Domenica 19 Novembre 2017
   
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Piogge, sbalzi termici e anche la 'Ferrovia' rischia di deragliare!

cassetta omino ottima

Non ci sono più le mezze stagioni. Una frase di circostanza che magari serve a trovare un argomento per evitare lunghi silenzi imbarazzanti. Questa volta però sembra essere la sintesi perfetta per quanto riguarda la produzione di ciliegie del 2014. Rutigliano è la città dell’uva, è vero, tuttavia i nostri affari agricoli sono strettamente legati alle coltivazioni principali dei centri limitrofi. I campi coltivati segnano i confini con Turi e Conversano, le città per eccellenza nella coltivazione di ciliegie. Le condizioni meteo instabili di questi giorni non hanno di certo favorito il periodo di fioritura del ciliegio, maggio, da essere il mese della Madonna e delle ciliegie, è diventato nel 2014 il tempo degli acquazzoni e degli anticicloni tropicali. Da qualche giorno, a seconda delle tempistiche dettate da ciascun latifondista, è cominciata la fase di raccolta del prelibato frutto rosso, molti gridano allo sfacelo. Qual è davvero la situazione? Abbiamo intervistato l’agronomo Antonello Lepore, responsabile del controllo qualità per una delle principali aziende ortofrutticole rutiglianesi. La fornitura di ciliegie trattate  dall'azienda - si tratta di Orchidea Frutta - proviene dai campi di tutto il Sud-Est barese, prevalentemente da Conversano, Turi, Castellana Grotte e Putignano, quindi l’opinione dell’esperto ci può fornire una perizia in merito alle zone maggiormente interessate nella coltivazione di questo frutto.

La temperatura, non esattamente pre estiva, di questi giorni ha influito molto sulla coltura di ciliegie?

La rigida temperatura di questi giorni si è tradotto in un ritardo. Un ritardo nella raccolta soprattutto per determinate tipologie di frutto. Ad esempio la raccolta della Ferrovia è stata notevolmente ritardata. L’imputata principale non è stata la temperatura quanto le frequenti precipitazioni come la pioggia e grandine che hanno colpito in maniera persistente le coltivazioni soprattutto le qualità precoci.

Quali riscontri ci sono stati nelle varietà precoci rispetto l’anno scorso?

Con varietà precoci parliamo della Bigarò che a seguito delle precipitazioni ha subito un notevole danno con una grandissima percentuale di prodotto in meno rispetto lo scorso anno. La Giorgia, altra varietà che si produce per la maggiore, ha risentito significativamente del clima avverso seppure in maniera leggermente minore rispetto la Bigarò.

Per quanto riguarda la Ferrovia?

La Ferrovia è una qualità di ciliegia più tardiva rispetto alle due varietà precoci. È da poco iniziata la raccolta della Ferrovia e se il tempo ci assiste si prospetta una buona qualità ed una soddisfacente raccolta.

Ascoltando le opinioni di braccianti addetti alla raccolta può capitare di sentire la frase “Quest’anno le ciliegie sono buone solo per farne marmellata”. È davvero così?

Sicuramente questa frase si riferisce alla raccolta delle qualità precoci. la temperatura e le precipitazioni (pioggia e grandine) hanno rovinato il frutto. Le ciliegie “spaccate” rappresentano una grande percentuale di prodotto non commercializzabile. Per limitare le perdite economiche e materiali gran parte di questo prodotto è stato ceduto ad industrie specializzate nella produzione di marmellate o capaci di sfruttare questa situazione. Questo per quanto riguarda le qualità già mature, c’è ancora speranza per la Ferrovia. Il periodo di raccolta di questa varietà tardiva è iniziato da poco, supponendo un clima favorevole dovremmo registrare un ingente numero di prodotto utile.

Non c’è un modo per evitare che uno spreco di queste proporzioni possa ripetersi il prossimo anno?

Per quanto riguarda la coltivazione di alberi da frutto ci sono pochi modi per evitare le intemperie. Per la coltivazione di uva da tavola è possibile mantenere e controllare una certa condizione termica del vigneto ed è possibile proteggere il frutto dalle precipitazioni grazie ad un sistema di teli protettivi. Questo non è attuabile per i campi di Prunus avium.

Rispetto allo scorso anno come trova cambiata la situazione agraria per quanto riguarda la maturazione del frutto?

La situazione dello scorso anno era totalmente diversa, nettamente superiore. Avevamo una buona percentuale in più a proposito dei prodotti d’ingresso e soprattutto le tempistiche erano nettamente migliori. Quest’anno rispetto lo scorso ciclo di raccolta, oltre ai vari problemi con le precoci, abbiamo registrato un notevole ritardo nella maturazione della Ferrovia. Puoi anche considerare il fatto che a marzo 2014 abbiamo avuto un aumento considerevole di temperatura che ha portato alla fioritura anticipata dei ciliegi, ad aprile ci sono stati tutti i messaggi di quello che poteva essere un anticipo di produzione mentre la situazione è degenerata con il brusco calo di temperature tra il 7 ed il 10 aprile. Quell’anticipo che si prospettava non si è avverato.

Una situazione meteorologica come questa porta a non riuscire più a calcolare le produzioni.

L’area mediterranea è rinomata per il clima mite. In effetti negli ultimi anni ci stiamo tropicalizzando quindi riscontriamo queste alternanze di caldo torrido seguito da forti precipitazioni. Purtroppo è un dato di fatto e non possiamo far altro che tenerne contro. Non sembra possibile avere un inverno mite come quello che abbiamo superato per poi fare i conti con una primavera così imprevedibile.

 

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