Sabato 18 Novembre 2017
   
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La Medicina Generale premia il rutiglianese Di Lorenzo

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Un Paese martoriato dalla crisi, così ci vedono all'estero. Un Paese che non investe sui e nei giovani, che costringe neolaureati a trasferirsi al di là di questo blocco culturale, che spinge coloro che inutilmente cercano lavoro a scegliere di varcare i confini nazionali per contribuire allo sviluppo di un altro Paese, non certamente il nostro. La fuga dei cervelli, come la definiscono, a volte però si ferma e diventa un restare. Non è facile andare avanti, nessuno lo mette in dubbio, e ogni giorno ci troviamo a fare i conti con un tasso di disoccupazione che cresce in maniera esponenziale - in questo periodo siamo ai massimi storici - e con tagli drastici alla ricerca, l'unica speranza per un Paese che vuole progredire. Perché il punto da cui (ri)partire è proprio la ricerca, con le sue teorie tutte da dimostrare, con i suoi calcoli, con le sue innumerevoli ore in laboratorio, con sperimentazioni o anche semplici intuizioni che danno vita, però, a qualcosa di meravigliosamente grande e misterioso qual è la medicina odierna. Per questo motivo è stata istituita la Giornata della Ricerca OMCeO Bari, indetta proprio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri baresi, che quest'anno è giunta alla sua seconda edizione e che si è celebrata lo scorso 21 maggio nell'Aula Magna "G. De Benedictis" della Facoltà di Medicina, in occasione della quale si è proceduto all'assegnazione del premio OMCeO Bari per la Ricerca e del premio OMCeO Bari per la Migliore Tesi del Corso di M.M.G. , ovvero del Corso di formazione specifica in Medicina Generale, della durata di 3 anni, che i laureati in Medicina e i detentori dell'abilitazione frequentano per poter conseguire il Diploma finale. A fronteggiarsi a suon di camici e ore passate in reparto, a destreggiarsi tra la pratica e la teoria e a passare ben dodici mesi nell'ambulatorio di Medicina Generale, tra nomi sconosciuti ai più, ce n'è uno che probabilmente qualcuno riconoscerà: si tratta del dott. Giuseppe Di Lorenzo, classe 1982, nato con il bastone di Asclepio nel sangue (entrambi i suoi genitori, infatti, sono medici ed esercitano a Rutigliano), laureato presso la Facoltà di Medicina nel 2009, il quale il 18 dicembre 2013 presso l'Ordine dei Medici di Bari, al termine del Corso di formazione triennale, ha discusso la tesi finale dal titolo "L'impatto della depressione nell'ambulatorio di Medicina Generale. Relazione tra disturbo depressivo e frequent attenders: studio osservazionale e raccolta dati."

Non solo l'analisi di quelle figure che, in un modo o nell'altro, spesso vediamo persistere quotidianamente nello studio di qualsiasi medico di base e che vengono definite 'frequent attenders', ma anche la profonda correlazione che si stabilisce tra la loro presenza costante e uno dei disturbi psichici più gravi di quest'epoca, e che non si riesce mai a comprendere fino in fondo, ovvero la depressione, questo l'argomento della tesi affrontato da Di Lorenzo a conclusione dei suoi studi triennali. Di Lorenzo ha così studiato ed analizzato un'ampia casistica, partendo dall'interesse verso la diffusione dei disturbi psichici in generale, per poi rilevare quanto il disturbo depressivo, più o meno latente, si identifichi in una categoria di pazienti che è personalmente e inconsapevolmente responsabile di una grossa quantità di tempo lavorativo sottratto al cosiddetto 'medico di base', e più in generale di un'incidenza rilevante rispetto alle risorse della rete dei servizi sanitari. Legame, questo, che è confermato da altri disturbi a livello psichico, quali l'ansia e l'ipocondria, tutti colpevoli di quell'andirivieni dallo studio del medico generale. Uno studio approfondito e sperimentale che non è passato certamente inosservato davanti alla commissione preposta a valutare tutti i lavori ricevuti tramite l'istituzione dei premi e dunque di un concorso, al termine del quale selezionare i possibili vincitori. "Me n'ero quasi dimenticato", confessa il dott. Di Lorenzo, che qualche giorno prima della premiazione riceve la comunicazione con cui viene informato di essere stato selezionato, dopo aver fatto domanda, tra i migliori tesisti del corso. Cinque minuti di esposizione e presentazione della tesi a grandi linee, poche slides in powerpoint e la Commissione preposta alla valutazione, all'interno della quale erano presenti alcuni nomi di spicco tra cui quello di Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine dei Medici e Chirurghi baresi, e il dott. Livrea, Preside della Facoltà di Medicina, non ha dubbi: il primo posto spetta a lui, al rutiglianese Di Lorenzo, premiato con una targa di riconoscimento e un piccolo contributo di 1000 €. Il riconoscimento più grande, però, è il successo inaspettato e timidamente ricevuto, il merito di aver portato nel nostro paese un premio di tutto rispetto, frutto dell'impegno costante che Di Lorenzo non ha mai smesso di dimostrare verso lo studio di una professione, quella del medico, che è prima di tutto passione e amore per la vita, anche dal punto di vista scientifico. Un premio che rende onore a lui e alla categoria e che contribuisce a riportare una ventata di progresso e di crescita nel nostro paese. Perché la ricerca, nonostante tutto, passa anche dal nostro paese e da chi, come Di Lorenzo, con umiltà, studio e lavoro continua a perseguire la strada della Medicina Generale.

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