Martedì 21 Novembre 2017
   
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Compagni di sorriso nella giornata della donazione targata Fidas

Da sinistra Giuseppe Giuliano, presidente Fidas di Rutigliano, e altri componenti del direttivo

Non una donazione qualunque, quella organizzata lunedì 2 giugno dalla Fidas di Rutigliano presso l'Ospedale di Rutigliano. Non una giornata qualunque, ma la "giornata della donazione", che è ricorsa proprio in occasione della Festa della Repubblica. A festeggiare oltre che la patria, però, tutti i donatori accorsi hanno festeggiato la solidarietà, che si rinnova sempre e in maniera costante durante tutte le donazioni. Un gesto solidale, è vero, a cui molti non riescono ad avvicinarsi per la cosiddetta  'paura dell'ago', o perché timorosi delle condizioni in cui i prelievi avvengono. Paure di cui spesso e volentieri ci siamo occupati, sul nostro giornale, e di cui ancora una volta ribadiamo l'infondatezza. A regnare, durante le giornate dedicate alla donazione, non è un clima di terrore ma al contrario: si respira aria familiare, come di casa, ci si conosce tutti, ci si saluta, ci si scambia uno sguardo di intesa e di comprensione. Niente pianti o agitazioni, solo sorrisi e condivisione anche durante i momenti del prelievo, i più temuti. É un gesto minimo, forse impercettibile, a tratti anche sottovalutato, che è in grado di cambiare la vita di qualcuno. La nostra, quella di ciascuno di noi, perché ci arricchisce di un significato, perché contribuisce a farci vincere le paure più grandi e ad abbattere quel muro di indifferenza che spesso sovrasta le normali e quotidiane vicissitudini. Ma l'arricchimento più importante lo diamo a chi ha davvero bisogno di donazioni, a chi può vedere salva la propria vita. C'è chi lo fa perché è cresciuto con la disponibilità a donare, chi ha iniziato per gioco, chi è stato attirato da amici o familiari, chi 'si dispera' perché non riesce a donare - non è obbligatorio che chi si avvicina alle giornate della donazione, possa realmente donare per alcuni fattori fisici che possono influire sull'effettiva "purezza" del sangue  - ma lo spirito dei donatori, che siano alla loro prima volta o che siano ormai 'esperti', è sempre lo stesso e lascia anche una traccia positiva nei più scettici. Ancora una volta, come ci conferma il presidente della sezione Fidas di Rutigliano Giuseppe Giuliano, l'affluenza è considerevole fin dalle prime ore del mattino, a dimostrazione di quanto l'associazione stia lavorando in maniera forte a livello locale e a prova del fatto che la donazione di sangue non costituisce più lo spauracchio di chi crede falsamente che sia qualcosa di pericoloso. Tutto avviene nel modo più rigoroso possibile, dalla registrazione del donatore tramite modulo che gli viene consegnato al suo arrivo e debitamente compilato, fino alla verifica dei requisiti del donatore stesso, per cui i medici si occupano di determinare la sua idoneità. Ma i controlli, come sappiamo, non finiscono qui: prima di procedere con la donazione vera e propria, infatti, al donatore viene effettuato un piccolo prelievo per controllare la sua pressione sanguigna, e solo nel caso in cui questa sia regolare, si procede alla donazione. La sicurezza non è l'unica costante delle donazioni: lo è anche il sorriso, quello dei medici e degli infermieri che si mettono a disposizione dell'associazione; quello dei donatori, che non smette mai di esserci né prima né dopo il momento della donazione; quello di chi è al di là di un lettino e il cui ringraziamento silenzioso e sconosciuto è incommensurabile.

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