Domenica 19 Novembre 2017
   
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Sciopero nazionale dei carburanti. E i benzinai rutiglianesi che ne pensano?

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E' stato annunciato dalla Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio, lo sciopero dei benzinai, che a partire da Martedì alle ore 19:00 sino a Giovedì 19 Giugno alle ore 7:00, ha visto partecipare gran parte dei rivenditori di carburanti italiani. La finalità dello sciopero era quella di creare disagio a tutti gli utenti, per protestare contro "l'ingiustizia della discriminazione dei prezzi del carburante imposta dalla compagnie petrolifere ai consumatori e rivenditori". La voce grossa l'hanno fatta le stazioni di servizio delle autostrade che hanno voluto mettere seriamente in difficoltà la viabilità del paese, tanto è vero che per loro lo sciopero è durato sino alle 22:00 di Giovedì. Il monito che è stato fatto ai benzinai autostradali è stato quello di fornire carburante almeno ai mezzi di emergenza come ambulanze e polizia. Lo sciopero inoltre ha previsto inoltre che il contante fosse l'unico modo di pagamento e la chiusura di tutti i self-service durante gli orari di apertura degli impianti, con relativo oscuramento dei prezzi ad essi collegati e dell'insegna della compagnia . In poche parole non è stato permesso accedere a tutti gli sconti che si possono ricevere dagli impianti automatici.

A Rutigliano, pare che lo sciopero non abbia riscosso molto interesse. Poche sono state infatti le stazioni di servizio che hanno deciso di partecipare allo sciopero. Muovendosi da benzinaio a benzinaio la Voce del Paese ha cercato di capire quali fossero le motivazioni del rifiuto a partecipare allo sciopero. Al gestore di una stazione di servizio rutiglianese abbiamo chiesto: Perchè ha deciso di continuare la sua regolare attività in questi giorni? Come la maggior parte delle attività commerciali, anche quella dei rivenditori di carburanti è un' attività che è in crisi, quindi, almeno personalmente, non posso permettermi di scioperare tre giorni, in quanto abbasserei il mio guadagno di molto. Un altro benzinaio rutiglianese ha ribadito le parole suddette aggiungendo inoltre che "lo sciopero non serve a niente, la dimostrazione la abbiamo avuta durante il governo tecnico di Monti, in cui lo sciopero dei benzinai ha avuto una risonanza molto più grande rispetto a quello di questo sciopero. Tuttavia non è cambiato nulla e continuiamo ad essere succubi delle compagnie petrolifere che pensano soltanto ai loro interessi. Quindi invece di stare con le mani nelle mani, credo che se vogliamo resistere alla crisi bisogna abbassare la testa e continuare a fare quello che si è sempre fatto".

La Voce del Paese ha incontrato anche un benzinaio che ha deciso di aderire allo sciopero. Queste sono state le sue parole: "ormai siamo ridotti allo stremo: alcuni anni fa lavoravo in una stazione di servizio e mi hanno licenziato perché i gestori stavano andando in fallimento. Posso assicurare che molti benzinai stanno decidendo di cambiare completamente lavoro, perché le pressioni che abbiamo dalle compagnie petrolifere sono pesanti; tutto questo non fa altro che avere ripercussioni sui posti di lavoro che di conseguenza diminuiscono. Ho scelto di scioperare perché sono stanco di queste compagnie, che vendono ai gestori i carburanti a prezzi che sono circa 22 centesimi al litro più elevati di quelli medesimi che collaborano con la grande distribuzione. Nel mio piccolo dico basta!"

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