Domenica 19 Novembre 2017
   
Text Size

"Amici di sempre per sempre": parla Riccardo Di Bari, papà di Lelia

I membri dell'associazione 'Amici di sempre per sempre'

Sabato 21 e Domenica 22 Giugno 2014, al Didonna Sporting Club si è tenuta la maratona di calcio dedicata a Lelia e Francesco i due ragazzi che sei anni fa persero la vita in un incidente stradale proprio in concomitanza della maratona di calcio organizzata dagli Scout Agesci Rutigliano1, maratona che da quel momento vedrà la partecipazione dell'associazione delle vittime della strada "Amici di sempre per sempre"; proprio di quest'ultima si parla in questo articolo dove la Voce del Paese ha incontrato Riccardo Di Bari padre di Lelia, per conoscere in fondo l'associazione e la sua esperienza da genitore.

Come dice Riccardo, l'associazione "Amici di sempre e per sempre" è nata dalla volontà sua, della sua famiglia e soprattutto grazie agli amici di Lelia e Francesco che fortemente hanno creduto in un progetto come questo in cui l'unico fine è quello di sensibilizzare i giovani alla sicurezza stradale senza guadagnare un centesimo.

Riccardo insieme a tutti i membri dell'associazione, infatti hanno organizzato in questi anni moltissimi eventi collaborando con Carabinieri, Vigili Campestri, Vigili del Fuoco e tutte le forze dell'Ordine. Ne è esempio l'evento "Frena in tempo" tenutosi in Piazza Kennedy dove si è simulato un incidente stradale mostrando le cause che molto spesso portano ad eventi tragici e come bisogna muoversi difronte agli incidenti stradali.

Dato il tuo impegno e la tua esperienza in questo campo, quali credi che siano le cause principali degli incidenti?

Credo principalmente che la causa maggiore sia la distrazione. La distrazione deriva da molti fattori, come l'assunzione di alcol e droga che diminuiscono la lucidità alla guida. I ragazzi che il Venerdì, Sabato e Domenica vanno in discoteca, non reggono fino al mattino precedente; questo fa sì che molto più frequenti siano i colpi di sonno.

A volte credo anche che la colpa sia di noi genitori che molte volte non ci rendiamo conto della potenza del mezzo che stiamo dando ai nostri figli; a volte ci fidiamo di loro quando ci dicono che rimangono in paese quando poi prendono l'auto e arrivano lontano. Su questo credo che spesso abbiamo le nostre responsabilità.

Io per esempio ho una grande paura dei motori:sarà che Lelia e Francesco sono morti su un motore, ma indubbiamente è il veicolo più pericoloso perché raggiunge alte velocità con scarsa sicurezza dovuto al fatto che in quanto motore non è dotato di abitacolo.

In prima persona qual è il tuo obiettivo principale?

Senza dubbio il mio obiettivo e anche dell'associazione, è quello di far capire realmente ai giovani il rischio che si corre quando si guida. Se sappiamo che per un anno o mesi non ci sono stati incidenti stradali vuol dire che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Un altro argomento a cui tengo molto e su questo ci stiamo impegnando, è il far riconoscere l'omicidio colposo durante un incidente stradale. Sono tredici anni che si parla, tuttavia il Codice Penale non fa chiarezza. Purtroppo molto spesso, noto una sorta di paura da parte delle Istituzioni, nel parlare di morti stradali; evidentemente è un argomento che non piace o che intimorisce molto.

Dopo un'esperienza del genere ami di più o meno la vita?

Nonostante il mondo ti cada addosso, devo ringraziare le mie figlie che hanno aiutato tantissimo me e mia moglie. Credo che Lelia e Francesco siano ancora vivi.

Sei religioso?

Sì certo sono religioso, credo sia tutto scritto. Molte sono le cose che mi portano a pensare questo: Lelia e Francesco era fidanzati da dieci anni e mia figlia piccola è nata quando loro hanno iniziato la loro storia; credo che non sia un caso bensì il Signore ha voluto portare con sé Lelia lasciandomi la piccolina che tra l'altro e identica a lei. Lelia inoltre era una ragazza che si dava molto da fare impegnandosi nel sociale ed ha bruciato tantissime tappe della sua vita come se sapesse che prima o poi la sua vita si sarebbe spenta prima delle altre. Si, sono religioso, non mi va di pensare che siano solo corpi morti, ma credo che vivono nell'eternità.

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI