Martedì 21 Novembre 2017
   
Text Size

Pillole di comportamento stradale - L'incubo delle soste

soste)

La strada, una giungla sociale in cui gli utenti, che siano pedoni o conducenti, spesso e volentieri si lasciano andare a infrazioni di ogni tipo: parcheggi abusivi, mancate precedenze, sorpassi last minute e con un elevato grado di pericolosità. Questa settimana la nostra rubrica di comportamento stradale affronta un altro degli argomenti scottanti, la fermata. Che sia sosta, che sia arresto, o che sia semplicemente fermata di un veicolo qualsiasi, nel prontuario delle violazioni alla circolazione stradale l’art. 157 regola e sancisce i comportamenti da adottare in questi casi, fornendo le giuste definizioni. Iniziamo dalla fermata, che è la temporanea sospensione della marcia, anche in area dove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, o per altre esigenze di brevissima durata. Il Codice della Strada precisa inoltre che la fermata non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione e che il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia. L’infrazione, perciò, ricorre in tutti quei casi in cui, pur nel rispetto di prescrizioni e divieti specifici, la fermata, per le sue modalità – come nel caso della fermata in doppia fila – o per le particolari situazioni ambientali o di traffico in cui viene effettuata, arreca un reale ed effettivo intralcio alla circolazione che non viene prontamente rimosso, o per l’attardarsi del conducente a riprendere la marcia, o ancora per il suo momentaneo allontanamento.

Oltre la definizione di fermata, il CDS definisce la sosta come la sospensione della marcia protratta nel tempo con possibilità di allontanamento del conducente, mentre l’arresto è definito come l’interruzione della marcia per esigenze di circolazione quali precedenza o presenza di semafori. La sosta di emergenza, invece, consiste nell’interruzione della marcia del veicolo, malessere del conducente o del passeggero, comprendendo dunque tutte quelle situazioni in cui l’arresto del veicolo non si può prevedere. Salvo diversa segnalazione, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo in senso di marcia. Il senso, tuttavia, non ha rilevanza quando si ha una fila di stalli di sosta segnalati, in adiacenza alla carreggiata così da poterli considerare esterni ad essa. Qualora si presentasse il caso in cui non esiste marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni comunque non inferiore ad un metro – cosa che sappiamo non essere rispettata quasi mai. Se la sosta dovesse costituire pericolo o grave intralcio alla circolazione, si dispone la rimozioni  del veicolo, così come anche nel caso in cui sia accertata la sosta del veicolo da oltre 60 giorni. Fuori dai centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi né, salvo che non sia appositamente segnalato, sulle banchine. La sanzione del CDS è prevista anche nel caso in cui si effettua la sosta sulle carreggiate delle strade con precedenza. Per la sosta a sinistra, invece, in assenza di specifici segnali di divieto, nelle strade urbane a senso unico questa è permessa sia a destra che a sinistra. Neo secondo caso, tuttavia, il conducente che vuole usufruire della sosta a sinistra, deve verificare che rimanga uno spazio di almeno 3 metri, tenendo conto non solo delle dimensioni della strada ma anche dell’ingombro del proprio mezzo e degli altri veicoli in sosta. Se questa condizione non è soddisfatta, la sosta a sinistra non è consentita, prevedendo l’applicazione della sanzione, mentre nel caso in cui non ci sia l’apposito degnale di divieto, lo è quella a destra anche se non rimangono 3 metri (e salvo i casi di accertato intralcio al traffico). Ai sensi dell’art. 104 del CDS, inoltre, i segnali di prescrizione devono essere posti sul lato destro, ma altra disposizione successiva prevede che “tutti i divieti e le restrizioni di sosta si applicano soltanto al lato della strada sul quale sono posti i segnali.” Altra specificazione riguarda la sosta consentita per un tempo limitato, per cui è fatto obbligo ai conducenti di segnalare in modo chiaramente visibile, con l’esposizione del disco orario o dell’attestato di pagamento o con altro mezzo, l’ora in cui la sosta ha avuto inizio. Salvo diversa indicazione, l’obbligo vige per tutte le 24 ore. Tuttavia, il divieto che in generale è maggiormente infranto è quello della sosta in doppia fila – e naturalmente anche in terza – salvo però che si tratti di veicoli a due ruote in entrambe le file (due ciclomotori, due motocicli, un ciclomotore e un motociclo affiancati). Ripetuta  è anche la situazione della sosta alle fermate dei mezzi pubblici, ovvero negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata di autobus, filobus e veicoli circolanti su rotaia e , dove questi spazi non siano delimitati, a una distanza inferiore a 15 metri (prima e dopo il segnale di fermata). L’inciviltà dei conducenti raggiunge, però, il suo apice nel caso della sosta negli spazi riservati agli invalidi, vietata anche se c’è il segnale verticale, per cui il divieto sussiste anche in caso di scarsa o inesistente sua visibilità. Il divieto è valido anche in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzata dai veicoli stessi. Mentre gli spazi di sosta riservati sono indicati da apposita segnaletica, nessun segnale è tuttavia previsto per gli scivoli e i raccordi in corrispondenza dei quali la sosta è comunque vietata.

Le sanzioni pecuniarie stabilite dal prontuario sono previste anche nel caso in cui non si rispetti il divieto di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essere assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.  I casi di divieto di sosta e fermata non si concludono qui, ma da questo primo quadro generale si capisce quanto i conducenti siano spesso indifferenti al rispetto di determinate prescrizioni, facendo vigere il principio del “scendo un attimo a comprare una cosa” oppure il “c’è mio figlio in farmacia, un attimo e sposto la macchina”. La prossima volta che abbiamo intenzione di sostare o fermarci in uno spazio non consentito, quell’attimo prendiamolo per riflettere di più ed evitare sanzioni e situazioni di pericolo.

Commenti  

 
#1 indignato 2014-06-17 20:26
infatti..... ricordo agli organi preposti al controllo che davanti alle norme di comportamento al cds siamo tutti uguali!!!! nessuna eccezione fatta per alcuno.... anche ai clienti del bar clemente..... A buon intenditore poche parole!!!!!!
P.S. una buana azione di repressione del fenomeno sarebbe un ottima soluzione!!!!! RIPETO TUTTI UGUALI!!!!!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI