Domenica 19 Novembre 2017
   
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Il 'terreno fertile' barese costa troppo. Scopriamo perché

arif tariffe irrigue

L'estate è la stagione più rovente per le nostre attività produttive: l'agricoltura, il settore trainante della nostra economia, raggiunge picchi altissimi sia in fatto di lavori da svolgere sia in fatto di risorse economiche che, in maniera più o meno importante, vengono dedicate al periodo di maturazione dell'uva da tavola, dunque del prodotto che da lì a pochi mesi verrà immesso nel mercato. I costi, tuttavia, gravano ogni anno di più sui produttori, che devono fare i conti con una serie di misure da adottare per far sì che, a conclusione della stagione, il prodotto sia quantomeno accettabile. La sicurezza sul lavoro, i fitofarmaci da utilizzare, tutti quegli strumenti che contribuiscono a dar vita ad un prodotto sano e di qualità altissima, come solo noi sappiamo fare. L'estate, però, è anche il periodo in cui la terra ha maggiormente bisogno di acqua, per poter così dare la possibilità alla pianta di svilupparsi e fiorire nella maniera giusta. L'acqua, un bene così prezioso che qui, nel sud est barese, siamo costretti a pagare a caro prezzo, per decisione della Giunta Regionale, che con Delibera n°858 del 13 maggio 2013, ha approvato le nuove tariffe dei canoni irrigui per gli impianti di proprietà regionale, e per successiva Delibera n°85 del Direttore Generale dell'Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali, che in data 20 marzo 2014 ha approvato i canoni irrigui su base triennale, disponendo che gli stessi vengano applicati per ambito provinciale a partire dal 1 aprile 2014. Ma ad una prima analisi, qualcuno noterà un certo dislivello: alla voce 'fornitura e irrigazione zootecnica costo per 1 mc', la tariffa prevista per Bari è nettamente superiore (0,46 €) rispetto a quelle previste per Taranto (0,26 €), per Lecce (0,27€) e per Brindisi (0,27€). Ma come mai questa differenza abissale? Facciamo una sintesi.

Cos'è l'ARIF

Per effetto della legge regionale 25/02/2010, n. 3, è stata istituita l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (più brevemente Agenzia o Arif), in veste di soggetto erogatore di servizi a connotazione non economica finalizzati al sostegno dell’agricoltura e alla tutela del patrimonio boschivo.
L’Agenzia è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e tecnica, nell’ambito di finalità e compiti assegnati dalla Giunta regionale; assolve, cioè, compiti istituzionali di gestione restando in capo alla Regione l’attività di pianificazione. L' art. 4 della prima citata legge regionale del 2010 prevede, infatti, che la Giunta Regionale si occupi di espletare alcune funzioni quali 'approvare gli obiettivi generali e di settore da perseguire nell’ambito della dotazione finanziaria dell’Agenzia fissata dalla legge di bilancio ', 'stabilire i criteri generali da seguire nello svolgimento delle attività forestali e delle attività irrigue nonché per il monitoraggio, la vigilanza e il controllo della qualità nella loro gestione' , 'fissare i criteri per la determinazione delle tariffe e dei canoni irrigui', solo per citarne alcuni. Nonostante, tuttavia, l'obiettivo fondamentale  -  come si legge nell'art. 4 lett. a e nell'art. 3 co. 1 - di 'attuare un sistema coordinato e integrato della risorsa “acqua” e 'attuare il contenimento della spesa pubblica per le risorse idriche', in realtà pare che sia stato difficile mantenere i costi per tutta la regione e dunque praticare una tariffa unica su tutto il territorio pugliese, ricercando parametri che non determinassero delle impennate economiche in determinate aree. Il picco barese, tuttavia, pare che non possa essere stato mantenuto per effetto dei costi di gestione e di tiraggio dell'acqua, che nella nostra zona sarebbe più difficile e più onerosa rispetto alle aree leccesi e brindisine, terre geograficamente più basse rispetto al livello del mare.

I motivi

Pare essere questa, dunque, la motivazione per una tariffazione irrigua diseguale. Pare anche che alcuni comuni, tra cui quello di Monopoli e di Mola di Bari, si siano attivati tempo fa per contrastare l'aumento delle tariffe, sostenendo tra l'altro il cattivo funzionamento dell'Arif quale azienda preposta ai servizi irrigui e forestali, che sarebbe così responsabile del cattivo funzionamento degli impianti di irrigazione e della lentezza delle riparazioni. Una situazione in forte opposizione con l'aumento dei costi! Un provvedimento, insomma, che non ha certamente risparmiato le polemiche e che di sicuro continuerà a far parlare, specie in un periodo  - come abbiamo già sottolineato - caldo come questo sotto tutti i punti di vista. Le produzioni ortofrutticole e viticole, insomma, sembrano non trovare 'terreno fertile' - e concedeteci il gioco di parole! - provocando così il brusco aumento dei ritardi nel pagamento dei canoni di utenza pregressi, che si accumuleranno a quelli - decisamente insostenibili - correnti. La disparità, insomma, non va giù a nessuno. Come si evolverà la situazione? Quali provvedimenti saranno adottati? La nostra indagine non finisce qui.

 

 

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