Domenica 19 Novembre 2017
   
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Il posto fisso inizia da seduti: i postumi del concorso per la Regione

Al termine del concorso, fuori dai cancelli dell'ingresso Edilizia della Fiera del Levante

Quando si dice che gli studenti universitari siano solo dei numeri, in realtà si omette una parte importante, quella viene dopo l'università: il mondo dei concorsi. 1522 presenti su più di 3500 candidati che hanno fatto domanda, solo per citare i numeri della sessione pomeridiana di giovedì 19 giugno. Queste alcune delle cifre del maxi concorso della Regione Puglia che ha ormai chiuso i battenti, concludendo l'ultima trance di prove preselettive nella giornata del 20 giugno. Ancora presto per stilare una statistica definitiva, ma da quello che è emerso nel corso delle varie sessioni, molti dei candidati non si sono presentati ai cancelli di viale di Maratona a Bari, forse anche per colpa del maltempo che non ha certamente risparmiato né Bari né i comuni limitrofi. Molti, così, impossibilitati a muoversi, hanno dovuto rinunciare a quella che potrebbe profilarsi come l'occasione di una vita, quella che in questi giorni si è decisa sulla base di 110 domande a risposta multipla in un tempo massimo di 70 minuti. Ragionamento logico, deduzioni ma anche nozioni di diritto civile, di diritto costituzionale e una conoscenza approfondita di quella che è la struttura della Regione e delle sue funzioni amministrative, questo e molto altro nelle domande che sono state via via sorteggiate all'inizio di ciascuna sessione da una banca dati messa a disposizione dei candidati per esercitare le proprie conoscenze. Molti anche i rutiglianesi che hanno sostenuto la prova, sia nell'ambito prettamente tecnico che in quello amministrativo, molti quelli che si sono cimentati in un momento di stress psicologico ed emotivo che a tratti è risultato devastante per alcuni. L'ansia di non riuscire a rispondere a tutte le domande, l'angoscia di gestire bene il tempo a disposizione, la paura degli errori e delle distrazioni - pena l'annullamento del compito - sono solo alcune delle sensazioni che qualcuno di questi candidati ci ha confessato di aver avvertito. Una scommessa con se stessi, la dimostrazione di riuscire ad andare oltre a quel foglio a lettura ottica che sottopongono ai candidati, sperando di aver compreso fino all'ultimo concetto di quelle istruzioni che, come ci hanno detto, ripetono in maniera fin troppo chiara ma estenuante durante tutto lo svolgimento della prova, fin dai primi secondi in cui i candidati prendono posto.

Numeri, insomma, o meglio codici con cui ciascuno dei presenti è stato classificato ed identificato, che serviranno nei prossimi giorni per verificare on line l'esito della prova. Ma cosa succede durante questi concorsi? Qual è lo stato d'animo che imperversa? Qualche candidato che corre in bagno fino all'ultimo secondo, qualcuno che ride di gusto con i proprio colleghi del mondo forense, sicuro che la prova sia una pura formalità; qualcuno che addirittura smarrisce il proprio posto a sedere, non riconoscendo più il proprio banco tra 1522 sedute. Dispersione, perdita, vuoto, in una sola parola smarrimento, queste le scene più viste da chi ha sostenuto la prova.

Candidati venuti fin da Caserta per tentare la fortuna, dopo aver fatto un giro turistico a Bari; qualcuno che, all'uscita dai cancelli del padiglione Edilizia della Fiera del Levante, non riesce più a trovare i propri genitori, non sa più dove si trova, non capisce più chi sia e dove sia. Momenti che rischiano di far perdere i connotati, di dimenticarli per un attimo, di metterli da parte per concentrarsi su quei pallini da annerire completamente sul foglio ottico, quasi come fosse un gioco. Molte le testimoniante, molti i volti di chi, speranzoso, crede di poter superare le prove preselettive per accedere alla fase successiva, quella che si terrà tra settembre e ottobre, come già anticipato dalla Commissione al termine della prova. Donne in maternità, studenti appena usciti dall'università, avvocati in cerca della scalata al successo, ma anche impiegati, liberi professionisti, tutti in cerca di una possibilità, tutti in cerca di quel colpo di fortuna. Ma ciò che succede durante i concorsi, rimane in quella stanza, al di fuori della quale c'è vita, c'è libertà di movimento, di poter chiedere spiegazioni, di potersi alzare dalla propria sedia e decidere di andare via. Ma il posto fisso inizia da lì, da quei 70 minuti fissi nelle proprie postazioni, controllati a vista dallo staff e seguiti da una diretta streaming che ha fatto un boom di visite ed accessi. I candidati, i più spiati d'Italia.

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