Aldo Moro: 36 anni dopo, il corpo dimenticato

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A differenza di date più familiari, come il 1 maggio, 25 aprile, 2 giugno, date significativamente importanti nella storia della Repubblica Italiana, il 9 maggio sembra essere una data leggermente trascurata. Molti lettori a questo punto si staranno chiedendo: cosa è successo il 9 maggio, perché dovrei ricordarmene? Il 9 maggio scorso gli italiani hanno ricordato o avrebbero dovrebbero ricordare il 36esimo anniversario dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro.

Il fatto che questa data non sia centrale nei nostri calendari è dovuto ad una carenza di informazioni, oltre che al troppo lungo programma didattico che impedisce di trattare determinati argomenti (per quanto riguarda gli studenti) e ci si ricorda di questa data unicamente grazie a qualche commemorazione sporadica. Questa è la spiegazione fornitaci dal prof. Gaetano Ardillo, docente di storia e filosofia presso il liceo scientifico “Ilaria Alpi” di Rutigliano. Nel 1978 le Brigate Rosse, consapevoli di disporre di una fitta rete di consensi, misero in atto il loro progetto più ambizioso. Il giorno in cui in parlamento venne accolto il nuovo governo Andreotti, monocolore democristiano, l’auto che trasportava Aldo Moro verso la Camera dei Deputati fu intercettata e bloccata in via Mario Fani. Questo sequestro è stato attuato da una cellula eversiva appartenente al movimento terroristico della sinistra: Le Brigate Rosse. Un’organizzazione criminale che punta all’abbattimento dello stato borghese - capitalista nato dopo la seconda guerra mondiale, dopo che la situazione economica italiana fu risanata dai fondi provenienti dalle forze alleate, attraverso il cosiddetto ‘Piano Marshall’. Dopo 55 giorni, durante i quali le Brigate Rosse chiesero invano lo scambio con prigionieri dello Stato italiano, il presidente della Democrazia Cristiana fu ucciso.

Lo scambio non fu accettato perché il ricatto fece nascere due linee di pensiero politico differenti e controverse. Da una parte il cosiddetto ‘fronte della fermezza’, maggioritario e comprendeva il Governo del presidente Giulio Andreotti, il ministro dell’interno Francesco Cossiga ed i vari partiti parlamentari (DC, PCI, MSI, PRI, PSDI, PLI); questa coalizione rifiutava la trattativa. Per contro, ad accettare le proposte diplomatiche dei terroristi, nella fazione ‘possibilista’ ritroviamo Bettino Craxi, il presidente del Senato Amintore Fanfani, l’ex presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat ed il leader radicale Marco Pannella, credendo che una trattativa per salvare la vita di un così alto statista non avrebbe intaccato in alcun modo all’onore e alla dignità dello Stato italiano. Vinse la prima di queste due fazioni, portando la conseguenza che tutti conosciamo.

Successive indagini hanno dimostrato come non tutto il corpo delle Brigate Rosse fosse d’accordo a proposito del verdetto del “processo del popolo” che voleva morto Aldo Moro. A rafforzare questa ipotesi c’è  una chiamata diretta alla moglie del presidente democristiano, il 30 aprile 1978, supplicandola di convincere la DC ad accettare la trattativa, altri brigatisti dissentirono dalla scelta comune dell’organizzazione terroristica che, purtroppo, rappresentava una scelta pienamente democratica in quanto frutto di una votazione pubblica.

Aldo Moro fu svegliato alle 6 del mattino, gli venne detto di essere stato graziato (“per non soffrire oltre”  come testimoniato dai carnefici). Venne infilato in una cesta di vimini e portato nel covo in via Montalcini. Dopodiché lo statista fu fatto entrare nel portabagagli di una Renault 4 rossa e venne coperto da un telo dello stesso colore; qui fu freddato prima con una pistola e, dopo che questa si inceppò, con una mitragliatrice. L’omicidio risale, secondo la scientifica, intorno alle 9-10 del mattino.

Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato nella stessa Renault 4 rossa targata Roma N57686  parcheggiata in via Caetani, a Roma, tra la sede del Partito Comunista Italiano e quella della Democrazia Cristiana. Un gesto simbolico quello delle Brigate Rosse. Moro, che da sempre ha cercato il compromesso tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, è stato ucciso e abbandonato a metà strada tra i due partiti.