Sabato 18 Novembre 2017
   
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Si apre la voragine in via Noicattaro.Cosa c'è sotto?

L'operaio al lavoro - ''Troppo grande per me!''

L’acqua. L’elemento che ha portato la vita all’alba dei tempi. La più grande costruttrice che esista in natura, basti pensare ai fenomeni carsici, alle architetture straordinarie delle stalattiti e stalagmiti, alla paziente lavorazione della roccia nelle imponenti scogliere. L’acqua che, insieme al principio di vita, racchiude in sé il concetto della distruzione. L’erosione, i disastri idrogeologici, alluvioni ed inondazioni. L’acqua si riprende sempre ciò che l’uomo le ha tolto.

Un esempio pratico ci è stato offerto questa settimana. In seguito alla possente massa d’acqua piovuta negli scorsi giorni, si è venuta a creare una voragine sulla strada provinciale che collega Rutigliano a Noicattaro, indicativamente all’altezza del supermercato ‘Penny Market’.

Il traforo è stato scoperto da un passante, la sua formazione è da far risalire presumibilmente tra il 17 ed il 18 giugno.

Formatosi sul piccolo spazio verde tra la carreggiata della provinciale ed il parcheggio del supermercato, il buco misura un diametro di circa un metro, per un totale di 2,40 m di profondità.

L’interno del traforo sembra costituito da pareti rocciose, formando una sorta di canale sotterraneo.  La presenza del pericolo è stata immediatamente segnalata alle autorità di competenza. I Vigili Urbani hanno infatti tenuto sotto controllo la zona, impedendo la circolazione di veicoli entro la metà della carreggiata. I sospetti di eventuali cedimenti del terreno circostante sono apparsi subito molto probabili, quindi, per evitare che queste teorie prendessero tragicamente vita, la zona è stata evidenziata entro la sera del 18 giugno con visibili segnalazioni. La zona del dissesto geologico è stata presa in esame dalle autorità di competenza, il progetto curato dall’ingegnere Carlo Ottomano (ingegnere comunale). Ascoltando il parere di Peppino Sorino, grande conoscitore del territorio rutiglianese, il ‘maestro’ ci mostra come il tratto di strada interessato presenti nelle immediate vicinanze un numero considerevole di architetture sotterranee. Si tratta senza dubbi di un primitivo canale sotterraneo, le ipotesi della provenienza di questo canale sono varie.

La zona compresa tra Rutigliano e Noicattaro non è estranea ai fenomeni carsici. Nel raggio di pochi metri dalla voragine, il territorio conta la presenza di una Lama secondaria (tratto della Lama Giotta), il piccolo canaletto potrebbe essere l’appendice di questo preistorico corso d’acqua, come anche il risultato della fase di erosione sotterranea dell’acqua come già documentato nel tratto all’entrata di Noicattaro con la presenza di grotte (utilizzate come riparo dalle civiltà neolitiche). Quella delle architetture sotterranee di origine carsica non è una teoria da sottovalutare. Circa 10 anni fa, come conferma il maestro Sorino, si è verificato nella stessa zona,distante pochi metri dal caso odierno, un fenomeno molto simile. Una frana ha riportato alla luce numerosi pozzi artesiani, mostrando un vero e proprio mondo sotterraneo.

Un’altra ipotesi attendibile sarebbe quella della costruzione antropica. Come supposto da Peppino Sorino, il canale sotterraneo portato alla luce dalla pioggia potrebbe essere la traccia evidente di una sezione occultata dell’acquedotto romano, la cui presenza è stata documentata nelle zone rurali limitrofe da storici rutiglianesi del calibro di Lorenzo Cardassi o del Tagarelli.

Ultima ipotesi, risultata corretta e accertata dagli addetti ai lavori è stata la seguente. Il canaletto sotterraneo è in realtà un ramo caduto in disuso da una rete di collegamenti dell’Acquedotto Pugliese. La conferma di questa tesi è stata fornita dalla famiglia Meduso. I titolari della Marmeria Meduso, situata a pochi metri di distanza dalla voragine, riporta la memoria del fondatore dell’azienda. La costruzione della rete per il trasporto dell’acqua potabile è stata, fortunatamente, tramandata attraverso gli aneddoti dell’imprenditore. I lavori di costruzione sono databili a circa 50 anni fa.

Nella mattina del 19 giugno, la voragine è stata ricoperta da operai che hanno provveduto al riempimento della falla stradale con ghiaia, detriti e terriccio, in modo tale da garantire la più totale sicurezza in quel tratto di strada.  

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