “defensor fidei”, il Santo che ha incarnato meglio la figura di Cristo quale buon Pastore: “Prima a Bari, ora a Rutigliano, si va di festa in festa, ma questa è la celebrazione della fede”, ci ricorda Padre Lorenzo. “In qualsiasi angolo sperduto della terra, è possibile trovare un piccolo spazio o cappella dedicati a San Nicola, che è infatti conosciuto in tutto il mondo, la sua santità ha una risonanza universale”. Sono passati sedici secoli dalla sua morte e sono trascorsi 708 anni di patronato, nonostante questo tempo lunghissimo, Nicola continua a richiamare la devozione di tanti fedeli. “Perché è vicino a noi? – chiede il Priore – perché lo sentiamo come uno di noi, a cui possiamo confidare e chiedere. Ha mostrato le sue cure pastorali, ha amato Cristo, la Chiesa, l’integrità della fede, ha amato Gesù come persona all’interno della Chiesa”. San Nicola viene dunque ricordato come un vescovo integerrimo, che ha ascoltato, aiutato, si è speso per il suo gregge e per l’unità della Chiesa. “Oggi lo invochiamo anche come segno di unità delle Chiese”, in particolare degli ortodossi, dei protestanti e degli anglicani, oltre che dei cattolici, identificando in lui la figura di Santo universale, punto di connessione tra l’Oriente e l’Occidente, ma anche tra la società e la politica: le ideologie dividono, mentre San Nicola vuole riportare i suoi devoti ad avere come asse centrale nella propria vita Gesù, altrimenti si perde il punto di vista dell’essenziale: riprendiamo la via indicataci da Nicola, che è la via di Gesù, perché in questa società ci si è persi. Ricordiamolo sempre come un uomo di bene e carità, perché ha sempre avuto Cristo al centro della sua vita”.

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